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Incenso&pennello

185 ,DON ANGELO RESCALLI [Azzanello (CR) 13/11/1884 – Susa (TO) 11/12/1956]
Effetti di luce olio su tela 50,5×65,5 cm, firma in basso sulla destra.
base d’asta: 2.000 €
stima: 4.000/5.000 €

Un prete. Un pittore. Domenica 22 dicembre nell’asta 871 di Meeting Art. Divisionista, monarchico (ma anche no…comunque amico di casa Savoia), partigiano. Don Rescalli provò forse l’attrazione dell’amore profano (nobildonne stravedevano per il suo lavoro al punto di allestirgli atelier in belle ville con vista su laghi e monti e mari , quello ligure). Preghiere e colori. Più colori.

No, non è un giallo

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LUIGI BOILLE [Pordenone 03/04/1926]
Spazio giallo n° 1, 1973olio su tela 81×65 cm, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno, etichetta e timbro della Galleria del Naviglio (MI) e timbri della Galleria d’Arte Spriano (Omegna-NO) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbri della Galleria d’Arte Spriano (Omegna-NO) su foto.
Esposizioni: -1974, Galleria del Naviglio, Milano, “Luigi Boille: 631”, a cura di Giulio Carlo Argan, 2 – 22 Aprile 1974.-1974, Galleria Spriano, Omegna, “Luigi Boille”, 18 Maggio – 20 Giugno 1974.Bibliografia:-“Luigi Boille”, Galleria Spriano, Omegna1974.
base d’asta: 2.000 €
stima: 4.000/5.000 €

Il futuro è digital. Io mi fermo al presente, mi aggrappo disperato al passato. Il futuro è piatto, bi-dimensional, un superflat per dirla alla  Takashi Murakami. Serviranno occhiali 3d per capire che la Terra non è piatta e che le forme esistono. Ma poi chi se ne fregherà della Terra e delle forme. Anche il calcio diverrà roba da playstation globale, noi che siamo nati a pane, Panini e Subbuteo. Nel futuro 5G e poi 6G e poi 7G e poi…e poi…quadri come questo (in asta alla Meeting Art sabato 18 gennaio) non li capiranno più. Luigi Boille è tra gli splendidi maestri del Secolo Breve. Uno per cui pittura era pittura ed era ancora pittura. Già con una foto non capisci un cacchio (sì cacchio, parola 3d senza il 5G). Avvicina però l’occhio e capirai che questo non è un monocromo giallo. Non è Schifano, è Boille. Guardali i suoi labirinti di pensiero e colore. Guardali e aggrappati insieme a me al passato.

Mappa stellare

Lucio Fontana, il primo vero artista quantico, stufo di mostrare dove e come raggiungere gli infiniti oltre che rendono banale e stupido convincersi di vivere un’unica esistenza, non si oppose più, stremato dall’idiozia, alla voce ricorrente secondo cui i suoi mitici e ben pagati tagli altro non fossero che l’estrema sintesi dell’Origine del mondo del Courbet. Un taglio genitale, insomma, più che spaziale.

In realtà è proprio per questo, credo (ma lo credo io), che i suoi buchi siano meno celebrati dei tagli. Lì non puoi cercare doppi sensi, non ci fai mentalmente sesso, ma devi, per forza, sforzarti di capire dove potresti andare (se non lo fa sei l’idiota che guarda al taglio come fosse un nulla). Viaggiare, fissando i buchi come i punti di un tragitto interstellare, come le stelle di una nuova costellazione. Quando Lucio vedeva il passaggio nell’oltre, non perdeva il suo tempo. Persino una carta assorbente sulla sua scrivania, a quel punto, diventava il foglio su cui prendere appunti. Per viaggiare e non fermarsi, comunque, soltanto a guardare l’opera in asta, alla Meeting Art di Vercelli, sabato 18 gennaio (asta 872).

100. LUCIO FONTANA [Rosario Santa Fe’ (Argent ina) 19/02/1899 – Varese 06/11/1968]
Concetto spaziale, 1964-65 buchi, strappi e graffito su carta assorbente bianca 46×59,3 cm, firma in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Lucio Fontana come da numerazione 1484/22 su foto. Provenienza: -Ferrara, Ugo Duse. -Ferrara, Gabriele Corbo.
-Milano, Galimberti. -Milano, Sotheby’s, 2009.Bibliografia: -“Lucio Fontana, catalogo ragionato delle opere su carta”, Tomo III, a cura di Luca Massimo Barbero, Edizioni Skira, Milano, 2013, pagina 901, n° 64-65 DSP 130. base d’asta: 40.000 € stima: 72.000/80.000 €

Fedele alla linea!

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GIUSEPPE BARISON [Trieste 05/09/1853 – 07/01/1931]
Ritratto di signora, 1905 olio su tela 68×55 cm, firma e anno in alto a destra.
base d’asta: 500 €
stima: 1.500/2.000 €

La marchesa Ottocento guarda il Nuovo secolo che è arrivato da poco e non è molto contenta. Pare permaloso il Giovinotto, convinto che il progresso non avrà confini, che la guerra, se ci sarà, sarà purificatrice, che il movimento è l’unica legge fisica da seguire anche in pittura. Futurista, cubista, avanguardista e poi realista, esistenzialista, transavanguardista, concettuale, nichilista, performante, populista e mercantilista,bellicoso e pacifista, trasgressivo e onanista: il giovanotto non promette nulla di buono. E la marchesa lo fissa con la severità di una maestra che non ha più il potere di bocciare l’alunno maleducato. Giuseppe Barison , il pittore di quest’opera in asta il 22 dicembre, morì convinto che il suo modo di diipngere fosse ancora l’unico vero modo di dipingere. Il dubbio, mi resta.

Iconico Cecco

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BRUNO CECCOBELLI [Montecastello Vibio (PG) 02/09/1952]
Icona da guerra, 1993tecnica mista su assemblaggio di legni e tela 100×82 cm, firma, anno ed etichetta della Galleria d’Arte Astuni (Fano-PU) al retro, autentica n° M 51 a cura dell’artista su foto con etichetta e timbro della Galleria d’Arte Astuni (Fano-PU).
Bibliografia:-“Bruno Ceccobelli, Viola”, Edizioni Galleria d’Arte Astuni (Fano-PU), 1995, in copertina con descrizione dell’opera all’interno alla tavola n° 16.
base d’asta: 3.500 €
stima: 7.000/8.000 €

Bruno Ceccobelli, tra gli artisti del mitico Pastificio Cerere di Roma (Pizzi Cannella, Gallo. Tirelli, Di Stefano, Bianchi)  , è il più “ortodosso” nel senso della religione. Le sue opere trasudano laico misticismo o misticismo che non si vergogna della laicità. Trovo in opere come questa (asta 869 Meeting Art Vercelli Domenica 1 dicembre) la carica simbolica e misterica delle icone ortodosse di cui un mio amico è stimato collezionista e esperto aiutandomi a leggere tra le righe di immagini e segni sulle antiche tavole.

Segno è potere

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ANDREA MARTINELLI [Prato 12/03/1965]
La Titta, 2005olio e tecnica mista su tavola 67x49x2,5 cm, firma in basso a sinistra, titolo, firma, anno e tecnica al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice.base d’asta: 1.000 €stima: 2.000/3.000 €

Giovanni Testori, critico e letterato con tutti gli attributi del caso, che amava la figurazione “letteraria”, lo considerava con Frangi e Velasco , una delle speranze dell’arte italiana. Di Andrea Martinelli mi parlava spesso la signora Nedelia. E’ morta troppo tempo fa ed io mi sento un poco più vecchio nel ricordare le discussioni d’arte nel salotto della sua Galleria d’arte, il Vicolo a Voghera. Mi raccontava con entusiasmo di quando proprio Testori venne da lei, agli inizi degli anni Novanta, con quei giovani leoni che frequentavano la Compagnia del Disegno a Milano. Certo, disegno. Chiaroscuri che creano nei volti solchi esistenziali. Senza disegno il resto è noia o finzione, mi diceva. Un bravo pittore deve saper disegnare. Andrea Martinelli, mi diceva, è bravissimo. Ed io le credo anche ora.

Giù la schiena


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JEAN FRANCOIS MILLET [Gruchy 04/10/1814 – Barbizon 30/01/1875]
Figura matita su carta 32×22 cm, sigla in basso a destra, firma al retro, certificato d’autenticità di Cagnola allegato.
base d’asta: 1.500 €
stima: 3.000/4.000 €




Domenica 22 dicembre nell’asta 871 di dipinti del secolo scorso e di quello prima: un bozzetto che merita un sospiro. Scuola di Barbizon, realismo. Fatica di vivere e ottima pittura a raccontarla…

Il Manifesto

Falce e pennello. Vinicio Berti era un politico, un ideologo, un filosofo, un combattente. Un astrofisico. Vinicio Berti, fiorentino, credeva che si potesse cambiare il mondo con l’arte. Falce e pennello. Comunista, ma di quei comunisti che, nel 1957, dopo aver visto i corazzati russi entrare in Ungheria, vedevano oltre la cortina di ferro. Berti vedeva un mondo senza muri; già pregustava il crollo di quello di Berlino, tanti anni dopo. Falce e pennello e fisica dello spazio. Per abbattere, infine, i confini dell’arte, il compagno (di banco per chi sogna le stesse cose) Vinicio progettava porte spazio-temporali dove portare la pittura. Aspettando Gagarin-Fontana.

Si può comprare un’idea? No, ma se ci volete provare il luogo è l’asta Meeting art 2693 di martedì 12 novembre:

42VINICIO BERTI [Scandicci (FI) 11/06/1921 – Firenze 1991]
Breccia nel tempo, ogni fiorentino è un artista, 1957
china su cartone 34,5×24,6 cm, firma ed anno sulla destra, firma e località (Firenze) al retro, opera registrata presso l’Archivio Aurelio Stefanini (Firenze) come da dichiarazione su foto.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

Con il suo doppio.

82

VINICIO BERTI [Scandicci (FI) 11/06/1921 – Firenze 1991]
Breccia nel tempo, ogni fiorentino è un artista, 1957
china su cartone 34,5×24,6 cm, firma ed anno sulla destra, firma e località (Firenze) al retro, opera registrata presso l’Archivio Aurelio Stefanini (Firenze) come da dichiarazione su foto.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

La solitudine

00

ENNIO MORLOTTI [Lecco 21/09/1910 – Milano 15/12/1992]
Solitudine, 1949
olio su tela 100×70 cm, firma, anno ed etichette delle Civiche raccolte d’Arte (MI), della XXV Biennale Internazionale D’Arte di Venezia e della Biennale Internazionale del Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile al retro.
Bibliografia:-“Ennio Morlotti Catalogo ragionato dei dipinti” Tomo secondo a cura di Gianfranco Bruno, Pier Giovanni Castagnoli e Donatella Biasin, Edizioni Skira, repertorio 177, pagina 100.
base d’asta: 30.000 €
stima: 54.000/60.000 €

Abituati alle dita media puntate verso l’alto a invitare alla sodomia diffusa a mo’ di dileggio volgare e banale chi investe in borsa, si prova nostalgia per quadri come questo. Di un’epoca lontana, di pittori grandi e di idee ancora in grado di farle rendere forma e colore.

L’arte è noiosa?

Il dubbio viene. Mi è venuto, di recente, anche a Verona alla grande (?) Fiera dell’Arte. Il dubbio mi rigurgita in gola anche durante le visite “istituzionali” a mostre importanti. Poi incrocio questi due lotti che andranno in asta nella 869 di Meeting Art. Uno è Gianfranco Pardi e l’altro è Enrico Baj (e con loro: Tadini, Ceretti, Cavaliere) . Erano grandi amici al bar a parlare di arte e cazzate da fare. L’arte non è noiosa, lo è chi la guarda non sapendo come divertirsi con essa…