Nella casa del minotauro

(14 febbraio 2017)

La Casa del Minotauro è una delle opere più “gettonate” dai visitatori della mostra al Castello di Belgioioso. sia per l’imponenza (2,80 per 4 metri), sia per la carica emozionale e figurativa di un dipinto che fa capire cosa abbia significato fare Pittura Colta.  Il maestro impiegò oltre tre mesi per realizzarlo. Così ne parlava Arnaldo Romani Brizzi.

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Quando nel 1986 Mussa mi coinvolse nel progetto dello spazio espositivo di via degli Ausoni, nell’ex Pastificio Cerere, fu inevitabile esporre opere di Abate sia in mostre collettive sia nella stupefacente personale dell’ottobre 1988, intitolata La Casa del Minotauro (p. 61), in cui Alberto volle esporre un solo dipinto, ma che dipinto: un’opera di quattro metri di base, per quasi tre di altezza (opera gemella, quanto a dimensioni, del grande dipinto Elogio dell’Arte acquistato dalla Rosenwood Corporation e installata permanentemente a Dallas presso l’edificio The Crescent, progettato da Philip Johnson). La mostra lasciò molti senza fiato, per il coraggio di esporre un solo dipinto, e la complessità della composizione narrativa dello stesso, colma di tracce e suggestioni allegoriche, di simboli che però parlavano unicamente di una storia del tutto autonoma e solamente riconducibile a lui, ad Alberto Abate..