864/Corpora



474

ANTONIO CORPORA [Tunisi (Tunisia) 15/08/1909 – Roma 06/09/2004]
Bosco d’autunno, 1951 olio su tela 60×50 cm, firma in basso a sinistra, titolo, firma, anno ed etichetta dell’esposizione Fiac 91, 5 – 13 ottobre 1991 al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, timbro e firma per autenticità e provenienza del Centro Steccata (PR) su foto.
base d’asta: 2.500 €
stima: 5.000/6.000 €

China, do you remember?


491

WEIWEI AI [Pechino (Cina) 28/08/1957]Fairytale, 2007sedie in legno della dinastia Qing , una misura 105,5×56,5×43 cm, l’altra misura 102×58,5×45 cm, titolo sotto la seduta di entrambe le sedie, etichetta Documenta 12 sotto la seduta di una sedia ed etichetta Christie’s sotto la seduta dell’altra sedia.
Provenienza:-Galerie Urs Meile, Bejing.-Asta Christie’s Londra.
Esposizioni: -Kassel, Documenta 12, 2007.-Paris, Galerie Torri, A Few Things That I Know From Them, Braco Dimitrijevic, Hamis Fulton, Ai Weiwei, Zhao Zhao, 2013.
-Wakefield, Yorkshire Sculpture Park, Ai Weiwei In The Chapel, 2014.
Bibliografia:-C.Merewether, Ai Weiwei: Under Construction, Sydney 2008, p.153 (installation view illustrated in colour, p.124)-K.Smith, H.U. Obrist and B. Fibicher, Ai Weiwei, London 2009, p.158 (illustrated in colour, pp. 46 and 115).-M. Siemons and A. Weiwei, Ai Weiwei, New York 2009 (illustrated in colour, pp. 464 and 115).
-Ai Weiwei, exh. cat., London, Royal Academy of Arts, 2015, p.79 (installation view illustrated in colour, pp. 80-81).
base d’asta: 22.000 €
stima: 39.000/44.000 €

La tornata numero cinque dell’asta 864, sabato 15 giugno, è destinata a essere probabilmente considerata come la più calda mai realizzata a giugno dal simpatico team astaiolo vercellese. Nella Quinta vedrete, ad esempio, queste sedute imperiali realizzate dal prode Al Weiwei. L’opera richiama l’installazione realizzata al Castello di Rivoli in cui l’artista recupera mobili e materiali delle entiche dinastie cinesi rapportandole, in modo memorialistico-polemico-ideologico, con l’immagine iconoclasta della Cina contemporanea.

Iras, Lenin e il treno


355

ROBERTO MARCELLO BALDESSARI [Innsbruck (Austria) 23/03/1894 – Rovereto (TN) 1963] Treno in corsa con paesaggio innevato, 1917
olio magro su cartone 50,5×42,5 cm, sigla dell’artista in basso a sinistra, anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Unico per il Catalogo delle Opere Futuriste di Roberto Marcello Baldessari come da dichiarazione a cura di Maurizio Scudiero su Attestato di Avvenuta Archiviazione allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

L’ipotesi è suggestiva, forzata certo. Ma questo treno, dipinto dal più boccioniano dei Futuristi della seconda ora, e, soprattutto, l’anno, in cui è stato disegnato e colorato. sono potenti stimolatori della fantasia storica. L’anno è il 1917. Un treno tedesco parte da Zurigo il 27 marzo 1917, su tre vagoni salgono una trentina di russi tra cui Lenin, la moglie Nadežda Krupskaja, l’amante Inessa Armand, Karl Radek, Grigorij Zinov’ev, . Il treno attraversò la Svizzera, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e poi arrivò alla stazione “Finlandia” di Pietrogrado il 4 aprile. Lenin, aiutato dai tedeschi interessati dal creare il caos sul fronte nemico della Grande Guerra, rientrava in Russia dopo 17 anni di esilio. Il treno di Lenin. Forse proprio quello immaginato da Iras (ovvero Roberto Marcello Baldessarri)? Azzardato, lo ammetto. Come poteva prevedere l’artista cosa sarebbe accaduto allo zar con l’arrivo del treno? O forse le notizie viaggiavano veloci sui binari della storia? Resta, comunque, con il suo binario di domande, l’olio magro che andrà in asta 9 giugno nella sciccosa asta 864. Bella storia. Da appendere.

In buca d’anima


310

DANIELE FISSORE [Savigliano (CN) 1947 – Savigliano (CN) 08/03/2017]
Campo da golf a Primrosehill, Londra, 1984
olio su tela 50×80 cm, firma in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

Il paesaggio, il cielo, la terra, il silenzio. Riportare tutto questo in pittura è utopico. Per gli artisti spesso è stata versione dolorosa. Daniele Fissore vorrebbe possedere, abbracciare il tutto, ma il suo unico mezzo è quello interpretativo, della pittura. La sua cultura è quella pagana della contemplazione del visibile. Fissore racchiude la “scena”, la estrae dal suo contesto, la forza nella sua “irrealtà” reale. Noi non sappiamo quale sia il vero compito dell’artista, quale sia il suo “mandato”. Possiamo intuire, invece, la sua scrittura, leggere tra le maglie del colore il messaggio. La scrittura sottile di Fissore lascia apparire particolari naturali che vivono grazie alla fissità della luce. La sua figuraticità apre al cielo e dal cielo ridiscende come antica benedizione per la Terra. Questa di Fissore è luce fatta di contrappunti cromatici. E’ un pittore nato con il senso del colore e dell’infinità dello spazio “.

Domenica 9 giugno, asta 864. Il ricordo di un artista e del suo gioco.

Alfanometrie


298

CARLO ALFANO [Napoli 22/05/1932 – 25/10/1990]
Tempi prospettici,1970 acrilico su tela emulsionata 95×95 cm, firma, titolo, anno e dedica “ad personam” al retro, opera registrata presso l’Archivio Alfano come da certificato allegato, dichiarazione d’autenticità di Flavia Alfano su foto.
Bibliografia: – “Carlo Alfano, Soggetto spazio soggetto”, Mart Rovereto, 2018, a cura di Denis Isaia e Gianfranco Maraniello, pag. 99 fig. 26.
base d’asta: 7.000 €
stima: 12.000/14.000 €

Un artista da ripensare: cinetica del pensiero, analitica del concetto. Un concettuale analitico, un cinetico figurativo, un astratto visuale. Sommessamente,forse, un genio. In asta a giugno nell’asta 864 di Meeting Art. a seguire il video della mostra in cui l’opera all’incanto era stata esposta.

Il video della mostra retrospettiva al Mart di Rovereto

Suono per te


163

ALBERTO SALIETTI [Ravenna 15/03/1892 – Chiavari (GE) 19/09/1961]
Il violoncellista M. Ottone, 1941 olio su tavola 103×80 cm, firma e anno in alto a sinistra, etichette della XXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1942 al retro.
Bibliografia:-“Alberto Salietti”, a cura di Orio Vergani, Galleria Orio Vergani (MI), 1960.
base d’asta: 7.000 €stima: 12.000/14.000 €

In asta a giugno (la 864 di Meeting Art). Musica per gli occhi. Salietti è il più armonico dei Novecentisti, il più vivaldiano dell’eletta truppa assemblata da Margherita Sarfatti per riportare la pittura al centro del mondo. Ma qui la pittura è musica. Il mondo non è fatto solo per gli occhi.

Colori e ruggiti


123

GIOVANFRANCESCO GONZAGA [Milano 12/06/1921 – Milano 02/10/2007]
Il re leone, 1995 olio su tela 50×70 cm, firma in basso a destra, titolo, firma, anno, località (Milano) e timbro dell’Archivio Fotografico Generale con n° AV 1888 al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e Archivio Fotografico Generale di Giovanfrancesco Gonzaga su foto, certificato d’autenticità di Telemarket
base: 1.500 euro
stima: 8.500/9.600 €

Il re leone (The Lion King) è un film del 1994 diretto da Roger Allers e Rob Minkoff. È un film d’animazione musicale drammatico prodotto dalla Walt Disney. Un anno dopo (e mentre lo guardava in funzione ciuccio visivo la mia bimba piccola) Gonzaga dipingeva questo quadro. Gonzaga. Un figurativo classico nel senso più assoluto del termine. Figure e colori, stop.

In una vecchia intervista tv, utilizzata per vendere le sue opere in nota televendita, il maestro Giovanfrancesco, seduto nel suo salotto buono e con accanto una sua serigrafia a cavalletto, spiegava come lui, guardando un albero, volesse poi dipingere solo un albero senza quelle “contorsioni idrauliche” di concettuali e astrattisti. Di sè diceva di essere l'<Ultimo vessilifero> della pittura senza se e senza ma. Pittura, la sua. Anche la conoscenza diretta di De Chirico non deve confondere. La metafisica di Gonzaga è pittura. E basta.

Ma questo suo Re Leone (in asta domenica 2 giugno nell’asta 864 di Meeting Art) mi stimola altre riflessioni, spinto dalla giornata uggiosa che mi circonda. Ci vedo la sorpresa del grande felino che si sorprende di essere finito in un sottobosco brianzolo dove di solito girano cinghiali. Ci vedo negli occhi la malinconia estraniante di un’opera di Ligabue. Ecco, se Gonzaga avesse inseguito Ligabue invece di De Chirico, se avesse dipinto inseguendo sogni invece di metafore senza metafora, se…., se…

O forse Gonzaga ha dipinto questo Re Leone dopo aver visto il film della Disney con qualche nipotino accanto. “Nonno, mi fa il Re Leone?”. E lui facendo ruggire i colori l’ha dipinto. Il suo Leone lombardo.




The other face of the moon

Dicono che i cinesi prima o poi , lontano da occhi indiscretti, colonizzeranno la faccia nascosta della Luna. Un luogo, peraltro, esplorato ampiamente da artisti come quello che ha realizzato l’opera di seguito che andrà in asta (864) alla Meeting Art, il prossimo giugno.


12
ANNIBALE BIGLIONE [Settimo Vittone (TO) 06/11/1923 – Pietra Ligure (SV) 13/04/1981]
Senza titolo, 1958 olio su tela 100×70 cm, firma e anno in basso a destra e al retro.
base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

Mille euro o poco più per andare con la mente dove i nostri vicini di casa, di scrivania o di gita in barca non arriveranno mai. E se, invece, volete andare anche un poco oltre (a livello di spesa) ecco dunque quest’altro lavoro sempre evocato dall’asta 864 di giugno.


34

VASCO BENDINI [Bologna 27/02/1922 – Roma 31/01/2015]
Dalla serie gesto e materia, 1972polimaterico su tela 120×90 cm, firma, anno ed etichetta Palazzo Forti (Verona) al retro.
Collezione privata, Bologna.Bibliografia:
-“Vasco Bendini” Palazzo Forti Verona 8 dicembre 1989 – 31 gennaio 1990, Edizioni Mazzotta, pagina 78. base d’asta: 6.000 €
stima: 10.000/12.000 €

Road 864

Il viaggio che propone l’Asta 864 di Meeting Art che, come il vino buono di certe vicende ben più importanti di un Salone dell’arte, pur bella e colta, viene servito per ultimo, è intrigante. L’asta di contemporanea che si terrà dal primo al 16 giugno in sei tornate è insolitamente ricca rispetto a un periodo da saldi di fine stagione, aspettando il momento di chiudere bottega e andare in spiaggia a Loano.

Nel cartello indicatore. ecco così apparire il tracciato. Una linea di sale e tabacco realizzata da Pierpaolo Calzolari, rigorosamente anni Settanta quelli in cui l’arsenale dell’arte si riempì di potenti armi concettuali con cui cercare, purtroppo invano, di abbattere il banale che ci circonda e che ci condanna, ora, a vivere in quest’epoca di leoni da tastiera, offuscati dalla verità di un social qualunque.

Il Calzolari dell’asta 864 è questo a seguire. E si vede da qui che la Road 864 merita di essere percorsa: non tutto sarà bello da vedere o piacerà. Ma c’è una strada e soprattutto un viaggio. Per cui, signori, si parte.


93
PIERPAOLO CALZOLARI [Bologna 21/11/1943]
Senza titolo, anni ’70
sale e tabacco su cartoncino 70×100 cm, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
base d’asta: 15.000 €
stima: 27.000/30.000 €

Menti & vortici

393 PINOT GALLIZIO & SOSHANA AFROYIM
“Storm at sea”, 1957/1959 olio su tela 50×61 cm, firma “Soshana” e anno in basso a destra, certificato d’autenticità a cura di Amos Schueller curatore della Soshana’s estate, opera priva di cornice. Bibliografia: – “Soshana, Paintings from 1942-2011”
base d’asta: 1.500 € stima: 3.000/4.000 €

Il Primo Maggio, l’asta 861 di Meeting Art vive attorno a questo quadro. Un baricentro, un punto focale attraverso cui capire cosa si guarda quando la prospettiva è quella dell’arte. C’è stato un prima a questo quadro, c’è stato, soprattutto, un dopo fatto di epigoni, scopiazzatori dell’astratto-informale magari così abili da illudere, un quasi profano, che anche loro, sotto sotto sotto sotto, sono artisti. Poi vedi l’opera di questi due (una donna australiana che ha galoppato attraverso il mondo, le religioni, le filosofie e il buon Pinot che, come il migliore dei vini , ha dato corpo, colore e gusto al suo essere prima uomo e poi grande artista senza fronzoli e mercati. Chi prende questo quadro fa un affare. Di testa e di cuori. Di menti e di vortici creativi.

Pinot e Soshana mentre suonano con i colori