Luci&ombre

Asta 878, luglio, Vercelli, Meeting Art. Sarà un Giorno di Sole. Sicuro. O quasi. Forse. Ma il sole sopra le nostre teste non sarà di certo questo, realizzato da Roberto Crippa un mese, un giorno, un’ora prima di salire sul suo aereo per l’ultimo volo della vita. Un sole, così non può essere che speciale. Il MIO sole, è il titolo del quadro in asta a luglio, nella 878 di Meeting Art: forse non a caso. Gli occhi a fermare l’attimo della luce, mentre le pieghe del tempo e del destino che incombe, oltre che del quadro, cercano di incrinarne il nitore.

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ROBERTO CRIPPA [Milano 07/05/1921 – Bresso (MI) 19/03/1972]
Mio sole, 1972
tecnica mista, collage e sughero su tavola 38×46 cm firma titolo e anno al retro, etichetta Centro d’Arte Bonaventura Milano e galleria d’Arte Maggiolini Parabiago al retro, opera registrata presso l’archivio Roberto Crippa come da dichiarazione del figlio su foto.
base d’asta: 2.000 €stima: 4.000/5.000 €

Poi c’è l’ombra. Quella dell’opera che va in asta, prima di luglio, nella 876 di Meeting Art (quadri e arredi antichi). Dipinto dal Cavalier Tempesta. Un nome, un programma di pittura. “Questo suggestivo dipint o, il cui racconto evangelico è ambientato in un lussureggiante paesaggio, è opera di Peter Mulier, l’artista fiammingo che nell’ultimo quarto del Seicento svolse un ruolo di primo piano nella cultura figurativa dell’Italia Settentrionale, diffondendo un’originale concezione paesistica che conciliava il classicismo pre-arcadico di Dughet con la visione drammatica della natura di Salvator Rosa. Il dipinto è un significativo esempio degli anni della piena maturità del Tempesta, che dopo il periodo romano e genovese fu indotto dalla committenza lombarda ad abbandonare le forzature barocche delle concitate burrasche che lo avevano reso famoso. Il vero protagonista del quadro è il paesaggio, con le stupende macchie arboree secolari che protendono le rigogliose chiome verso un cielo reso straordinario dalla nuvolaglia che lo percorre: un divino che si manifesta nello spettacolo della natura (dalla perizia del professor Dario Succi).

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PIETER MULIER DETTO IL CAVALIER TEMPESTA [Haarlem 1637 – Milano 29/06/1701]
Paesaggio con Cristo che arriva sulle rive del Giordano per farsi battezzare da San Giovanni Battista Olio su tela, 136×111 cm
base d’asta: 7.000 €

Il lato B del potere

Francis Bacon l’ha mostrato il lato B di un cardinale: disfacimento e corruzione della carne, Il potere degli umani che non sfugge alle leggi della natura. Anche Napoleone, giocando alla guerra nell’ Europa del suo tempo, alla fine avrebbe dovuto a fare i conti con il destino che si portava dentro.

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GIOACCHINO SERANGELI [Roma 1768 – Torino 12/01/1852]
Ritratto di Napoleone I, 1806
Olio su tela applicata su tavola, 64×52 cm; firma e data a sinistra.

base d’asta: 1.000 €

Bello come il sole Napo, orso capo (ops ..è altra storia): la pelle liscia, lo sguardo fiero, birichino. Così come l’ha “fotografato” Gioacchino Serangeli nell’opera che va in asta (la 876 di Meeting Art) sabato 20 giugno. Allievo a Parigi di David, il Serangeli fu valido ritrattista. Napoleone gli commissionò numerosi dipinti, fra i quali , nel 1810, gli “Adieux de Napoléon et d’Alexandre après la paix de Tilsitt (9 juillet 1807)“, oggi al Museo di Versailles. Ma non si sfugge al confronto con il lato B della nostra vita: un didietro di cui non si va troppo fieri, fatto di compromessi, cattiverie, mezze misure, tracotanze. Più vuoi contare, più quelle cose contano e portano alla fine a ritratti come questo, dipinto da Pietro Ruggeri in età contemporanea.

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PIERO RUGGERI [Torino 27/04/1930 – 14/05/2009]
Napoleone, 1970-71
olio su tela 80×70 cm, firma e titolo al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e di registrazione presso l’Archivio A.L.P.G.A.M.C. n° 0088 come da dichiarazione su foto.
base d’asta: 1.000 €
stima: 3.000/4.000 €

Ruggeri era un pittore astratto, di contenuto. I suoi Napoleoni (dicono che non lo esaltassero più di tanto, ma a mia moglie piacciono e quindi anche a me) sembrano mostrare disfacimento organico di un pensiero di potenza. Sarebbe bello poter avere i due quadri, da mettere uno accanto all’altro. Il potere e il suo didietro

Homodeus

Leggo sul numero di Arte Mondadori di questo mese che Pistoletto, ricoverato per il Coronavirus l’abbia scampata (non così Celant). Sono contento, così come del fatto che, durante la sua degenza, abbia avuto la voglia e il tempo (splendido 87enne) di leggere un denso volume del sociologo Yuval Noah Harari (di cui ho letteralmente divorato, giorno dopo giorno le sue Lezioni sul XXI secolo, di cui consiglio vivamente la lettura). Pistoletto si è cimentato nella lettura di Homo Deus, breve storia del futuro. Volume in cui Harari ipotizza, per l’umanità, il rischio e la lusinga di sfidare l’Empireo, affidando alla tecnologia e al progresso il compito di regalargli l’immortalità. La morte ultimo nemico da abbattere. A quel punto l’Umanesimo come spinta evolutiva (non sempre migliorativa) dell’uomo a affermare la sua centralità sullo scenario naturale potrebbe proiettarlo verso lidi inquietanti in cui il suo stesso esistere potrebbe essere messo in discussione.

La sofferenza e la percezione del nostro destino a termine ci accompagnano da sempre, evocati anche dall’arte in tutti i secoli. Guarda il caso (voluto) c’è un Mimmo Paladino dell’asta 878 di Meeting art (che si giocherà a luglio) che pare, proprio, pervaso dallavisione del calvario che si prospetta per ciascuno di noi. Diciamolo. Non per questo ci aspetta, per forza, il martirio come quello del San Sebastiano del dipinto di Mattia Preti (o di suo bravo allievo), dell’asta 876 di Meeting Art. Il dolore non è spesso associato a gesti eroici (che i pittori antichi affidavano, peraltro, solo a santi conclamati o super eroi del mondo greco), ma, molto più di frequente, solo al caso che ci piomba addosso (sotto forma, magari di uno starnuto su cui viaggia il Covid 19). Più che Homo Deus, siamo, insomma, Homodeus. Un nome come un altro, senza velleità di onnipotenza: impauriti, pasticcioni, ma tremendamente curiosi di trovare qualcosa che ci renda un po’ meno “grigi”. Magari anche un quadro in cui specchiarci.

Questo…

Asta 876- 326

MATTIA PRETI DETTO IL CAVALIER CALABRESE [Taverna 24/02/1613 – Malta 03/01/1699]
(attribuito a)
San Sebastiano Olio su tela, 102,5×76 cm
base d’asta: 8.000 €

O questo…

Asta 878- 202

MIMMO PALADINO [Paduli (BN) 18/12/1948]
Composizione, 1983 olio su tela e legno 68,5×50,5 cm, firma, anno, timbro della Galleria d’Arte Moderna Emilio Mazzoli (MO) ed etichetta Gian Enzo Sperone (Roma) al retro, certificato d’autenticità Farsetti Arte allegato.
base d’asta: 30.000 €
stima: 54.000/60.000 €