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Alberto Boom Boom Biasi

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Boom Boom: mi perdonerà questo eccesso gergale di stampo boxistico,  il maestro veneto tra i creatori del Gruppo N, uno dei massimi esponenti dell’Arte programmata in Italia, punto di riferimento per i suoi colleghi di scelta artistica a livello mondiale. Mi perdonerà Biasi e mi perdonerà Turi Simeti per non aver utilizzato il suo nome con accanto un altrettanto Boom Boom con chiaro riferimento all’indiscutibile successo nella prima tornata dell’asta 785 alla Meeting Art. Certo, anche Simeti ha fatto un balzo prodigioso  a furia di rilanci passando da 3mila a 15 mila. Ma il boom boom per l’opera in fotografia di Biasi passato da 25mila a 51mila, si giusifica con un doppio risultato: quotazione record per un lotto dell’artista e valorizzazione di un pezzo storico. Nel caso del Simeti, che ha comunque triplicato la base, ci si trova di fronte a un ‘opera che richiama gli stilemi degli estroflessionisti (con forti rimandi a Bonalumi). Insomma, ottimo Simeti, ma il boom boom è di Biasi. Un boom boom più piccolo l’ha fatto pure il prode Amadio che, con una sua estroflessione (che non c’entrano con l’area Castellani, Amadio si confrontò infatti con Dorazio), è balzato da offerta libera a 3.900 euro!!!. Chi estroflette vince, è questa la regola attuale. Ma ritorno a Alberto Biasi che, ormai, sta scalando le classifiche d’asta incalzando un altro grande della Programmata: il genio lucido (come l’alluminio) di Alviani.

Note sull’artista. Biasi ha esposto più di cento esposizioni personali e partecipato ad innumerevoli collettive, fra cui la XXXII e la XLII Biennale di Venezia, la X, XI e XIV Quadriennale di Roma, la XI Biennale di San Paulo e le più note Biennali internazionali della grafica, ottenendo numerosi e importanti riconoscimenti, in particolare quello ottenuto con il multiplo “Io sono” al World Print Competition ’73 del California College of Arts and Crafts in collaborazione con il San Francisco Museum of Art. Grandi successi hanno riscosso nel 2006 l’esposizione di trenta sue opere storiche nelle sale dell’Hermitage di San Pietroburgo e nel 2009 la sua antologica “Kaleidoscope: dalle trame agli assemblaggi” al Museo del Palazzo Reale di Genova. Sue opere si trovano al Modern Art Museum di New York, alla Galleria Nazionale di Roma, all’ Hermitage di San Pietroburgo, nei Musei di Belgrado, Bolzano, Bratislava, Buenos Aires, Ciudad Bolivar, Epinal, Gallarate, Guayaquil, Livorno, Lodz, Ljubljana, Middletown, Padova, Praga, San Francisco, Saint Louis, Tokio, Torino, Ulm, Venezia, Waldenbuch, Wroclaw, Zagabria, al Ministero degli Affari Esteri di Roma ed in numerose collezioni italiane e straniere.