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Lelio Luttazzi mi perdoni

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Domani, il 2014 tira le cuoia. Bda, per non esimersi dal fare un suo bilancio, ha affidato al sottoscritto un lavoro duro e faticoso che sta rendendo onerosi questi giorni di ferie dal lavoro vero. Ore e ore a confrontare dati, numeri, esiti d’asta (sarà così?), tutto e solo per potervi regalare l’unica, vera, inimitabile…

Hit-parade

Ovvero tutti i quadri caldi e caldissimi del 2014 che sono passati in asta alla Meeting art di Vercelli con qualche chicca statistica su autori e opere che sono finite nelle case di qualcuno di voi (magari…).

Quindi anche se non sono il veroLelio-Luttazzi-Hiiit-Paraaade unico e grandissimo Lelio Luttazzi, vi aspetto.

Vedrete come gira la musica.

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Mario Ballocco che suonava con Burri

 

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(nelle foto: a sinistra una delle opere esposte alla mostra sull’arte cinetica allestita  al museo di Santa Giulia a Brescia, fonte Archivio Mario Ballocco. Accanto l’autoritratto di Ballocco della collezione Cesare Zavattini)

 

In asta a Innsbruck (Casa d’aste Innauction)  tre opere di Mario Ballocco (1913-2008). Ballocco è considerato essere uno degli sperimentatori più discreti e incisivi dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Teorizzatore dell’estetica del colore e del rapporto tra produzione artistica e design indistriale, Ballocco studia e propone percorsi. Tra il 1950 e il 1951 fonda a Milano la rivista Az, arte d’oggi, in cui getta le basi per un confronto sulle nuove vie dell’italica astrazione. Nasce il gruppo Origine a cui aderiscono Capogrossi, Burri ed Ettore Colla. La rivista dura un anno, ma è un inteso rapporto tra artisti e idee. Ballocco, intanto, sperimenta, studia il rapporto tra colore, percezione visiva ed emotiva. Studi che tracimano nella fisica e anche nella psicologia. Nel 1958 organizza al Museo della scienza di Milano la mostra del colore. Il colore , ovvero il centro focale della sua attenzione di artista colto e sperimentatore.  Il colore e Ballocco: di seguito un testo illuminante, su questo dialogo ricco di spunti e momenti tra ricerca e creazione, scritto da Maurizio Calvesi (da Mario Ballocco, XLII Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia. Arte e Scienza. Catalogo generale 1986 , La Biennale di Venezia – Electa, Venezia 1986, pp. 287-288). Calvesi ha esplorato il rapporto emozionale  tra luce e ombra nell’opera di Caravaggio, non è affatto sorprendente che si interessasse del  colore nell’opera di Ballocco. La sperimentazione accomuna certi artisti e li distingue da tutti gli altri. Ecco cosa scrive Calvesi.

“Il colore è una necessità vitale. Questa storia dei colori castigati è nata col cubismo che nelle abitazioni è riuscito a spazzare le finte tappezzerie umbertine.Oggi però il cubismo s’è abbondantemente trasformato e la completa rivalutazione del colorenelle ultime espressioni artistiche, dimostra quanto sia opportuna una uguale rivalutazione in
ogni altro settore della vita; nella strada, nellacasa, nell’arredamento, nell’industria,nell’abbigliamento, per migliorare l’aspetto delle cose che ci circondano e correggere la povertà immaginativa che ci fa nascere con il bianco, vivere con il grigio e morire con il nero. La pittura può realizzare un nuovo ordine del colore entrando nella funzione pratica della
vita”.Così scriveva Mario Ballocco nel febbraio del 1950[…].Nel 1957 Ballocco fonda la rivista “Colore. Estetica e Logica”, “che aveva la finalità diriunire le discipline interessate al colore, la fisica, la fisiologia e la psicologia” (Lambertini).“Si trattava insomma di giungere allo studio dell’originedei fenomeni che danno la visione”.Con grande coerenza, e in un appartamento dal chiasso delle mode esemplare per modestia,Ballocco ha sviluppato le sue ricerche scientifichesul colore, studiandone le leggi e lafenomenologia. […]Alcune dichiarazioni dello stesso Ballocco chiariscono l’impostazione metodologica della sua“cromatologia”:“Posto che ogni percezione visiva è destinata a provocare reazioni non solo a livello percettivo, ma anche a livello affettivo e comporta mentale, nessun campo visivo giustifica collocazioni privilegiate se non per scelte concettuali.– Poiché il processo percettivo ha luogo “dentro” di noi, non esistono “illusioni ottiche” ma“realtà visive”;– Il dualismo tra forma e colore è inesistente: laforma nasce dalla delimitazione del colore eil colore è condizionato dalla forma che lo racchiude; – Ai tre parametri del colore: tonalità, chiarezza,saturazione è necessario aggiungerne un quarto: il modo di apparenza con il quale il colore è vissuto; – Ignorando il “modo di apparenza”, la valutazione di un colore isolato – che mai ci appare come tale – è fenomenologicamente arbitraria perché trascura gli effetti di interazione e di integrazione con gli altri colori circostanti che ne modificano l’aspetto e il significato; – Il fenomeno della percezione visiva ha come base la luminosità nella progressione del contrasto. All’assenza totale di luce non corrisponde il nero, ma il nulla”. I risultati qualitativi della pittura di Ballocco son ben documentati […]. Uno dei suoi scopi centrali è di dimostrare la priorità del colore, da to primario e naturale, “originario”, e prodotto dalla luce, sulla forma, dato concettuale indotto. Già il neo-platonismo rinascimentale teorizzò la vista come senso superiore agli altri, perché collegato all’immaterialità della luce. È questo il non voluto sottinteso spirituale che sembradi poter cogliere nella razionalità e idealità di Ballocco”.
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L’ultima retrospettiva su Ballocco è recente: riguarda la presenza di alcuni suoi lavori nell’ambito della mostra sull’arte cinetica allestita al Museo di Santa Giulia nella scorsa primavera. Mostra con opere di Marina Apollonio,, Alberto Biasi, Hartmut Böhm, Ennio L. Chiggio, Toni Costa, Franco Costalonga, Carlos Cruz-Diez, Dadamaino, Hugo Demarco, Lucia Di Luciano, Horacio García Rossi, Hans Jörg Glattfelder, Julio Le Parc, Marcello Morandini, Giovanni Pizzo, Francisco Sobrino, Ludwig Wilding. E Ballocco. Lo sperimentatore.
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Breaking news da Meeting art: tra i lotti in asta nella 785 di Arte moderna e ciontemporanea anche un Aricò anni Sessanta, che promette battaglia…

Asta 758: spunti di viaggio (sessioni 5-6 maggio)

Terza e quarta sessione dell’asta 758 di arte moderna e contemporanea alla Meeting art di Vercelli. Lotti intriganti, altri ruffiani, alcuni che dimostrano come siano decisamente portentosi (e sorprendenti) i successi di mercato di alcuni artisti. Io mi fermo a quello che mi suggerisce la storia dell’arte e l’impatto emozionale delle opere in asta . Un punto di vista, certo.

ossolaImperterriti esistenzialisti (o quasi). La pittura come figurazione simbolica della tensione esistenziale che l’artista vede e racconta sulla tela. Il pennello come forma di adesione alla sofferenza e alla lotta dell’uomo sociale. Realismo esistenziale, questa l’etichetta per una non-corrente che si è sviluppata negli anni Sessanta e Sessanta attorno all’accademia di Brera. Un clima respirato da Giancarlo Ossola che passa dagli interni d’ambienti soffusi e malinconici agli interni della coscienza resi in forma astratta (lotto 135- sessione 4 maggio. nella foto).

costaGeometri della percezione. Cinetica e programmata: corrente, vasta e complessa, che applica alla creazione artistica l’ambizione di aver compreso e  dominato il teorema matematico e fisico della percezione visiva. Artisti che sorprendono, che rendono le loro opere in grado non solo di essere viste, ma sono le opere stesse a farsi vedere secondo regole prefissate. Artisti di questa risma sono: Toni Costa (gruppo N. Lotto 145. asta 4 maggio. nella foto)., Franco Costalonga (lotto 208. asta 4 maggio), Alberto Biasi (gruppo N. lotto 210.asta 5 maggio). E soprattutto i  grandissimi Diez Carlos Cruz (lotto 219 . 4 maggio) e Victor Vasarely (lotto 220. asta 4 maggio)

BemporadReazioni a catena. Arte nucleare. Le forme esplose, la controtendenza dell’arte iconica (ma anche il suo opposto) che nacque in Italia negli anni Cinquanta. Un clima di pura sperimentazione pura che generò Manzoni e spinse Lucio Fontana a smettere di essere perfetto scultore per diventare un creatore. Stirpe di eletti a cui appartenevano (guardando alle opere in asta oggi e domani):  Franco Bemporad (lotto 215-4 maggio. nella foto. e leggete il mio appello nella sezione Io lo comprerei il sogno),  Sergio Dangelo (lotto 115-lotto 183. 4 maggio), Roberto Crippa (lotti 150-158-216. 4 maggio). E il più creativo di tutti: Enrico Baj (lotto 360. domenica 5 maggio)