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Preview 804/ Teatro Baj

…avevo il gusto buono del Natale in bocca e c’era il post di Baj. Ho voluto restare con quel sapore sul palato e sfrutto, così, questo altro lotto che andrà in asta a gennaio alla Meeting Art Vercelli. Se un pittore è bravo, sa dipingere e creare atmosfere di pittura. Baj era un pittore bravo e colto. Sapeva cambiare registro, ma i toni era sempre di pittura alta.

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ASTA 804 -SABATO 16 GENNAIO

LOTTO 192

ENRICO BAJ Milano 31/10/1924 – Vergiate 16/06/2003
Il mito dell’alba, 1986
acrilici su tela cm. 203×159, firma in basso a sinistra, etichetta della Raccolta Consuelo Accetti (MI) al retro, opera priva di cornice.
Esposizioni:
– “Baj. La nostalgia del futuro”, Comacchio, Palazzo Bellini, 30 luglio-4 ottobre 1987, illustrazione a colori sul catalogo, nr.22.
Bibliografia: – Gioia Tavola, Milano, 27.4.1987, nr. 76, Milano, dicembre 1987-gennaio 1988. -“Baj, La nostalgia del futuro” edizioni Mazzotta, 1987, pagina 74, tavola 22. – “Enrico Baj. Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996” Marconi-Menhir, pag. 278.

base d’asta: 12.000 €

stima: 21.000/24.000 €

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enrico-baj-la-nostalgia-del-futuro-pdf-b005iv7ozkCatalogo della mostra tenuta a Comacchio, Palazzo Bellini, nel 1987. Opere dal 1983 al 1987. Testi di Jean Baudrillard, Giulio Giorello, Guido Almansi, Pietro Bellasi, Angela Vettese, Luciano Caprile, Giovanni Giudici. Enrico Baj e nato a Milano nel 1924.“In varie occasioni ho sottolienato la mia avversita verso la pittura intesa come ripetizione. Ero stanco dei miei generali e ho sperimentato varie ricerche formali e tecniche per ricreare un’altra pittura, quasi per essere un altro pittore, un altro-da-me. Ho cominciato a usare i manichini nel 1983…. ” (Enrico Baj)

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Sarà un Santo Stefano di Lot Spot 804 (viaggio intenso su cosa arriva in asta a gennaio)

 

Preview 804/ Face Baj

Baj, un grande che fa, finalmente, vibrare anche il collezionismo extra patrio. L’artista genio è da troppo tempo in sonno di mercato. Sul piano critico e storico è sempre stato ben vispo anche se, a mio modesto, ma molto modesto parere, andrebbe ricollocato in una posizione ben più alta, quella del piano lusso degli attici, con Lucio Fontana e accanto ad Alberto Burri ( e Munari no?) .  Dunque Baj. Il 2015 è stato l’anno di un più deciso sostegno della sua opera da parte della fondazione Marconi di Milano .

Si è conclusa da poco. Ospitata alla galleria Luxembourg & Dayan di New York: è stata la prima mostra retrospettva sull’artista sul suolo americano dall’ormai lontano 1971, quando l’arte di Enrico Baj venne celebrata presso il Museum of Contemporary Art di Chicago. Baj sta,insomma, tornando.

In asta a gennaio (asta 804 di Meeting Art)  due suoi ritratti. Il gioco infantile, primitivo che si fonde con il genio creativo del maestro. Uno di profilo, l’altro di fronte. Due volti che sono l’identikit dell’arte di Baj.

 

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419 ENRICO BAJ Milano 31/10/1924 – Vergiate 16/06/2003
Portrait, 1964

acrilici e collage su tela applicata su tavola cm. 30×22, firma in basso a destra, dedica dell’artista ad personam datata 18/7/65 ed etichette della Galerie Pauli Rumine 7 (Lausanne), della Galleria La Maison du Cadre (Lausanne) e di Karl Bonerud (Stockholm) al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio n° 957.A a cura di Roberta Cerini Baj su foto.

base d’asta: 8.000 €

stima: 14.000/16.000 €

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199 ENRICO BAJ Milano 31/10/1924 – Vergiate 16/06/2003

Testa di benpensante, 1992
acrilici e collage su cartone telato cm. 30×20, firma in basso a sinistra, email allegata di conferma autenticità a cura di Roberta Cerini Baj, entro teca in plexiglass. Bibliografia:
-“Enrico Baj. Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996”, Marconi-Menhir Editori Milano, 1997, pagina 369 al n° 2460.

base d’asta: 4.000 €

stima: 8.000/9.000 €
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Record price: 108.750 euro ,Generale (1961) , olio, collage, passamanerie, medaglie su tela, 145X113 da Sotheby’s Parigi ,  2010

Record price 2015:50mila euro, i Fidanzati, olio e passamanerie su tela,    da Meeting Art Vercelli ,  27 settembre 2015

Last auction in Meeting Art: 20mila euro, Questi personaggi non sono più soggetti alla legge di gravità, olio su tela 91×121, 29 novembre 2015

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Mostra più recente di riferimento

Enrico BAJ. Baj at Marconi’s. Plastics 1967 – 1969

(dalla nota stampa):”Plastics è il ciclo di opere protagoniste della ricerca artistica di Baj nel biennio 1967 – 1969, esposte allo Studio Marconi proprio nel febbraio 1969. Le prime sperimentazioni dell’artista con i materiali plastici risalgono al 1963, utilizzando i mattoncini Lego, e saranno sviluppate negli anni successivi e applicate a molteplici soggetti. Sono gli anni del Boom economico in cui le neoavanguardie dichiarano guerra all’omologazione e allo svilimento culturale messo in atto dal consumismo. Baj sferra il suo attacco dall’interno, si prende gioco del sistema impiegando come strumento di guerriglia il simbolo per eccellenza del progresso tecnologico. La plastica, qui utilizzata per non produrre nulla se non caustici personaggi che sembrano essi stessi interrogarsi del perché della loro esistenza. Con perizia artigianale Enrico Baj taglia, assembla e sovrappone tutto lo spettro di possibilità materiche e cromatiche che il nuovo materiale industriale può offrire. Cellulosa, PVC, polietilene compongono personaggi irriverenti, espressioni buffe, oggetti iconici”.
Giò Marconi
via Tadino 20
I-20124 Milano Italy
T +39 02 29 404 373
F +39 02 29 405 573
info@giomarconi.com
Inaugurazione : dal 25 novembre al 31 gennaio 2016 (martedì – sabato 11-19)
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IN BDA CHANNEL
                       UN SINTETICO, MA EFFICACE  CONTRIBUTO  VIDEO
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NEL PROSSIMO POST:
– lot spot 804
Altri take it dell’asta 2.309

Volevo esserci anch’io…

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Vi racconto una favola vera. Vi racconto della foto che vedete. Siamo a Firenze nei mitici anni Ottanta. Mentre Milano era città tutta da bere: nel capoluogo toscano si giocava con l’arte grazie al più grande giocattolaio dell’arte italiana del dopoguerra. Si chiamava Enrico Baj ed è il signore al centro di questa foto quasi inedita. Quello vicino a lui con i baffoni è, invece, Giuliano Allegri. Allegri: editore d’arte, gallerista, docente di Belle Arti, maestro d’incisione.I due si conoscono da tempo e decidono di fare insieme una gran bella cosa.

Baj ha un sogno e Allegri lo realizza o forse è l’inverso. Il sogno è questo: mettere in scena il PInocchio di Collodi con scenografie e personaggi creati dall’estro e dal genio dell’Enrico. Solo che ci vuole un teatrino con palco e platea. Ma dove fare una cosa così a Firenze? Giuliano l’Allegri ha una pensata: la sua galleria, La Bezuga. Se la guardi bene non è solo una galleria, ma è anche un teatro. Basta togliere l’ufficio dietro quel grande arco a muro, basta togliere tutto ciò che non serve e giocare a fare il teatro. Con Baj.

Si va in scena. Fuori nella piazzetta Baj sistema una fantastica e artistica giostra creata a suo modo che ricorda quella che affascinò il burattino. Un attore invita le mamme, i papà e i bambini ad entrare in quella buffa galleria d’arte. Siori e siore…si va a cominciare. Il più incredibile, fiabesco e spettacolare dei vernissage. Niente critici sopraffini, operatori d’arte varia, seriosi e compunti collezionisti. No, Non loro. Ma bambini che urlano e ridono di gioia. Con Baj. Il mago dell’arte contemporanea.

Ma lo spettacolo è anche una mostra d’arte. Alla fine  gli attori sistemano sulle pareti ad uno ad uno le figure realizzate da Baj. Da opere vive a opere in mostra. Una magia. Avrei voluto esserci…non ero così piccolo. Ma adesso da grande molto più grande non mi pentirei certo di avere in casa un’opera di uno degli artisti destinato a salire in alto in alto in alto in alto nelle aste e dintorni (non bestemmio se dico che Baj vale Fontana. la sua fantasia ha la forza di un taglio) . Firenze, oh cara.

Tamara, Enrico e le cose da fare domenica

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Un post familiare, sommesso. Bda non vuole avere una natura referenziale. Non ha ricette per decidere cosa è bello e cosa è brutto in arte. Quanto opinabile è un parere in merito! Bda immagina di avere amici che, attorno a una tazza di the o a un rosso fermo anche un po’ tannico e di carattere, discutano d’arte. O magari decidano cosa fare della propria domenica d’arte. Ognuno fa proposte. Bda la propria.
012014014260Domani mattina ad esempio alla Merting Art di Vercelli a partire dalle 10 ci sarà un asta mostra con la presenza dell’artista Enzo Tardia. astrazione, geometrie, una ricerca molto personale. Bda proverà a investigarla, presente in studio a parlare con l’artista, il suo umile facitore di post (canale 825 piattaforma Sky).

DOMENICA-111Sempre domenica mattina dalle 10 sul canale 819 di Sky la trasmissione Artetivu (condotta da Willy Montini amico e frequentatore di questo blog) sarà dedicata a un grande operatore d’arte, collezionista e editore pregiato. Libri, edizioni d’arte.Da vedere. Cliccando sulla foto a fianco il rimando al sito con lo spot della trasmissione.

012014016594012014016074Domenica pomeriggio, asta 787 alla Meeting Art a partire dalle 13. Lotti museali, altri no, altri da prendere o da desiderare. Cito ad esempio, nella foto a fianco dell’annuncio, un sempre esplosivo e per me spaccante, Enrico Baj e una rara Tamara De Lempicka (figura dirompente come tutte le donne che fanno grande arte: il mio amico Roberto mi ricorda che con Marinetti aveva persino ipotizzato di bruciare il Louvre… ).

ps la foto di copertina è Palazzo Te di Mantova dipinto da Petrus, in asta sempre domenica. Vino o The, passatevi una buon week end! E naturalmente…

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hit parade

Hit-parade

Ecco le classifiche delle dieci opere (escluse sculture e foto)  meglio vendute all’asta di Vercelli, divise per categorie. A seguire qualche chicca statistica su artisti scomparsi e viventi dell’astrazione, nelle sue varie declinazioni , e del figurativo. Non traggo conclusioni (fatelo voi): i dati sono empirici e incompletissimi. E’ solo uno stuzzichino per ragionare sul mercato dell’arte dell’arte che passa dalla più importante , per fatturato, Casa d’aste italiana,

DIPINTI
dorazio1. Friendly deterrent, 1958 di Piero Dorazio (160×130) . 360mila euro

santomaso2. Suite Friulana, 1958 di Giuseppe Santomaso (130×162). 270mila euro

3. Bianco, 1983 di Agostino Bonalumi (100×80). 85mila euro

4. Cavalieri di un accampamento, 1942-43 di Giorgio De Chirico (44×54). 80mila euro.

lotto 450- Alberto Biasi -Rilievo Otti dinamico 19645. Rilievo ottico-dinamico, 1964 di Alberto Biasi (128x56x4 ) . 80mila euro.

5. Cavalli, 1961, di Giorgio De Chirico (50×70). 80mila euro.

imagesjj2ks7nh7.Propense , 1982 di Kenneth Noland (55×230). 60mila euro

7.  Senza titolo , 2012 di Peter Halley (173x137x10). 60mila euro

8.  Senza titolo, 1977 di Agostino Bonalumi (70×60). 56mila euro

9 . Giallo, 2004 di Agostino Bonalumi (101×95). 56mila euro

biasi-110. Dinamica circolare , 1962/1976 di Alberto Biasi. 51mila euro.

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GRAFICA (compresi pezzi unici)

1. Artypo su tela di Mimmo Rotella, 1970.  11.800 euro

2. Mens agitat molem,  2003 di Joseph Kosuth.  10.000 euro

3. Senza titolo, monotipo su carta di Mimmo Rotella.  8.000euro

4. Cretto , 1971 di Alberto Burri.  7000 euro.

5.  Senza titolo di Michelangelo Pistoletto. 3400 euro.

5. Emotion in motion di Andy Warhol. 3400 euro.

7.  Monotipo di Turi Simeti. 3050 euro

7. Multiplo serigrafico di Ludwig Wilding. 2.800 euro.

9. Marylin di Andy Warhol. 2.500 euro

10. Marylin di Andy Warhol. 2.200 euro.

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DISEGNI E TECNICHE GRAFICHE

1. P1973-c3, 1973, inchiostro e acrilci su cartoncino di Hartung (74×104).  20mila.

2. L’alfabeto della mente, 1980, inchiostro si carta intelata dui Dadadamaino (205×79). 13mila.

3. Movimento delle cose, 1989, mordente su carta lucido di Dadamaino (112×94). 12mila.

4. Canoe, tecnica mista su carta di Gilberto Zorio (78×107). 10mila.

5. Padre e figlio, tecnica mista su carta di Chia (82×64). 8mila

5. Figura femminile, china su carta di Pellizza da Volpedo (23×16). 8mila.

5.Senza titolo, 2013,  catrame su carta di Jannis Kounellis  (50×70). 8mila.

8.Composizione, 1946, pastelli su carta di Vedova  (21×31). 7mila.

9.Felt notes Cooper sheet trumpet wit electric fun cut out felt, fabric notes 60′ long , 1988/89, ,pastelli grassi su base serigrafica su cartadi Dennis Oppenheim (126×193). 7mila.

10. Vedo Napoli, 2003,tecnica mista su carta di Isgrò (55×75). 6.800.

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CHICCHE STATISTICHE SUGLI ARTISTI

A confronto sugli esiti d’asta  quattro esponenti italiani della pittura aniconica e quattro del figurativo.

ANICONICI

Alberto Biasi. Durante il 2014 sono passati in asta 16 opere di Alberto Biasi. Un solo invenduto. Il prezzo più alto: 80mila euro. Il prezzo più basso: 3mila euro.

Piero Dorazio.  Nel 2014, 30 opere. 3 invenduti. Prezzo più alto:360mila euro. Prezzo più basso: 100 euro (grafica)

Agostino Bonalumi. Nel 2014, 21 0pere in asta. Un solo invenduto.  Prezzo più alto: 85mila euro. Prezzo più basso: 100 euro grafica.

Pino Pinelli. Nel 2014, 43 opere in asta. Nessun invenduto. Prezzo più alto: 7mila. Prezzo più basso: 300 euro (grafica).

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FIGURATIVI

Massimo Campigli. Nel 2014. 3 opere. Nessun Invenduto.  Prezzo più alto: 25mila. Prezzo più basso: 5mila.

Antonio Nunziante. Nel 2014, 22 opere. Un solo invenduto. Prezzo più alto: 7 mila. Prezzo più basso: 150 euro (grafica).

Sandro Chia. Nel 2014, 20 opere. 5 invenduti. Prezzo più alto:  8mila euro. Prezzo più basso: 150 euro (grafica).

Michele Cascella. Nel 2014, 12 opere.  3 invenduti. Prezzo più alto : 25mila euuro. Più basso: 150 euro (grafica).

Muove il bianco, ma dove sta? Il gioco di Baj

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Capitolo 1.  Il gioco dei Patafisici.  Il post di oggi parte con una foto che forse è già un frammento di storia dell’arte patafisica . L’ho scatta domenica scorsa alla Meeting art dove ero piccolo ospite, come blogger d’arte, di un incontro con Ugo Nespolo. Nespolo, presidente del Museo del Cinema. Nespolo, di cui  presto uscirà un volume che lo  nette a confronto con importanti filosofi italiani. Nespolo artista (mostre in ogni parte del mondo), regista (mitico il suo documentario con Fontana live), patafisico (la scienza dell’immaginario). Nespolo amico e compagno d’avventure artistiche del mitico Enrico Baj. Ed ecco perchè la foto è un frammento di storia patafisica. Nespolo, con gentile consorte, è, infatti, di fronte alla grande scacchiera realizzata da Enrico Baj nel 1988. La guarda tra stupore nel ritrovarla e un po’ di malinconia.

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Capitolo 2. Le regole di Baj. “Gli Scacchi di Enrico Baj” è un multiplo delle Edizioni d’Arte Mastrogiacomo di Padova, realizzato nel 1988. Furono costruite trenta serie numerate da 1 a 30 (più cinque contraddistinte dai numeri romani da I a V). I pezzi sono tutti diversi: persino ogni pedone fa storia a sè . Pezzi  in legno, con gli inserti tipici di Baj: passamaneria, bottoni, stemmi, brandelli di stoffa e altri “materiali di scarto”. L’altezza media dei pezzi è di 75 centimetri. Di legno sono pure le 64 tavolette che, semplicemente accostate, compongono una scacchiera di cm 272 x 272.  Il genio di Baj ha scombinato le regole di un gioco divenuto icona di  raffinati tatticismi e perfide strategie, dove il sacrificio di un pezzo è un dazio accettabile in vista di un potenziale scacco al re. Baj se ne fotte dei bianchi e dei neri , di ciò che può fare un cavallo e di come la diagonale sia la prigione dell’alfiere. Baj riscrive gli scacchi a suo modo.  Si tratta di capolavoro ludico esposto di recente a Milano. A Vercelli è in esposizione perchè l’opera, una delle poche che si sono salvate dal saccheggio commerciale dei vari pezzi, sarà in asta nel prossimo gennaio.

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Capitolo 3. Il vil denaro. Le trenta serie furono messe in vendita nel 1989 al prezzo di sottoscrizione di 22mila dollari ciascuna. Saranno adesso in asta alla base, pare, di 40mila euro. Averlo lo spazio…averli quei soldi…giocherei volentieri!

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Nespolofuturo

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Nespolo è attualmente la più “alta autorità” patafisica italiana. Ha fondato con Baj l’Istituto Patafisico Ticinese e si onora di avere il proprio diploma firmato da Raymond Quenau che aveva apprezzato un piccolo libro di logica formale scritto da Nespolo e stampato dall’Editore Schwarz nel 1968″. Si può partire da qui per spiegare il titolo del mio post. O si può partire da quello che mi dice da tempo il mio mentore nascosto sulle cose d’arte (che non si palesa, essendo troppo di nicchia il mio blog per uno come lui…sfottò gratis). Lui, il mentore mi dice: <Dopo l’orgia cinetica, dopo la fisica della percezione e del dinamismo ottico, il mercato  smetterà di far fare ginnastica agli occhi e tornerà a stimolare la psiche giocosa. Dalla fisica della percezione, alla fisica dell’immaginazione. Occhio a Baj, occhio a Nespolo…>.

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Nespolo. Ugo. Uno che dice cose così: <L’arte è sempre stata la testimonianza del proprio tempo, a volte l’anticipatrice. Oggi – aspetto che qualcuno mi smentisca – è stata messa in un angolo buio e comandata solo dal mercato, dalle imposizioni di pochi collezionisti che, spesso, si limitano a speculare quando non a riciclare il denaro guadagnato in nero. E, allora, accidenti: “Vaffa”> (da un’intervista a La Stampa di renato Rizzo del 17 febbraio 2012). Di lui la Treccani, nella sua solenne e monumentale sintesi enciclopedica dice:  <Pittore e scultore italiano (n. Mosso Santa Maria, Vercelli, 1941). Vicino alle esperienze di E. Bay, ha creato serie di opere che, muovendosi dall’ambito della pop art e dalle soluzioni neodadaiste, si incentrano sul rapporto ludico tra arte e immagine>. Sul rapporto ludico  ho molti dubbi: l’esplosione creativa di Baj o di Nespolo, solo ad un occhio superficiale richiama il livello comunicativo di un gioco di bimbo (Questo potevo farlo anch’io…), in realtà è ricerca concettuale. E’ arte dove persino la ripetitività è vista da Nespolo <come la morte>. Se Picasso guardava alle maschere africane, attingendo alle culture tribali, Nespolo e Baj spaziano nel sovramondo dell’immaginario collettivo per evocare e materializzare icone di sogni perduti nel nostro subconscio. Sogni colorati, spesso. Forme morbide che si incastrano. Il puzzle di Nespolo è cosa da palati fini, richiama il cubismo, il futurismo, il dadaismo. Li rilancia direttamente nel futuro dell’arte, dove la fisica sarà sempre più patafisica. E il mercato si prostrerà alla rivoluzione.

Domenica 8 dicembre dalle 10 (canale 825 piattaforma Sky) incontro con Ugo Nespolo. Asta-mostra a Meeting Art.

 

Strapp strapp, ma vale?

il gigante

” Se uno ha tutta questa terra, significa che l’ha portata via a qualcuno”, dice Jett (James Dean) nel Gigante (film cult del 1956- regia di George Stevens). La vita artistica di Mimmo Rotella forse inizia proprio così: se uno ha tutti questi manifesti, per forza li ha portati via a qualcuno. Certo. Era davvero così. Il primo Rotella, quello naif e creativo, quello davvero ribelle, portava via i manifesti dai muri di Roma. Carta e lamiere, un furto d’arte per cambiare strada al modo di fare l’artista. In realtà qualcuno l’aveva già fatto prima (dadaisti e futuristi oltre ai  cubisti con il collages), ma Rotella ci mette rabbia nuova e cerca le icone del suo tempo su cui sfogare la sua vis d’artista. L’obiettivo: trasformare i manifesti in icone per poi strapparle con furia allegramente iconoclasta. Furia d’arte, produzione d’arte. L’asta 2183 di martedì prossimo alla Meeting art ripropone all’attenzione dei collezionisti e di chi compra arte i decollage di Rotella in formato multiplo. Multiplo. Opere seriali , ma che Rotella ha reso “uniche” modificando il tracciato del suo strapp strapp d’artista. Quindi si tratta di opere seriali, ma uniche?  E dove sta la differrenza? E che valore hanno? C’è da dibattere.

Mi vengono in mente, sul tema, tralasciando il riferimento alla factory warholiana, due esempi nostrani. Il primo è quello offerto da Enrico Baj, genio poliedrico ancora ampiamente sottoquotato . I suoi multipli realizzati con brillantini, medaglie e passamanerie sono spesso più accattivanti dell’opera unica (che ha la stessa matrice, peraltro) quasi che l’artista sia a lì a mostrare come, nella serialità, si possa nascondere l’eleganza e un’unicità di un’idea a differenza di un’opera unica dove l’idea si appesantisce di routine. Meglio sforzarsi per far vedere il bello a più persone che diventare scemi per far vedere qualcosa di bello a una sola persona: forse è esagerato pensarlo, ma forse è così. Boetti è l’altro esempio. I suoi arazzini sono una simpatica e concettuale presaperifondelli di chi chiede all’artista di fare qualcosa di unico. Eccolo, il mio unico, ti dice Boetti: arazzini quadrati, colorati con una frase che ho pensato io, ma che hanno ricamato donne che neppure conosco. Opere uniche, ma seriali. E il cerchio si chiude. Ma allora i decollage multipli di Rotella in asta alla Meeting art martedì prossimo sono da prendere? Il seguito alla prossima puntata… (1-continua)

Chapeau! Mathieu… Ecco la Top ten (gennaio-giugno)

Ecco la top ten dei lotti aggiudicati alla Meeting art nel periodo gennaio-giugno 2013.  Con tre opere nella top ten è  l’astrattista francese George Mathieu a farla da padrone. Un genio, fuori quota e fuori scuole. Ma attenzione, l’area in forte ascesa è quella del cinetismo – op art – grado zero. Domina, infatti, il gruppo delle aggiudicazioni con l’opera di Carlos Cruz-Dies al primo posto, con  il quarto posto di Le Parc e il nono di Bonalumi.  Nota a margine:  Enrico Baj con un’opera aggiudicata a 32mila euro guida quella che un tempo veniva definita la classifica dei <dischi caldi>, quelli cioè pronti a irr Altra nota a margine: il figurativo si difende a stento  con un bel Campigli di maniera e con un capolavoro di Chia, quando la transavanguardia aveva un suo perché…ompere nella parte alta della hit. Baj è un artista che non smetterà di stupire.

Ecco, dunque la hit parade delle aste Meetingart.

1) Carlos Cruz-Dies. Physichromie 257 . Acrilico e lamelle su plastica   61X31. 

.diezAggiudicato a 70mila euro,4 maggio. Asta 758

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2) Massimo Campigli. Olio su tela. 104×89

campiAggiudicato a 65mila euro, 16 giugno. Asta 761

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3) Andy Warhol. Marilyn Monroe. Color screenprint on paper (96/250). 91,4×91,4

whroAggiudicato a 51mila euro, 10 marzo. Asta 754

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4) Julio Le Parc. Onde (1972). Acrilico su tela. 130×162.

le parcAggiudicato a 50 mila euro. 11 maggio. Asta 758

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5) George Mathieu. Fantomes Sourds (1980). Acrilico su tela.  89×116

mathieu Aggiudicato a 48mila euro.  8 giugno. Asta 761

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6) George Mathieu.  Traces futiles (1986). Olio su tela. 74X92.

myh2Aggiudicato a 40mila euro. 4 maggio. Asta 758

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 7) Sandro Chia. L’uomo a sprazzi (1988). Olio su tela. 100×81

chia Aggiudicato a 37mila euro.  20 gennaio. Asta 752

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8) Christo. Wrapped Stair Case  (1972). Collage, penna e matita su carta . 71×56     

christo Aggiudicato a 35mila euro.  2 marzo. Asta 754

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8) Emilio Scanavino. La Punta (1974). Olio su tela. 160×140.

scana Aggiudicato a 35mila euro. 9 marzo. Asta 754.

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8) Piero Dorazio.Tante diversità tante passioni (1956).  Olio su tela. 80×100.

dorazio Aggiudicato a 35mila euro. 22 giugno. Asta 761.

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9) Agostino Bonalumi.  Blu (1971) . Tela estroflessa e tempera vinilica. 70×65.

bon33Aggiudicato a 34mila euro. 19 gennaio. Asta 752.

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10) George Mathieu.Tombeaux bleus (1980-1990). Olio su tela. 73,5×92.

mth 5 Aggiudicato a  33mila euro. 2 marzo. Asta 754

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