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Medea, I love you

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Amore pericoloso. Medea uccide figli, parenti e distrugge gli amanti. Medea però e bella e attira la passione. Lotto 559, asta 762, sabato 27. La Medea dipinta da Nicolay Diulgheroff artista, architetto, designer bulgaro legato al Secondo Futurismo. Studia al Bauhaus poi si trasferisce a Torino (dubbio atroce: non sarà questo transito a intorpidirgli la carriera?). Dipinge Medea. Dipinge? Non è esatto. Questo lotto va visto da vicino, è un libro a tre dimensioni che va letto/guardato di fronte e poi di sbieco e poi da vicino e poi da lontano. E’ il cinetismo della fantasia, è la suggestione di colori e forme  che stuzzicano i sensi. E’ bella Medea, è bellissima la Medea di Nicolay. Passando tra le opere in asta, lei ti cattura, ti prende, ti azzera le cose che stanno attorno. C’è solo lei, con i suoi intarsi di cartone luminescente e i suoi colori soffusi e vivaci, a farti credere di essere in un museo con un solo quadro su una sola parete. Lotto 559. Un sogno d’amore. E poi mi chiedete cosa vorrei comprare? Un sogno…(nel relativo scomparto). Medea e Euripide.  Medea, di Pasolini. Medea, con la grande Mariangela Melato (qui sotto)

ps. Luigi Boille. Così francese, così italiano. Così bravo maestro. Appartato come accade a chi fa arte e non ci fa mercato, Lotto 585. E’ lì con i suoi pallori (l’opera andrebbe ripulita) a chiedere: ma perchè c… non mi capite? No…qualcuno c’è. Un Giasone ha fatto l’offerta. Il vello d’oro richiede a volte di andare controcorrente!

Prova d’Appel

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L’asta 754 si avvia alla chiusura (mercoledì e giovedì ultime sessioni light) con diversi acuti; alcuni già segnalati nei post precedenti, il quadro va completato. E si parte dalla doppia aggiudicazione di due opere di Karel Appel, il maestro del gruppo CoBra (dal nome delle capitali Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam: l’area di riferimento di questi artisti) con Pierre Alechinsky, Guillaume Corneille, Constant, Asger Jorn. Arte selvaggia, borderline, il segno che crea emozioni,  contenuti che sembrano evocare la pazzia che ci portiamo dentro e che i pazzi veri riescono a esprimere (a volte più normali di tanti normali). Bene. Due Appel a Vercelli hanno ottenuto un chiodo a cui essere appesi. Il lotto 64 aggiudicato a 30mila euro (nella foto in alto)  e il lotto 494 che da 18mila euro ne ha fatti 26 mila. Ottima scelta. Pazzi per la pittura.

ps. Aggiudicato l’Elio Marchegiani, la scultura da parete degli anni Sessanta. Un pezzo storico. Aggiudicato anche il Boille di cui ho parlato in un precedente post. Da mille a 3.200 euro: rilanci dell’intelligenza.

A volte ritornano…

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…in  asta e alla memoria collettiva di chi ama l’arte. Potrei iniziare da qui  e finire qui. Lotto 454, asta 754. Sabato 9 marzo: Hyperbaroque n° 3, 1961 olio su tela cm. 116×89, firma e anno in basso al centro; firma, titolo, anno ed etichetta con firma dell’artista dell’International Center OF Aesthetic Research al retro, (ex Collezione Michel Tapies (Parigi).  Tapies, l’artista e Carlo Argan, il mito dei critici: la vicenda artistica e umana di Luigi Boille (1926-2000), perchè è di lui che si parla, si gioca su questi poli d’eccellenza storica.  Si muove tra Roma, Venezia ,Parigi e l’infinto. Annoto dal sito dell’artista (www.luigiboille.it) : <Il segno di Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione” (Argan). La scelta di Boille è quella di fare pittura, soltanto pittura, la pittura più pura possibile>. Pura pittura a mille euro a base d’asta. Chi rilancia su questo lotto lo fa (e lo faccia!) per intelligenza. Non è questione economica (proprio per questo non ho portato il post nelle pagine dell’io lo comprerei), ma filosofica e artistica.

E ora all’asta! Lunedì è già tempo di commenti. Chi c’è, c’è!