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Garau, istruzioni per l’uso di un genio in asta

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L’asta  778 della Meeting Art è scoppiettante, così come era stata annunciata, mai come questa volta anche tra i lotti a offerta libera o con basi basse si trovano artisti importantissimi e opere destinate a far scrivere di storia dell’arte. Esempio? Lotti 25 e 571. Augusto Garau. Un maestro dell’astrattismo italiano. Meglio. Un artista che non ha mai smesso di cercare forme di comunicazione visiva, spaziando dalla pittura (fu primo allievo di Atanasio Soldati e tra i fondatori del Mac) alla fotografia sino anche a incursioni nella poesia visiva. Ma è soprattutto sulla frontiera della  percezione del colore che Garau fissa il suo nome accanto a artisti, scienziati, psicologi  di fama mondiale (come ad esempio Rudolph Arnheim, legato alla scuola della psicologia della gestalt). Un artista che non sarebbe spiaciuto al Rinascimento e che aveva come ideale dichiarato la tensione curiosa e la razionale creatività di Leonardo da Vinci. Genio, dunque, ma senza la retorica spocchiosa della definizione. Fino all’8 giugno a Pavia nelle prestigiose sale del palazzo del Broletto (musei civici) in piazza Vittoria a Pavia è in corso una grande retrospettiva proprio di Augusto Garau. Garau in asta. Occhio, la storia dell’arte non tradisce. Il mercato, poi, è ciclico e quando si accorge che un nome fa storia chi lo ferma più?