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811/ Time out

012016004264Chiama il minuto…fermati. Rimetti a posto le idee sull’arte, sul mercato, su cosa dicono le opere che hai appeso alle pareti. Resta curioso. Me lo dico mentre, guardando nel futuro dell’asta 811 della Meeting Art, trovo questo lotto che sarà posto all’incanto sabato 28 maggio. Paolo Conti, classe 1938, guardia ala della Virtus e della Nazionale, dopo il basket, dopo la laurea in Economia, dopo e dentro il Sessantotto, Conti indaga la materia d’arte come forma di comunicazione e di relazione con il mondo esterno. L’opera in asta è un tiro da tre punti. E’ del 1971, anno della mostra a Palazzo dei Diamanti in cui Conti mostra cosa significa manipolare, come astrazione, metalli e colori industriali che sono figurazione del mondo reale del lavoro e delle sue lotte. Una ricerca che, su altri campi d’indagine, quella analitica, svolgeva proprio in quegli stessi anni Enzo Cacciola. Finito il minuto, si torna in campo. Lo schema cambia o, forse è lo stesso: non smettere di guardare dentro l’oggetto d’arte…

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83 PAOLO CONTI Bologna 1938 Indissolubile rosso, 1971 acciaio verniciato a fuoco cm 18,2×13,5; titolo, firma e anno al retro, opera registrata presso l’Archivio Paolo Conti c/o Poly Art Contemporary come da dichiarazione allegata, entro teca in plexiglass. base d’asta: 2.000 € stima: 4.000/5.000 €

Preview 804/ Sam vs Paul

L’asta 804 della Meeting Art regala un confronto a distanza tra due giganti dell’espressionismo astratto Usa: Sam Francis e Paul Jenkins. E’ dal giugno 2014 che non arriva a Vercelli un’opera di Sam Francis. In quella tornata d’asta un acrilico su carta (22×21) rimase invenduto con una stima  di 12mila-14mila euro. Il buon Sam non sta attraversando un momento di forte spinta commerciale dopo che, per anni, sembrava destinato a surclassare di gran lungaJenkins. Il buon Paul, invece, sta dando segnali di movimento verso l’alto (come attestano i 26mila euro raggiunti per un watercolor degli anni Ottanta nell’ultima asta Meeting del 2015). Il confronto è adesso a Vercelli. A gennaio.

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SABATO 16 gennaio

91 SAM FRANCIS San Mateo (California) 25/06/1923 – Santa Monica (California) 04/11/1994
Untlited, 1990
acrilici su carta cm. 28×21,5, firma a cachet e timbro The Sam Francis Estate al retro, etichette Galerie Lovers of Fine Art Gstaad e Galerie Iris Wazzau Davos al retro, opera registrata presso la Sam Francis Foundation come da certificato allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

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Sabato 23 gennaio


323 PAUL JENKINS Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012
Phenomena Compass Bearing, 1979
acquerello su carta cm. 76×107, firma in basso a destra, titolo, firma, anno e località (St. Croix) al retro, certificato della Ro Gallery (New York) allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 12.000/15.000 €

Codice Munari

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5 BRUNO MUNARI Milano 1907 – Milano 30/09/1998
Senza titolo, 1998
tecnica mista su carta cm. 21×30, firma e anno in basso al centro

Sarebbe da tradurre. Perchè Munari non faceva mai nulla a caso. <Creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo _ scrive in Da Cosa nasce cosa _ in questo modo si fa solo della confusione e si illudono i giovani a sentirsi artisti liberi e indipendenti. La serie di operazioni del metodo progettuale è fatta di valori oggettivi che diventano strumenti operativi nelle mani di progettisti creativi>. Chiaro, no? Un genio che si muove senza regole certe, senza un codice non esiste. Chi dice di esserlo mistifica. <Come si riconoscono i valori oggettivi? _ continua Munari _  Sono valori riconosciuti da tutti come tali. Per esempio se io affermo che mescolando il color giallo limone con il blu turchese si ottiene un verde, sia che si usino colori a tempera, a olio o acrilici oppure pennarelli, e pastelli, io affermo un valore oggettivo>.

L’opera della foto va in asta venerdì prossimo dalle 22 in Meeting Art.