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Fatti un viaggio

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Lotto 2. Il cielo dell’Africa, 1995 (a destra)
tecnica mista e applicazioni su carta e plexiglass cm. 65x65x4, firma e anno in basso a destra, titolo in basso al centro.

Lotto 342. Oggetti nella neve n° 3, 1993
cera e racchette da neve entro contenitore in metallo cm. 98x38x5, firma, titolo e anno su cartiglio al retro.

Due opere di Claudio Costa (con base provocatoria….) nell’asta 790 di Meeting Art che parte il 21 marzo. Claudio Costa. Un visionario. Un visual poetry senza volerlo essere. Un poverista di genio senza aderire al meccanismo dell’ortodossia del poverismo sancita da Celant (Pistoletto, Calzolari ed eletta schiera). <Un artista speciale, fuori dagli schemi, oltre gli schemi. Per questo un genio>, lo ricorda Francesco Masnata (mitico titolare della Bertesca di Genova)  che lo conobbe.Questi appunti di viaggio realizzati poco prima di morire (1995) mostrano la voglia di sognare attraverso gli oggetti e i simboli: un piccolo cuore e un piccolo cervello abitano questi lavori  a dare concretezza artistica all’immagine dell’uomo che si muove nel tempo e nello spazio. Claudio Costa è uno degli artisti destinati a far parlare ancora di sè. Perchè il genio lascia un’eco nel tempo.

Il silenzio del cielo…

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…ma a Vercelli, all’asta 762, urlano senza stonare le forme dell’arte in gara sabato 21.   Il post scippa il titolo all’opera del lotto 311 (di cui non c’è qui foto, ma che troverete nelle cose che vorrei avere se avessi il quibus necessario). E’ cosa bella. E’ cosa di Valter Valentini (parlano di lui le immagini sopra) , il più rinascimentale (il suo modello dichiarato è Piero della Francesca) e metafisico (non ha mai nascosto pulsioni dechirichiane) dei nostri maestri viventi: il suo è un approccio umanistico all’astrazione geometrica, un incrociarsi di linee nello spazio che ricordano da vicino le canzoni più belle di Battiato…(che io ascolterei da tappeto sonoro perchè l’arte è una cosa che chiama arte.)

Lotto 311, annotate gente se guardavate Star Trek da ragazzi e sognavate cieli immensi e anche un po’ d’immenso amore . Ma da lì in poi, ovvero da lotto 311-creatore d’universi,  è uno sfoggio di acuti. Canta il Biasi del lotto 320 (gli fa ecco il Toni Costa del lotto 352). Gorgheggia sempre sulle note alte lo Scheggi  del lotto 338 (è quella sinfonia gialla che domina la copertina del catalogo). Sussurra , invece,  “comprami, che non sbagli” il Jenkins storico  del lotto 341: astrazione del colore e non della geometria. Non stona affatto l’Horacio Garcia Rossi piccolo, piccolo, ma storico storico del lotto 347 o di nuovo l’Albertino Biasi del 348 (un po’ su con l’ingaggio a dir la verità…). 

 Ma da ascoltare anche la musica di seconda fila del Max Huber del lotto 349. Subito dopo una chicca alla Meeting art. L’esibizione al lotto 350 di un rarissimo Franco Grignani, artista e designer  di valire internazionale con le contropalle (ops). Creatore di marchi storici per l’industria (la Pura Lana Vergine). Cosa intrigante per il collezionista  sofisticato e intelligente di post costruttivisti sfociati nella ricerca optical e cinetica. Vi dico una cosa: in questa asta c’è da che dilettarsi anche su questo aspetto. Per ora mi fermo qui, ma dovrò ritornare sui miei passi. Ma è solo un riprender fiato…

ps. Nella sezione under mille ho una cosa da dirvi sul tema: a volte non costa niente la storia dell’arte…