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816/ Sky Crippa

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71 ROBERTO CRIPPA Milano 07/05/1921 – Bresso (MI) 19/03/1972 Oiseau, 1961 collage (tela, giornali e legno) su tavola cm 65×53, firma, titolo, anno e località (Tokyo) al retro. base d’asta: 3.000 € stima: 6.000/7.000 €

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Crippa volava e sognava di volare. Il lotto, in asta sabato 26 novembre nella 806 di Meeting Art, appartiene a quel ciclo di lavori in cui l’artista, manipolando fogli di giornali, pezzi di legno, colle e altro, trasforma il bricolage in surrealismo, affascinando critici e galleristi. La mostra itinerante dei suoi lavori, organizzata in quegli anni, ha grande successo negli Usa e in Giappone (da qui l’ertichetta sul retro del quadro). Un anno dopo, per un incidente aereo, Crippa sarà costretto a rimanere per un anno su una sedia a rotelle. Lui volava e i sogni a volte possono far male.

Sic transit gloria Berti

012015000402La tornata di sabato 9 all’asta 793 alla Meeting Art lascia una scia leggera di sensazioni. Le vado a elencare: le pieghe piombate di Umberto Mariani continuano a muovere le quotazioni (due lotti in gara: da base d’asta 3mila  a 4.200 per 80,5 x60,5,;da mille a 3mila per un 42×33), non c’è però un surplus d’entusiasmo per Mariani come nei mesi scorsi. Prosegue la schizzofrenica corsa di quotazioni di Aubertin: il maestro del fuoco e del Gruppo Zero aveva sue due opere in asta sabato 9: un 20×20 del 2010 si è fermato a 450 euro, una tavola chiodata 40×40 del 1969 è stata venduta a 9.900 euro. Resta da vedere se questa forbice esagerata di valori , tra lavori recenti e quelli passati (soltanto le tavole con i chiodi), non influirà sulla tenuta futura delle quotazioni.Questo sembra il momento (si vedrà se effimero) di Angelo Brescianini, il Castellani con la colt, un suo lavoro 100×100 è passato da senza riserva a 2,600 euro. E’ ancora il momento di Amadio, che guarda a Castellani ma disarmato: da mille a 4mila un suo 80×80, si vedrà se il sostegno delle quotazioni cammina davvero da solo per merito dei collezionisti.La nicchia degli artisti perduti  ha un suo spazio: lo dimostra il Paolo Minoli, segnalato da Bda, passato a mille a 1.600 euro. Premia la qualità: il Nangeroni 120×120 è passato da mille a 5mila. Premia l’originalità e la poesia ritrovata: i due Davide Nido in asta sono raddoppiati dalla base. L’opera di Nido meriterebbe questa valorizzazione al di là della scia del compianto. Due Crippa invenduti (anche un Dova in realtà) e due Finzi venduti bene: fluttuazioni del mercato che portano in alto, ma fanno anche annegare le quotazioni di grandi maestri: a quel punto forse sarebbe da valutare l’acquisto). Ultima annotazione. Nei mesi scorsi il vento soffiava sulle vele dell’astrazione toscana più o meno classica. Tra i nomi in passerella quelli di Vinicio Berti e Gualtiero Nativi. Al momento il Nativi in asta sabato 9 è invenduto a 4mila euro (viaggiava al doppio sino a 3 mesi fa) e un Vinicio Berti anni Settanta, più Berti non si può, è tornato ad essere aggiudicato sotto i mille euro come purtroppo era sempre accadto. Ritengo Berti un nome forte della nostra arte (anticipatore dei nuovi linguaggi pittorici): meriterebbe di non essere piazzato, come forse è stato, in una bolla speculativa (tra l’altro visto il suo carattere non l’avrebbe gradito).