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Nuclear-isti

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321) Umberto Milani. Composizione grigia, 1953
pastelli e tecnica mista su carta intelata cm. 76,5×102, firma, anno, timbro ed etichetta della Galleria Annunciata (MI) al retro.

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301) Sergio D’Angelo . Fucina, 1964
tempera e collage su carta cm. 50×70, firma e titolo in basso al centro, etichetta della Galleria Annunciata (MI) al retro.

Asta 796. La tornata di giovedì presenta due lotti dai forti rimandi. Sono quelli di cui sopra…Milani e D’Angelo.

Milani, un artista che il mercato ha dimenticato. D’Angelo, un artista che il mercato si ostina (ma non per molto) a non valorizzare. Entrambi artisti uniti , in un tratto della loro carriera , al movimento dell’arte Nucleare (da cui il mix forzato del titolo . Milani, scultore di rango, sperimentatore tra i più creativi dell’arte italiana, partecipò nel 1955 a una mostra sull’arte nucleare a Milano. Ci arrivò grazie alla sua ricerca pittorica che indagava la plasticità dei pensieri su un supporto bidimensionale.  Anticipatore di correnti e movimenti:<Pienamente informali, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, le sue aggregazioni di materia talvolta anche allusive agli scarti della società industriale >.   Persino il cartone ondulato fu oggetto delle sue curiosità: “poverista” ante litteram. Su D’Angelo, padrone con Baj del concetto di Arte Nucleare tanto, altrettanto, da dire. Si dirà…

 

 

Dangelo noir

la lunga città

Come la copertina di un giallo di Scerbanenco o semplicemente l’opera di uno dei maggiori surrealisti italiani, un nome di risonanza internazionale per aver aver creato con Enrico Baj il movimento dell’arte Nucleare. Sergio Dangelo sorprende chi non sa sorprendersi e il mercato prima o poi gli pagherà dazio. Io, intanto, metto in vetrina questo lotto (726) in asta sabato 21 giugno alla Meeting art di Vercelli. La lunga città (1959) (dipinta 10 anni prima di Milano Calibro 9  del grande Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko). Da prendere, da leggere.

 

ps raffica di desiderata nella sezione under mille euriiii…

Baj, Baj…Primo Maggio

bajgeneral

EnricoBaj(pic)01012013003725Ancora sulla prossima tornata d’asta del Primo maggio, dell’asta 758. Riecco tra i lotti un cuore puro dell’arte italiana, un giocoliere della creatività, un bambino-adulto che faceva l’artista. Si chiamava Enrico Baj, <pittore e scultore italiano, Trascendente Satrapo e Imperatore Analogico della Patafisica Milanese, raffinato saggista e polemista d’eccezione, nasce a Milano il 31 ottobre 1924. Dopo gli studi classici, si iscrive a Medicina, che abbandona dopo la seconda guerra mondiale per laurearsi in Giurisprudenza. Parallelamente agli studi “economici” Enrico Baj frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Attivo rappresentante delle avanguardie degli anni Cinquanta, fonda, con Dangelo e Gianni Dova, il “Movimento Nucleare”, movimento innovativo sia dal punto di vista formale sia da quello ideologico, tendente a instaurare contatti con artisti ed intellettuali europei>. E ancora in questa arguta biografia (tratta da www.windoweb.it) <Per Enrico Baj, molto spesso, dipingere è un gioco e pertanto anche i soggetti risentono dello sguardo divertito dell’artista che si permette anche rifacimenti grotteschi di opere di Picasso ed altri mostri sacri della pittura. In stretto contato con pittori e intellettuali suoi contemporanei, analizza con gli amici Lucio Fontana, Piero Manzoni, Sergio Dangelo, Joe Colombo e Lucio Del Pezzo, il mondo dell’arte, tenendo sempre d’occhio le mutazioni politiche e sociali. La Guerra Fredda ripropone al mondo lo spetro di Hiroshima e l’artista proietta nei suoi lavori le angosce e le paure del futuro. Baj, in applicazione dei principi del “Movimento Nucleare” coltiva rapporti e scambi anche con artisti stranieri, come Max Ernst, Marcel Duchamp, Yves Klein, E.L.T. Mesens, Asger Jorn e altri artisti del gruppo Cobra, con il Nouveau Realisme ed il Surrealismo. All’inizio degli anni Sessanta incontra la Patafisica di Alfred Jarry , da cui trae nuovo vigore alla sua vena ironica e giocosa legandolo ai grandi esponenti del Dadaismo e del Surrealismo, come Duchamp, Man Ray, Queneau, Ernst, e Breton>. Ci sono Baj nel Primo Maggio Meeting (oltre ai due multipli nella foto e un terzo da trovare a catalogo anche la bella opera unica al lotto 83(quella in alto a sinistra nelle foto).

Dugukkka, 1993legni, acrilici e collage cm. 36x70x5, opera non firmata, entro teca in plexiglass.
Pubblicazioni: -1977, Enrico Baj Catalogo Generale delle Opere dal 1972 al 1996, Edizioni Marconi-Menhir, pagina 399 al numero 2592;-1995, Enrico Baj, Darmstadt, tavola a colori pagina 214;
-2007, Enrico Baj, Oggetto soggetto, Anfiteatro Arte (PD), pagina 137.
-2010, RAM, Padova 2010, Percorsi dello sguardo, arte del ‘900 e oltre, pagina 39. Base d’asta: 3mila euro