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I Nuovi nuovi che avanzano

27022015102026

Le Grand Jour à l’Ile de la Grande Jatte, 2013
colori acrilici diluiti, su carta a mano su tela
105 x 162 cm

<Ho dedicato circa un decennio della mia attività, dal 1974 al 1984, a sostenere la causa di un gruppo di artisti da me denominati Nuovi-nuovi, e mi erano validamente al fianco Francesca Alinovi e Roberto Daolio, ora purtroppo entrambi scomparsi. Quella denominazione, se si vuole, era un po’ vaga, ma ci affettavamo a precisare che si trattava di un aspetto del postmoderno avanzante su tutti i fronti, del resto confluente con altri fenomeni del visivo denominati Anacronismo e Transavanguardia. Forse sarebbe stato meglio adottare una strategia unitaria, ma ci fu una corsa da parte dei vari critici ad accaparrarsi ciascuno un manipolo di quelle forze in campo, con tentativo di passare sotto silenzio gli altri...>. Il mio post parte da questa traccia di pensiero artistico, tratta dal blog che Renato Barilli sta curando da qualche tempo (Pronto Barilli. Indirizzo web: http://www.renatobarilli.it).

Il disvelamento barilliano prosegue così: <…un valido aiuto mi era venuto da Giorgio Marconi, a quel tempo Galleria, oggi divenuto Fondazione, che proprio nell’autunno 1974 aveva ospitato la mostra da me intitolata alla “Ripetizione differente”, che si poneva all’inizio del grande capitolo della rivisitazione del passato e del museo, con tanti esponenti, e soprattutto con Ontani e Salvo che allora erano gli unici a misurarsi su questo fronte, poi raggiunti da tanti altri compagni di viaggio>. Compagni di viaggio. Uno, il più eclettico, ha da subito colpito il critico d’arte. E ora, quel nome è al centro di una importante mostra alla Fondazione Marconi di Milano accanto alle opere di Uncini. Scrive Barilli: <….alla Fondazione Marconi è di scena un altro dei Nuovi-nuovi, Marcello Jori, che gioca le sue carte a ridosso della fotografia, ma variandone all’infinito le possibilità. Giovanissimo, sul finire dei ’70, aveva esordito dando consistenza alle immagini famose di un museo del primo Novecento, come se i capolavori di Klee e di altri venissero spennellati con la vernice di Lambicchi acquistando una stupenda evidenza cromatica.Ma poi Jori aveva fatto fluire via in libera uscita i pigmenti di quelle cromie, quasi affidandole a internet e permettendo che andassero a depositarsi altrove, in tanti granuli, pronti anche a diventare dadi, particelle per la costruzione di tarsie. Oggi ritorna a visitare i classici d’antan, questa volta prende di mira un grande anticipatore di tante soluzioni dei nostri tempi, Georges Seurat, il cui divisionismo ha annunciato l’attuale mosaico elettronico, cioè la riduzione delle immagini a un pulviscolo di minime note cromatiche>. Jori pittore, creativo, eclettico manipolatore di immagini e di nuvole (con Flash art ha realizzato una spettacolare storia dell’arte a fumetti ed ha una solida presenza nel mondo editoriale delle nuvole). L’opera di copertina è esposta in mostra  a Milano.

ps. per chi volesse approcciare più prosaicamente Jori, c’è una sua opera nella sezione Compralo subito di Meeting Art. Forse il titolo della sezione è già una sintesi efficace del senso di questo post.

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Biografia tratta dal sito dell’artista.

Marcello Jori nasce a Merano nel 1951. Arriva a Bologna agli inizi degli anni ’70 e, contrario a una preparazione di tipo accademico, sceglie di concludere gli studi classici alla facoltà di Storia dell’arte, dove incontra Renato Barilli che nel 1977 sarà il curatore della sua prima mostra fotografica alla Galleria De’ Foscherari di Bologna.
Da subito inizia il suo lavoro chirurgico sul corpo e l’anima dell’artista, sulla sua opera. L’artista scomparso e l’artista vivente. Pratica che non abbandonerà mai e che lo condurrà a servirsi della fotografia, della pittura e della scrittura come di materia ugualmente necessaria alla costruzione di un mondo così complesso come quello che oggi lo rappresenta.
Fra i protagonisti della scena artistica italiana, partecipa a tre Biennali di Venezia, alla Biennale di Parigi, a due Quadriennali di Roma.
Tiene mostre in gallerie e musei nazionali e internazionali, tra cui: Galleria d’Arte Moderna Roma, Studio Morra e Galleria Trisorio Napoli, Studio Marconi Milano, De’ Foscherari Bologna, Corraini Mantova, Galleria Civica d’Arte Contemporanea Trento, Castel Sant’Elmo Napoli, Galleria d’Arte Moderna Bologna, Hayward Gallery Londra, Kunstverein Francoforte, Holly Solomon New York.
Fin dall’inizio della sua attività, persegue un progetto di arte totale che oggi lo porta a rivestire una posizione di grande attualità nella definizione dell’eclettismo contemporaneo.
Negli anni ’80 è tra i fondatori del Nuovo Fumetto Italiano. Pubblica in Italia per Linus, Alter e Frigidaire, in Francia per Albin Michel su L’Echo des Savanes. Collabora anche con le riviste Vogue e Vanity. Dal 1992 al 1998 disegna in esclusiva per la casa editrice giapponese Kodansha.
Nel 1996 pubblica il libro La Città Meravigliosa degli artisti straordinari con testi di Stefano Benni e Alessandro Mendini, accompagnato da una mostra al Palazzo comunale di Siena, dove ha inizio la costruzione concettuale e pittorica di una città destinata a ospitare e celebrare abitanti speciali: gli artisti originali destinati all’immortalità. Artisti ritratti dal vero e circondati di edifici a misura dei loro corpi.
Negli anni Duemila, pubblica Nonna Picassa, un romanzo per Mondadori e compie utili perlustrazioni in nuovi ambiti della creatività che gli servono a comprendere altri livelli di comunicazione artistica come ad esempio quelli della musica di massa: il Rock. L’esperienza lo porta a realizzare per Vasco Rossi la scenografia di Rock sotto l’assedio, concerto tenutosi allo stadio San Siro di Milano: una città dipinta di 20 metri per 70.
Nel 2000 tiene una personale al Museo d’Arte Moderna di Bologna a cura di Danilo Eccher, nella quale viene riproposta l’opera fotografica degli anni ’70.
A Milano nel 2003, alla galleria Emi Fontana, presenta per la prima volta le Predicazioni, libri opera scritti e illustrati a mano dall’artista in copia unica. Per riportare in vita artisti leggendari, inventa un nuovo modo di raccontare in forma di predicazione. Un testo accompagnato da illustrazioni, pensato per essere letto ad alta voce. Sarà Jori stesso a farlo, al MAMbo di Bologna e al Macro di Roma.
Nel 2007, il fumetto che l’artista aveva abbandonato si ripresenta in nuove forme nella collaborazione con l’azienda Alessi, che ha inizio con la serie intitolata Figure e continua con la serie delle Palle Presepe nel 2012.
Così come la pittura trova nuova espressione nella collaborazione con l’azienda Moroso. Nel 2010 viene presentato al Salone del mobile di Milano il suo primo lavoro per Moroso: Alì Babà: il tavolo del tesoro.
Nel 2010 espone alla galleria Giorgio Persano a Torino e ricomincia la collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano, dove nel gennaio 2011 tiene una mostra personale intitolata Gli Albi dell’Avventura.
Nel 2011 produce una serie di opere per Diego Della Valle, nelle quali interpreta alcuni tra i più celebri monumenti del mondo, presentati a Parigi all’ambasciata italiana.
Nel 2012 comincia la collaborazione con Il Corriere della Sera per il quale realizza quattro copertine.
Nello stesso anno espone i suoi giacimenti a Ocean House in occasione di Art Basel, a Miami. Nel 2013 presenta al Castello di Tirolo la sua opera scritta e illustrata a mano La Città Meravigliosa degli Artisti Straordinari, accompagnata da una mostra curata da Danilo Eccher, di ritratti di artisti che abitano questa sua città ideale.
In contemporanea presenta al Museion di Bolzano La gara della bellezza : anteprima della mostra che realizzerà nel 2014 alla Fondazione Marconi di Milano, con acquerelli dedicati all’opera di Georges Seurat: Un dimanche après midi à l’île de la Grande Jatte.
L’artista vive e lavora tra Milano e Merano.