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Attilio, che piglio!

Martedì 21 alla Meeting Art di Vercelli dalle 16,25  asta-mostra  che rimette in luce un artista che non merita certo l’opacità mediatica, si tratta di Attilio Forgioli. Un figurativo dell’emozione, un naturalismo, il suo, filtrato da slanci che richiamano l’espressionismo astratto sia pure tre tonalità sotto perché è questo  il marchio pittorico definito, riconoscibile di Forgioli. Equilibrio di facciata, luci e colori soffusi, ma per inganno di leggerezza. In realtà pittura carica di messaggio artistico. Da assaggiare…

forgioli

Ecco una scheda sull’artista a corredo di una mostra organizzata nel 2009 alla Bocconi.

<Attilio Forgioli nasce a Salò nel 1933. Compie gli studi artistici presso l’Accademia di Brera a Milano, dove ha come insegnanti Funi e Reggiani. Nel 1956 espone i primi dipinti e disegni alla Galleria Alberti di Brescia. Forte è il suo interesse per Van Gogh e il colore puro. Nel 1961 tiene la sua prima mostra personale di disegni alla Galleria Spotorno e nel 1962 la prima personale di dipinti alla galleria S: Fedele di Milano. A queste sono seguite numerose rassegne collettive. L’iter pittorico di Forgioli si svolge secondo un processo di costante approfondimento ed affinamento dei motivi intimi e dei mezzi formali. Artista molto legato alla realtà affronta nelle sue opere i temi della violenza, della paura, ma soprattutto del paesaggio e della natura, colta nelle sue risonanze emotive. La guerra del Vietnam lo porta a dipingere le Allegorie. Nel 1965 espone alla Galleria Bergamini con la quale instaura una collaborazione che gli consente di lasciare l’insegnamento alla scuola media iniziato nel 1958 e di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Durante questo periodo compie un viaggio in Spagna insieme a Zeno Birolli e in Sicilia, dove vede i paesaggi che influenzano la sua pittura e avvia il ciclo delle Isole. Nei suoi quadri predominano gli azzurri e le terre, ma anche i verdi e i rossi; si nota un notevole dissidio tra una composizione armoniosa, cromaticamente gradevole nel suo insieme e una dissonanza nascosta, una certa acidità del colore che interviene qua e là a dare un senso al disagio. Negli anni settanta, durante un viaggio in Inghilterra conosce Sutherland. Tiene diverse mostre personali una delle quali a Londra. Nel frattempo inizia a frequentare la Valsesia, dove allestisce uno studio-abitazione. É un paesaggio severo, fatto di azzurri e di grigi-verdastri, dove spesso le montagne sono triangoli contro il grigio del cielo. Nel ’78 è invitato alla Biennale di Venezia e a quella di S. Paolo in Brasile. Durante gli anni ottanta conosce Pino Mongello e Flaminio Gualdoni con i quali avvia l’attività della Civica Raccolta del Disegno di Salò. Durante gli anni novanta viene presentato in due grandi personali nelle Marche e a Treviso, organizzate rispettivamente da Elena Pontiggia e Marco Goldin.Tra le sue mostre più importanti: nel 2001 la Galleria Rafanelli allestisce una sua personale; nel 2003 Flaminio Gualdoni a Milano presenta l’antologica 1962-2002 presso il Museo della Permanente; nel 2006 tiene una mostra personale alla Galleria Guastalla di Milano presentato da Claudio Cerritelli e nello stesso anno Sandro Parmiggiani lo presenta con una mostra antologica di pastelli a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Nel 2007 si svolge un’importante personale presso il Grande Miglio in Castello a Brescia ed un’altra alla Galleria Rafanelli di Genova. Nel 2008 Forgioli espone alla Galleria Cento Fiorini di Civitanova Marche, alla Casa del Mantegna a Mantova e nuovamente al Museo della Permanente di Milano con un omaggio in ricordo dell’amico pittore Lino Marzulli.Attilio Forgioli alterna il suo lavoro di pittore tra gli studi di Milano e quello di Alagna in Val Sesia>.