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C’è chi dice no…

Dati due artisti di analoga portata storica, date due opere di identica datazione e misura è’ comunque più bello e importante il quadro con base 90mila euro rispetto a quello con base 2.500 ?  Un divario matematico da brividi. Eppure, per oltre il 70 per cento degli avventurosi visitatori di questo blog  che hanno  votato, la risposta è no. Ma va considerato  pure come, nel sondaggio che ho proposto mettendo a singolar tenzone due geniacci della nostra italica arte (Vedova e Bendini), ci sia un 18 per cento che, comunque, considera Vedova ben più solido nella storia e nel mercato dell’arte e una buona percentuale (17 per cento) che continua a coltivare il dubbio. Di certo chi si è aggiudicato nell’asta 762 della Meeting art il Bendini a 5.800 euro ha fatto un affare e può solo sperare che la rincorsa di Bendini a Vedova (non sul piano della storia, ma in quella del mercato) continui come credo proseguirà. (il video racconta chi è Bendini, tanto per capirci meglio…)

ps. L’Heinz Mack in asta sabato scorso è stato aggiudicato a 2.500 euro. Trattavasi probabilmente di opera grafica (anche se con i caratteri del monotipo). E’ l’eccezione che conferma la regola. Se un foglio di grafica di piccole dimensioni viene preso a 2.500 euro, significa che l’artista è davvero decollato oltre il muro del suono.

Belli stranieri (refresh w. 27)

Bory_Jean-Francoisaulestia

Asta  2019, mercoledì 3 e giovedì 4 aprile. Due tornate piccole piccole di arte contemporanea alla Meeting art. In sordina,  dopo la colomba e l’uovo. Ma guarda un po’ chi trovi…Viaggi tra i lotti e incontri gente con le palle d’artista al posto giusto. Non sono italiani e forse per questo non hanno il ricarico del campanile. Tanto per gradire si parte con il lotto 4 Jean Francois Bory (che è presente anche al lotto 49 ed è il personaggio in alto nella foto), tecnica mista 64 x45. Ok, operina senza lo spread capolavoro, ma dove compri un’opera di uno dei capiscuola francesi della poesia visiva (perchè di questo si parla) a 150-200 euro (che è la quotazione attuale dei rilanci in asta)? Manco fosse una grafica di G…. o di N…. o di Vattelapesca!!!! Bene. Procediamo.  Lotto 7. Pierre Garnier, altro geniaccio francese che compone poesie e poi prova a dipingere quadri con le parole al posto dei colori (nota di servizio: ehi Pablo Carrara, amministratore Meeting, hai depauperato un archivio storico della poesia visiva????). Qui abbiamo un 120 x80. Capito? Un metro e venti per 80 centimetri. Un quadrone con 4 parole in croce  e due segni. Che roba è? Presente il taglietto di Fontana? Ancora a chiedere che roba è? Costa al momento 10o euro. Volete belle piante, bei cavalli, onirici paesaggi marino-spaziali? Ok. Ci sono i multiploni a 200-300 copie di  G…. e N….. ma costano un poco di più. Proprio così. Di più. Andemm innanz, donca.  Lotto 11. Alain Arias-Misson. Lui nè belga, ma è sempre un poeta visivo e sonoro che ha dettato legge in mostre di qui e di là dell’Oceano. Parole e musica e  pittura. Arte in sintesi estrema. In asta una foto con combustione del 1980. Al momento 250  euro. Non piace? Meglio alla stessa cifretta cavalli apres De Chirico  e sfere volanti nel blu dipinto di blu? Liberi di pensarlo, ma io non avrei dubbi. Avanti c’è posto in quest’asta di strangers-.sorprese. Lotto 15  Roger Vouters, altro artista belga in  odore di poesia visiva. 100 euro per un 70×50 del 1971. Meglio i nitriti di cui sopra?  E che dire del lotto 16/a (nella foto in alto) , Salvador Aulestia. Si pensi un po’ era considerato uno dei Los cinqos, ovvero il quintetto delle meraviglie della pittura spagnola. I nomi? Picasso, Dalì, Miro, Tapies e Aulestia. Va bene, si sa. Il mercato depenna e alla fine da cinque restano quattro. Ma uno così , si può pagare 300 euro per un 70×50 del 1971. Sì? Bene , allora investiamo meglio e buttiamoci sulla grafica di uno dei los diecimillas…. Facciamoci del male. E lasciamo al suo destino anche il lotto 26, Michael Green. Inglese, Astrattista. Uno da Tate Modern di Londra, uno a  cui la Bbc ha dedicato un’ora d’intervista a futura memoria . 150 euro, 90×60….!!! Sono sazio e ci sono ancora da gustare due lotti di Julien Blaine, altro “poetico visuale”. Ma io che ci sto a fare davanti al computer? Mi collego alla Meeting art e faccio un po’ i miei interessi!