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Preview 804/ Grav Surfer

Su Bda la presentazione di lotti in anteprima dell’asta 804 di Meeting Art Vercelli che inizierà sabato 16 gennaio con sei tornate d’asta, l’ultima il 31 gennaio.

Le Parc. Julio Le Parc. Argentino, come il tango. E lui, infatti,  balla da una vita con le forme e i colori: lo fa con passione e regola certa, come il tango appunto.  Un’opera storica  è quella che andrà in asta alla Meeting Art. Appartiene al ciclo delle onde. E’ il periodo in cui ormai Julio ha abbandonato la ricercarazionale e esperienziale del Grav (che va dal 1960 al 1968) ed è tornato alla pittura senza però derogare da una regola: 14 colori nella sua tavolozza e forme precise, prescritte dal suo genio. Come le onde. Sull’importanza di Le Parc chiedere per referenze a Giovanni Granzotto, il critico italiano che sta allo studio dell’arte cinetica mondiale come Gianni Brera stava alla critica del gioco del calcio.

LOTTO 329
LOTTO 329

JULIO LE PARC (Santa Fè 1928)

Ondes 122 serie 12 n. 1-1, 1973 acrilici su tela cm. 130×162, firma, titolo, anno ed etichette della Galleria d’Arte Polena (GE) al retro dove l’opera è stata esposta nel 1973/74, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

Bibliografia: -“Le Parc, Garcia Rossi, Demarco e altre testimonianze del cinetismo in Francia e in Italia”, Verso l’Arte Edizioni, a cura di Giovanni Granzotto, tenutasi presso il Complesso Monumentale San Salvatore in Lauro (Roma) dal 18 dicembre 2002 al 6 febbraio 2003, pagina 18. -“Julio Le Parc, opere dal ’60 al 2000” a cura di Monica Bonollo, Studio d’Arte Valmore (VI), 2001.

base d’asta: 40.000 €

stima: 72.000/80.000 €

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Risultati  nelle aste

Record price: 365.389  a Christie’s New York,  novembre 2010

Record price 2015: 147mila euro a Sotheby’s Parigi ,  3 giugno (sempre con un’opera della serie delle Onde)

Last auction in Meeting Art: 15mila euro. 100×100 (2003), gennaio 2015

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Mostre recenti

http://www.serpentinegalleries.org/exhibitions-events/julio-le-parc

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Nota biografica

(a cura del professor Giovanni Granzotto)

Julio Le Parc nasce il 23 settembre 1928 a Mendoza, Argentina. Nel 1942 si stabilisce a Buenos Aires, dove si iscrive alla Scuola di Belle Arti e, successivamente, si diploma alla Scuola Superiore. Sin dai primi anni di studio si interessa ai movimenti d’avanguardia in Argentina (Movimento arte-concreta-invenzione, movimento spazialista animato da Fontana). Tra il 1947 e il 1953 lascia gli studi all’Accademia per dedicarsi a ricerche personali e soddisfa le sue curiosità anche vagabondando per il Paese. Nel 1955 ritorna all’Accademia, partecipa ai movimenti studenteschi e conosce Martha, sua futura consorte. Nel 1958 ottiene una borsa di studio dal Governo francese e si stabilisce a Parigi dove, successivamente, giungono altri artisti argentini con i quali stringe amicizia e sodalizio artistico. È a questo punto che, proprio all’inizio del 1959, si precisano le divergenze in rapporto all’opera di Vasarely, nel momento in cui Le Parc e Sobrino lavorano in modo sistematico prendendo per base sequenze e progressioni. Essi si permettono così di criticare costruttivamente l’attitudine degli artisti che utilizzano la linea scelta delle forme e la loro libera sistemazione sulla superficie e nello spazio. Tali critiche si estendono a tutti gli artisti della tendenza costruttiva o cinetica di quest’epoca. Iniziano in questo periodo i contatti con la Galleria di Denise René, destinati a durare nel tempo, e si amplia il lavoro di gruppo, grazie anche all’incontro con ricercatori francesi; così nel 1960 viene fondato il G.R.A.V. (Groupe de Recherche d’Art Visuel), di cui Le Parc è stato membro propulsore attivo fino al 1968, data dello scioglimento del sodalizio. Dal 1961 inizia la concreta attività del gruppo con la pubblicazione del primo manifesto, al quale ne sono succeduti numerosi altri, e con esposizioni collettive, affiancati spesso da Denise René. I suoi legami con il gruppo l’hanno condotto a promuovere la partecipazione dello spettatore al fatto artistico. Per questo, molte sue realizzazioni sono state concepite per esere situate in luoghi appositamente deputati e insieme coinvolgenti l’uomo della strada, quali labirinti, sale da gioco, strade, ecc. Egli ha preso attivamente parte a tutte le manifestazioni del gruppo, così come alla formazione di “Nouvelle tendence”, quale movimento di natura internazionale. Negli anni Sessanta Le Parc lavora sia con il gruppo e sia individualmente, sviluppando, nel secondo caso, i temi dei giochi, degli specchi in movimento e degli accessori personali, usando materiali diversi, luci ed elementi mobili.

Nel 1966 è presente alla Biennale di Venezia e vince il primo Premio Internazionale della Pittura. Dal 1969 Le Parc riprende, parallelamente ad altre esperienze, i suoi lavori sulla superficie, in particolare i temi che comprendono la gamma di 14 colori e le loro combinazioni, partendo da sistemi organizzativi semplici e rigorosi. Nel 1974 inizia lo sviluppo di un lavoro pittorico sulle superfici che includono diversi temi investigativi denominati “Modulation”, per i loro volumi e movimenti ondulatori virtuali. L’impegno artistico e sociale, per il quale Le Parc incontra momenti di gloria ed altri di incomprensione, viene documentato in un film prodotto dalla BBC di Londra nel 1978. Ancora verso la fine degli anni Settanta Le Parc incrementa il suo impegno dedicandosi alle problematiche delle arti plastiche, alla loro produzione, valorizzazione e commercializzazione e, nel 1980, si dedica alla promozione e alla diffusione dell’arte latino-americana. Inoltre egli sviluppa nuovi temi nel campo delle “Modulation”, mettendo un ulteriore accento sulla luce, che diventa preponderante. A partire dal 1988 Le Parc sviluppa le sue ricerche formali e cromatiche verso concezioni ed effetti ottici derivanti dalle esperienze condotte precedentemente sui 14 colori e le loro combinazioni e le opere, denominate “Alchimie” e “Modulation”, perseguono un obiettivo originale cinetico, vale a dire quello della perfezione scientifica e matematica, non escludendo i più inusuali mezzi espressivi quali, ad esempio, gli spettacoli pirotecnici. L’ultimo decennio del Novecento vede Le Parc impegnato su diversi fronti oltre che, come in tutto il suo percorso artistico, in mostre personali o con il gruppo in ogni parte dell’Europa e dell’America. Egli riesamina tutta la precedente attività, sia sul piano artistico che su quello umano e sociale, per trarre considerazioni utili al proseguimento del fare arte in modo coerente e, nel contempo, aggiornato e contemporaneo. Ne scaturiscono opere di rinnovata freschezza e continuità del’ideale cinetico che determinano il perpetuarsi internazionalmente della storia del Movimento e delle esperienze di questa Avanguardia.

Inoltre, Le Parc si impegna, con un entusiasmo giovanile, in lavori nei campi cinematografico e teatrale, in convegni e simposi, ad un rinnovato recupero del lavoro di gruppo, a viaggi attraverso il Vecchio e il Nuovo Continente, per promuovere, assistere, partecipare e seguire manifestazioni riguardanti l’Arte di cui è Maestro. Negli ultimi tre anni Julio Le Parc realizza opere monumentali pubbliche, principalmente in Francia e in Argentina e, presso il Museo di Chalet in Francia, partecipa alla ricostruzione del primo “Labirinto” ideato dal G.R.A.V. nel 1963. Così anche questo obiettivo ideale del Movimento, quello di realizzare opere per una fruizione spirituale, fisica e partecipata del pubblico, è conseguito nella quasi pienezza, avendo egli saputo unire a far convivere nell’arte la scientificità estetica e la componente ludica, ossia l’incontro tra ragione e inconscio, tra conoscenza e istinto, a dare libertà alla simbiosi, insita in ogni uomo, tra la raggiunta maturità e gli anfratti reconditi psicologici radicati nell’infanzia, inconfessati e controllati dalla ragione stessa. Julio Le Parc vive e lavora a Cachan, nell’hinterland di Parigi, dove ha progettato ed egli stesso realizzato il plastico per uno studio ampio adatto ad accogliere la sua esuberanza espressiva.

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Un contributo video su Le Parc in Bda Channel

 

 

H come Horacio, g come Grav

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Non solo samba o tango. Ma anche geometria. Domenica 15 dicembre alla Meetingart dalle ore 10, un’asta tosta. Asta mostra con un big della critica d’arte, senza strilli (Giovanni Granzotto). Tema: Horacio Garcia Rossi. Colore e movimento. Uno del gruppo Grav, il Sudamerica che sbarca a Parigi per  coniugare poesia e geometria, colore e luce. forma e movimento. Le Parc, Demarco, Sobrino e Rossi. Ognuno parte di un tutto, ma un tutto che si rigenera nell’arte di ogni singolo artista. Siamo al Grado Zero della pittura, siamo alla rilettura, fatta nel secondo dopoguerra, degli insegnamenti pittorici di Malevich e Mondrian, ma anche del nostro Futurismo. Opere spettacolari. Al professor Granzotto chiederei di arbitrare idealmente una partita Europa-Sudamerica del cinetismo-op art-grado zero. Il Sudamerica schiererebbe un attacco formidabile composto da De Marco-Rossi-Le Parc  – Sobrino e con Raphael Soto in regia. L ‘Europa risponderebbe con Mack-Piene -Uecker -Morellet ,Vasarely in regia insieme a Gianni Colombo (a disposizione Biasi e Varisco) . Scontro epico. Brividi d’arte. Intanto oggi gioca Rossi…

Nota biografica (tratta dal Milanoartexpo)

Horacio Garcia Rossi nasce a Buenos Aires in Argentina nel il 24 luglio 1929. Dal 1950 al 1957 frequenta la Scuola Nazionale di Belle Arti di Buenos Aires dove, successivamente, insegna. E’ durante gli studi che conosce Demarco, Le Parc e Sobrino. Tra il 1955 e il ’58 partecipa a numerose mostre in Argentina e il America Latina, mentre nel ’59 s trasferisce a Parigi dove vive e lavora. L’anno successivo è co-fondatore del Centre de Recherches d’Art Visual e del GRAV (Groupe de Recherches d’Art Visual), il più importante movimento cinetico sorto in Europa. iniziando le sperimentazioni con la luce. Nel 1962 ci sono le prime esposizioni del gruppo e primi incontri con il “Gruppo N” di Padova, il “Gruppo T”di Milano; parallelamente  inizia l’organizzazione ed intemazionalizzazione di “Nouvelles tendances”, che incontra nel ’64. Nel 1963  Museo d’arte moderna, Rio de Janeiro. La mostra “The responsive eye” del MoMA, New York è del ’65. Nel 1966 è organizzata l’esposizione del G.R.A.V.alla Galleria Indica, Londra, ma già nel 1968 il G.R.A.V. si scioglie.

Tra le mostre più importanti: Arte Argentina, Kunstalle, Basilea (1971), “12 anni d’arte contemporanea in Francia”, Grand Palais, Parigi(1972); Mostra Retrospettiva del G.R.A.V. Como (1975); nel 1979 V Biennale d’Arte Contemporanea, Padova  nel 1981 G.R.A.V. , Mostra Storica, Macerata e Arte Programmata e Cinetica, Palazzo Reale, Milano; nel 1984 la 5° Biennale dell’Havana, Cuba; nel 1986 42° Biennale Internazionale, Venezia e 2° Biennale dell’Havana, Cuba- sala personale; nel 1990 Salon grands etjeunes d’aujourd’hui, Grand Palais, Parigi; nel 1991 Salone d’Autunno, Grand Palais, Parigi; nel1998 G.R.A.V., Magasin, Centro d’Arte Contemporanea di Grenoble; nel 2000 espone al Museo di Cambrai, Francia, al Museo di Tokio, al Museo di Osaka; inoltre è allestita la mostra storica del G.R.A.V. presso il Museo di Cholet, Francia; nel 2001 espone alla galleria Denise Renè al Centro Pompidou, Parigi.
Horacio Garcia Rossi – percezioni visuali