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C’è chi dice no…

Dati due artisti di analoga portata storica, date due opere di identica datazione e misura è’ comunque più bello e importante il quadro con base 90mila euro rispetto a quello con base 2.500 ?  Un divario matematico da brividi. Eppure, per oltre il 70 per cento degli avventurosi visitatori di questo blog  che hanno  votato, la risposta è no. Ma va considerato  pure come, nel sondaggio che ho proposto mettendo a singolar tenzone due geniacci della nostra italica arte (Vedova e Bendini), ci sia un 18 per cento che, comunque, considera Vedova ben più solido nella storia e nel mercato dell’arte e una buona percentuale (17 per cento) che continua a coltivare il dubbio. Di certo chi si è aggiudicato nell’asta 762 della Meeting art il Bendini a 5.800 euro ha fatto un affare e può solo sperare che la rincorsa di Bendini a Vedova (non sul piano della storia, ma in quella del mercato) continui come credo proseguirà. (il video racconta chi è Bendini, tanto per capirci meglio…)

ps. L’Heinz Mack in asta sabato scorso è stato aggiudicato a 2.500 euro. Trattavasi probabilmente di opera grafica (anche se con i caratteri del monotipo). E’ l’eccezione che conferma la regola. Se un foglio di grafica di piccole dimensioni viene preso a 2.500 euro, significa che l’artista è davvero decollato oltre il muro del suono.

Fantasmi nella diga

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Fantasmi nella diga. Come ombre che galleggiano sopra una striscia blu che rappresenta forse il livello dell’acqua. La diga forse è quello sfondo rosa cupo che permette alle forme di flettersi nello spazio.  Surreale ed esplosivo il Dangelo (pezzo storico) del lotto 26 (titolo Fantasmi nella diga) della prima tornata in grande stile delle aste d’arte contemporanea alla Meeting art. Asta 762. Questo primo round si può proprio raccontare così, raccontando forme in libertà . Come quelle evocate da Giancarlo Bargoni, trascurato genio ligure, al lotto 19. E’ l’Attica, una Grecia dipinta con toni pastosi che declinano in sussurri del pennello. Poi Corpora (lotto 43) e il totem di Elio Marchegiani lotto 42 (pezzo storico). Un sorpreso e sorprendente Vermi al lotto 47. L’alba surreale di Diulgheroff (bauhaus e secondo futurismo al lotto 49). Ma, no , aspetta un attimo… devo tornare indietro. Ci sono voci alle mie spalle che mi spingono a roteare all’inverso la rotellina del mouse. Ecco, dunque, l’acrilico e sabbia del lotto 23 di Agostino Ferrari. Il collage su faesite di Arturo Carmassi al lotto 28. Lo struggente e potente Larve di Vasco Bendini al lotto 47. Al 67 il Gualtiero Nativi che non t’aspetti dopo l’assalto mediatico di televendita di Nativi costruttivisti-geometrizzanti. Il Claudio Verna del lotto 87, il museale storicizzato Paul Jenkins (che fa da copertina al post), ultimo mito dell’espressionismo astratto Usa al lotto  97e lo splendido Olivieri del lotto 90 (colori vacui, ombre, velature di rosso e mille sfumature di grigio) . E poi, il Mack del lotto 107  e il Pierpaolo Calzolari del lotto 109, tanto per far capire come questi fantasmi siano in realtà qualcosa che ha un nome: ARTE.

ps.8768320-asta-martello-su-fondo-bianco-immagine-3d-isolato[1] io  li comprerei    ci sono aggiornamenti

L’arte è una Vaccata

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…parte oggi (per chi legge oggi, per chi legge domani è partita ieri)  la stagione delle aste Meeting  art. Due sessioni che fanno da apripista alle tornate d’arte moderna e contemporanea più dense (quelle che avranno il via sabato prossimo). Eppure anche in queste due giornate è possibile scovare cose da vedere e, forse, possedere. Attenzione particolare alla grafica e ai libri d’artista. Ci sono pezzi (uno lo segnalo in alto sulle cose che prenderei) che meritano più di una attenzione. Con un dubbio , comunque, di fondo che va coltivato per non perdere il senso dell’equilibrio…l’Arte alla fine è una VACCATA?. Lo è, perlomeno come titolo di una bella e intrigante opera di Federico Guida al lotto 251  . Opera bella, perchè diversa. Intrigante, perchè ironica e in grado di distrarre davvero chi la guarda dai propri pensieri ossessivi. E io l’ho messa in alto (con il clic si va ai cataloghi).

ps. il Mack di sabato prossimo….amici, quel Mack….   

Mack 59, oltre il muro del suono

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La stagione delle aste Meeting parte sabato 7 e domenica 8 settembre. Battute d’assaggio con prezzi appetibili e lotti da seguire (occhio alla grafica e ai libri d’artista). Ma entrando nelle stanze della prima grande asta di arte contemporanea, la 762, quella che scatterà sabato 14, si è subito assordati dal sibilo di un supersonico in pista di decollo. Lotto 107, così forte il botto da far rinviare un esame attento ad altre prelibatezze all’incanto (che si cercherà comunque di raccontare). Dunque al 107, pista di lancio per un Heinz Mack del 1959. Un frottage, uno studio denso di chine e matite su supporti adeguatamente ondulati atti a ricreare i movimenti della luce grazie al segno di uno dei geni tedeschi del secondo dopoguerra. L’Italia ha avuto Fontana; gli Usa, gli dei dell’espressionismo astratto; la Germania il gruppo Zero.

Zero, tabula rasa, ripartire dopo l’orgia di immagini e di sangue che aveva lasciato sconcertata l’intera Europa. Zero: ovvero darci un  taglio (Fontana), dare forma d’arte a  sacchi sporchi (Burri), non mettere più colore se non del caolino bianco (Manzoni), bruciare (Kline). In Germania Mack e Otto Piene fanno la stessa cosa e nello stesso tempo. Poi arriverà Uecker, il terzo del gruppo Zero in picchiata su tutta l’arte che non ragiona più. Da qualche tempo il gruppo è decollato: nelle aste questi lavori sbancano , stanno dirigendosi verso le quote dove sono i Fontana e i Manzoni. Per questo mi sono distratto dal sibilo provocato dal lotto 107. Base d’asta 2.500, stima 7 mila, Roba da… o da… o anche da…ma sì come si chiama quello che fa le sfere che galleggiano nelle stanze…Roba così. Ma questo lotto non è roba così. E’ un taglio di Fontana, è un achrome di Manzoni, un  sacco di Burri. E’ la storia dell’arte. Lotto 107. Che botto!