Archivi tag: Meeting art. Appel

Garau, istruzioni per l’uso di un genio in asta

garaugaraugarau012014006361

L’asta  778 della Meeting Art è scoppiettante, così come era stata annunciata, mai come questa volta anche tra i lotti a offerta libera o con basi basse si trovano artisti importantissimi e opere destinate a far scrivere di storia dell’arte. Esempio? Lotti 25 e 571. Augusto Garau. Un maestro dell’astrattismo italiano. Meglio. Un artista che non ha mai smesso di cercare forme di comunicazione visiva, spaziando dalla pittura (fu primo allievo di Atanasio Soldati e tra i fondatori del Mac) alla fotografia sino anche a incursioni nella poesia visiva. Ma è soprattutto sulla frontiera della  percezione del colore che Garau fissa il suo nome accanto a artisti, scienziati, psicologi  di fama mondiale (come ad esempio Rudolph Arnheim, legato alla scuola della psicologia della gestalt). Un artista che non sarebbe spiaciuto al Rinascimento e che aveva come ideale dichiarato la tensione curiosa e la razionale creatività di Leonardo da Vinci. Genio, dunque, ma senza la retorica spocchiosa della definizione. Fino all’8 giugno a Pavia nelle prestigiose sale del palazzo del Broletto (musei civici) in piazza Vittoria a Pavia è in corso una grande retrospettiva proprio di Augusto Garau. Garau in asta. Occhio, la storia dell’arte non tradisce. Il mercato, poi, è ciclico e quando si accorge che un nome fa storia chi lo ferma più?

Asta 770-Canta Napoli

boettimarchegianisutherboriani

toni costa

Asta 770. Sabato 11 gennaio si inizia con una forte, intensa tazza di caffè come solo a Napoli lo sanno fa, come cantava de Andrè. I primi 96 lotti sono stati, infatti, assegnati per l’incanto da un unico collezionista napoletano. La sua non è solo un’operazione commerciale (glielo auguro da piccolo collezionista), ma è anche un sorta di performance artistica, di esperienza esistenziale. Se questo collezionista ha deciso di fare questo passo (concedendo che molti lotti eccitanti fossero proposti con una base di 50 euro) probabilmente avrà decretato la fine di una sua passione o un suo radicale ripensamento. In entrambi i casi, lo ammiro. Cambiare non è letale. Anzi. Detto questo complimenti per le cose raccolte. E’ uno sguardo indiscreto su cosa c’era alle pareti di questo arguto e curioso artefilo (si dice?) partenopeo. Anche i multipli (Matta, Castellani, Man Ray) mostrano una piega intrigante del suo collezionare. Ma anche le scelta di opere di nomi non di prima grandezza, come il francese Jean Michel Solves (molto interessante) o i post graffitari italiani Kay One e Rae Martini, chiariscono come collezionare sia un percorso anche di vita oltre che di capriccio, estro, impazienza, poca voglia di seguire le mode o i formar. Ma dove il collezionista tocca le corde più alte è sulle due opere di Elio Marchegiani, sul Boetti fuori schema (ebbbbasta con ‘sti arazzetti!!!), sull’eletta schiera di cinetici e programmatici (De Marco, Boriani, Garcia Rossi, Toni Costa), sul Marrocco da urlo (citato in un precedente post). E che dire del Massironi storico? Di D’Angelo e Jenkins (anche se si poteva fare di più…) Ma che dire dell’Appel o del più bel Graham Sutherland (occhio, giudizio soggettivo!!!) che abbia mai visto in un’asta? Non parlo del Marcello Morandini, anzi sì. Consiglio vivamente di prenderlo prima che scappi…(lo posto tra i miei consigli sugli acquisti…fateci un giro). Vabbè. Detto tutto questo…ma li vende davvero? Il mio applauso sincero a una passione che finisce, nel modo più esplosivo. Tutta insieme. Per voltare pagina. Succede, in amore.