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Luce dagli occhi

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Asta 762. La filigrana del catalogo riserva sorprese. Ci sono lotti defilati, silenti che raccontano di artisti in grado di plasmare lo spazio e di manipolare (nel senso buono)  le loro idee come noi da bambini  pastricciavamo la plastilina. Li chiamano, a volte, anche designer nello sforzo di catalogare comunque una professione, una passione, un lavoro fuori dagli schemi.  Sono creatori di forme d’arte a volte in modo sorprendente. Gioca con la luce Mario Nanni, crea scenari luminosi in importanti spazi espositivi: guardate il suo sito (www.marionanni.com) e lo capirete meglio. A me piace questa parte dell’intervista che lo presenta: 

Ma suo nonno, suo nonno cosa c’entra?

Suo nonno lo portava al cinema, al cinema di quei tempi dove la luce usciva dal buio e si impadroniva della sala. suo nonno una volta gli disse che le persone si dividono tra quelli che dicono e quelli che fanno e lui doveva decidere da che parte stare. e lui ha deciso di star dalla parte di quelli che fanno: ha fatto le scuole basse, quelle professionali per trovar lavoro e un lavoro l’ha trovato, un lavoro come quello di tanti: l’elettricista. per questo nel suo progettare di oggi c’è, oltre ad un ingegno capace di sempre nuove intuizioni, la praticità di chi la luce la montava prima di inventarla-

Mario Nanni e un suo progetto è al lotto 547. Poi c’è lei, capace di soffiare nel vetro veneziano e dargli un’anima orientale. Si chiama Hiromi Masuda, è giapponese, ha navigato tra la sua isola imperiale e la nostra penisola  “Il vetro racconta nelle sue tante espressioni, fissa con occhi trasparenti, tende la mano morbida quanto la guancia di un bambino, una leggerezza che ti viene da saltellare, un calore che ti invita a lasciarti andare, un sospiro passionalmente profondo come una forza ammaliatrice induce sul fondo del mare, con luce fredda chiude il cuore”, spiegava l’artista presentando una sua instrallazione a Milano. Le sue forme partono anche dalla tela. Lotto 276. Sabato. Asta 764