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Analitica in analisi (con psicosi)

Asta 785, prima tornata di sabato 29 (il compleanno di mia moglie, devo ricordarmelo ovunque anche in questo post…). Subito uno stimolo, una provocazione nei primi lotti. Pubblicità comparativa. Il luogo del confronto è quello della cosidetta Pittura analitica che, come scriveva Alberto Mugnaini su Flash art del 2008 (articolo che ho ritagliato da allora), <nella sua vaghezza, sottintendeva una comune volontà di rimettere in discussione i fondamenti dell’atto del dipingere e di salvaguardare il ruolo di questa pratica nel momento in cui da più voci ne veniva preconizzata l’estinzione>. Erano gli anni Settanta, tutto era concetto. Tutto era anti pittura. Era azzeramento oltre lo zero. Gli analitici della pittura pittura (il loro ideologo è Filiberto Menna) sperimentavano il ritorno a forme e colori come un mondo da ricostruire dopo una catastrofe. Fatta la premessa, il caso.

Luogo: l’Asta 785 di Vercelli. Ecco i corpi del reato.

Lotto 2. Enzo Cacciola. Senza titolo, 2007. Multigum e ferro su 2 tele cm. 30,5×35,5.

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Partito a offerta libera al momento è a 1.500 euro. Annotate e passiamo al secondo corpo del reato.

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Lotto 9. Claudio Olivieri Senza titolo, 2007 tecnica mista su carta cm. 35×24.

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Base dìasta 500 euro. Nessuna offerta…

E qui scatta l’indagine (la mia) sulla dinamica del mercato dell’arte, quello che si misura nel gioco delle aggiudicazioni d’asta (che fanno alla fine il mercato). I due lotti appartengono a artisti di un medesimo territorio di riflessione (quello dell’analitica). Le opere sono entrambe tarde, hanno la stessa misura. La qualità? Soggettiva. Il contenuto? Olivieri  scruta l’anima cromatica della pittura,  Masi percorre un’altra strada quella delle linee di pensiero sulla tela (evoca Nigro, si affianca a Griffa). Si può su queste basi comprendere perchè  Masi venga quotato dai rilanci 1.500 euro e Olivieri resti al palo? Sorge il dubbio  che Masi (come Griffa o Pinelli) siano al centro di una legittima operazione commercial-artistica che, alimentata dai passaparola e dalle apparizioni tv, tenda a esaltare alcuni nomi di una corrente d’arte rispetto ad altri. L’arte a volte è un gioco, una giostra. Al  momento Olivieri (come Zappettini o il citato in questo blog, Gottardo Ortelli) sono rimasti a terra. Verrà il loro turno? Probabilmente…ma io continuo a chiedermi perchè il lotto 2 valga tre volte il lotto 9. Mi aiutate?

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Aggiornamenti in Bda friend’s room

Pittura Analitica, sotto a chi tocca…

Olivieri__Estremo 

I segnali ci sono. Il mercato dell’arte, per quanto ne capisco, è come un temporale che si fa prevedere. Magari non indovini una bomba d’acqua (e Genova affoga), ma dalle linee di pressione e dai venti mischiati con i modelli matematici, qualcosa puoi prevedere. A livello di mercato italiano abbiamo assistito nei mesi scorsi a una ripresa di consensi su autori di scuola toscana (Nativi e Berti su tutti) legati alla nostra via all’astrazione. Maestri consolidati e riscoperti che però stanno raggiungendo il limite alto della loro corsa di quotazioni crescenti. Il collezionista italiano oltre la soglia psicologica dei 5mila euro si muove a fatica anche se consigliato a farlo con il miraggio del buon investimento. e questo i mercanti lo sanno. Per cui, raggiunti, per una corrente d’arte, gli over 5000 euro nei listini,  si deve guardare ad altro. Bussano così alla porta gli analitici. Gente tosta che negli anni Settanta faceva a pugni (si fa per dire) tra  concettuali e poveristi nella storica contesa contro la pop art. Gente tosta che guardava a gente tosta come Mario Nigro, Dorazio, Bonalumi, Rodolfo Aricò, Calderara e che non si dimenticava di Manzoni e Fontana. Prima che Bonito Oliva rimettesse a far  dipingere sulla tela cose e persone  a Chia, Cucchi, Palladino (esonerato De Maria), sono proprio loro i Pittura pittura, gli analitici a costruire il nostro nuovo <grado zero> della pittura italiana. Gente tosta (come Olivieri di cui il quadro di sopra) che si muoveva in sintonia con francesi (Buren. Mosset), americani (Ryman e Mangold) e altri. Ora, stanno tornando. I botti in asta (non solo italiane) di Griffa, la salita costante di Pinelli, la ripresa di contatto commerciale con Gastini e Verna sono segnali. Come sono segnali le accelerazioni commerciali di Aricò (un gigante senza fama adeguata) e di Calderara (idem con patate), due artisti che precorrono l’ideologia degli analitici. Ai piani alti anche Dorazio scalpita, Mario Nigro deve scalpitare…insomma un’occhiata a ‘sta gente la si può dare. Fornisco un misero elenco di pittori di quella temperie. Ho considerato la miglior aggiudicazione del 2014. Np, sta per nessun risultato registrato nel 2014 (da me, correggetemi assolutamente se sbaglio) Come sempre, prendete i risultati con le pinze. Ma il gusto di una possibile verità si sente….

 

GRIFFA Giorgio. Estimate : 27 000 EUR – 30 000 EUR Sold50.000 EUR (record alla Meeting art)

OLIVIERI Claudio. Estimate: 7.000-8.000 eur. Sold: 4.400 Eur (Meeting art)

ZAPPETTINI Gianfranco. Estimate: 1.500-2.000 eur. Sold:  5.630 Eur

PINELLI Pino. Estimate: 4.000-5.000 eur. Sold: 5.900 Eur.

GASTINI Marco. Estimate: 1.000-2.000 eur. Sold: 1.550 eur (Meeting art)

MARCHEGIANI Elio. Estimate: 5.000-6000 eur. Sold: 3.100 eur (Meeting art)

VERNA Claudio. Estimate: 8.000-9.000 eur. Sold: 11.200 eur (Meeting art)

GUARNERI Riccardo. Estimate: 1.500-2.000 eur. Sold: 3.400 eur (Meeting Art)

MORALES Carmen Gloria. Estimate: 1.000-2.000 eur. Sold: 800 eur (Meeting art)

MASI Paolo.  np

CACCIOLA Enzo.  np

COTANI Paolo. np

ORTELLI Gottardo. Estimate: 1.000-2.000 eur. . Sold: 650 eur (Meeting Art)

EMBLEMA Salvatore. Estimate: 7.000-8.000 eur. Sold: 6.000EUr (Meeting Art)

PASSA Antonio. np

BATTAGLIA Carlo. Np

BARTOLINI Luciano.  Np

Matino Vittorio. np

Pensare pittura

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Pensare pittura. Claudio Olivieri. Un leader sommesso della svolta degli anni Settanta che portò l’arte a riflettere pesantemente su se stessa. Cercando le origini. Partendo dal colore che si fa forma o , forse, non si fa nulla. Resta poesia. In un’intervista Olivieri racconta così la sua filosofia, partendo da un viaggio in Grecia: <Ad Olimpia ho vissuto un’esperienza indimenticabile: da una parte i frontoni dei templi di Zeus, poi fatti venti passi, dentro una stanza, ti trovi davanti all’Hermes di Parassitele, scultura in piedi col bambino, e qui non finisci mai di guardare perché il suo gioco è solo di luce, non ha profilo. Questo mi ha dato da pensare: la luce che si scorge nella scultura greca è luce interna. Nella scultura classica c’è forma non ombra, l’ombra comincia con la scultura romana”. Dipingere per cercare lontane e eterne connessioni. L’antico non è nemico del moderno, eppure il moderno inganna e si inganna. Dice Olivieri:  < Allora mi dico che se le cose buone, belle, importanti, quelle che hanno un carattere non sono messe in mostra, prevarranno le “cose cattive”, quelle più facili e ci sarà un numero sempre maggiore di persone a produrle. Perché con i linguaggi di oggi è più facile organizzare gli elementi, trafficare un po’ con i dati che hai e riesci a comporre un prodotto che poi verrà esposto, giudicato. Anche questa è sempre una gara difficile perché chi lavora d’astuzia non è detto che sia il più astuto, mentre il lavoro che ha una radice profonda in sé è una cosa che dura sempre, potrebbe portarti anche alla povertà però è una cosa tua, è una parte di te che si realizza. L’arte è un misticismo senza dio>. Nell’asta Meeting art di sabato 11 maggio a Vercelli c’è uno di questi messaggi dipinti. Colore scritto per pensare pittura

Lotto 391. Erogenesi, 1971
olio su tela cm. 120×80, firma, titolo e anno al retro, opera pubblicata sul catalogo “Pensando Pittura” a cura di Alberto Mugnaini a pagina 25.