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Affittasi?

Al terzo piano del caseggiato parigino (dipinto magistralmente da Orfeo Tamburi nell’opera che va in asta il 31 maggio nell’asta 874 di Meeting Art) , probabilmente, abita il signor Trelkowski (a sinistra nella foto) , un impiegato di origini polacche. Ha affittato l’appartamento da una ragazza, la signorina Simone Choule che, poveretta, si è buttata dalla finestra. Lui è andato in ospedale a trovarla, ma quella, poveretta, non ha potuto dirgli nulla su quella casa: era tutta fasciata e sfasciata e di lì a poco è morta. Il signor Trelkowki si sta facendo delle brutte idee, crede che i vicini lo stiano spingendo a un gesto insano. E lui, così insano, il gesto lo farà. Si butterà anche lui dalla finestra. Dicono che sia in ospedale, fasciato e sfasciato.

Ma su questo dipinto di Orfeo Tamburi  si può immaginare un’altra sceneggiatura rispetto allo splendido e tetro e geniale (e livido d’ansie) film di Roman Polanski (L’inquilino del terzo piano, intepretato dallo stesso Polanski). Al secondo piano abita, infatti, Jules Amédée François Maigret, fino a pochi settimane fa, commissario capo della Brigata Speciale della polizia di Parigi. Ora è in pensione e abita ancora con la moglie Louise Léonard in questo caseggiato di boulevard Richard-Lenoir.  Ogni tanto la signora apre la finestra e l’aroma di tabacco da pipa scende nel cortile e carica l’aria di storie belle da ascoltare.

Poi al quinto piano, potrei abitarci io. Non ho psicosi, ne ricordi polizieschi: ma solo una gran voglia di un caseggiato defilato di quasi periferia. Di lunedì, magari. Sentendo a volume adeguato (cioè non troppo basso, ma neppure da timpani irritati) una sonatina di Brahms. Sul tavolo un libro, quello che state leggendo voi. Per cena quello che state o vi stanno cucinando. E dopo, qualcosa da fare, ma che non sia troppo, da fare.

Orfeo Tamburi, pochi lo cercano nel mercato d’arte immobiliare. Ma io ci abiterei nella sua casa.

A volte ritornano…

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…in  asta e alla memoria collettiva di chi ama l’arte. Potrei iniziare da qui  e finire qui. Lotto 454, asta 754. Sabato 9 marzo: Hyperbaroque n° 3, 1961 olio su tela cm. 116×89, firma e anno in basso al centro; firma, titolo, anno ed etichetta con firma dell’artista dell’International Center OF Aesthetic Research al retro, (ex Collezione Michel Tapies (Parigi).  Tapies, l’artista e Carlo Argan, il mito dei critici: la vicenda artistica e umana di Luigi Boille (1926-2000), perchè è di lui che si parla, si gioca su questi poli d’eccellenza storica.  Si muove tra Roma, Venezia ,Parigi e l’infinto. Annoto dal sito dell’artista (www.luigiboille.it) : <Il segno di Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione” (Argan). La scelta di Boille è quella di fare pittura, soltanto pittura, la pittura più pura possibile>. Pura pittura a mille euro a base d’asta. Chi rilancia su questo lotto lo fa (e lo faccia!) per intelligenza. Non è questione economica (proprio per questo non ho portato il post nelle pagine dell’io lo comprerei), ma filosofica e artistica.

E ora all’asta! Lunedì è già tempo di commenti. Chi c’è, c’è!