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Dedicato ai pendolari

pigna

Ci sono tantissimi modi di viaggiare e interpretare la parola viaggio; tutti in un modo o nell’altro ne sono coinvolti: viaggiare non è solo un’esperienza che implica uno spostamento, si può fare anche restando immobili, leggendo un libro o scrutando l’orizzonte. Oggi, si può viaggiare nei modi più diversi, grazie a mezzi impensabili fino a qualche decennio fa: innovazione tecnologica e internet hanno permesso lo sviluppo di un mondo virtuale, che si esprime attraverso un “viaggio senza partenza. (…) Ho affrontato il tema del viaggio perchè mi chiedevo quale potesse essere il motivo che spinge gli individui ad essere sempre in movimento e per questo ho preso in considerazione la categoria dei pendolari. Soggetti che viaggiano ogni giorno, vivono e interagiscono durante la maggior parte del loro tempo in una città che non è casa loro, in una condizione di spaesamento iniziale e in contatto continuo con l’alterità>. E’ la sintesi di presentazione di una tesi di laurea in sociologia, pubblicata nel 2005 da Laura Lucchese (Università degli studi di Milano).

Spaesamento e contatto continuo con l’alterità, ma anche sonno represso, sbadigli, il fastidio di chi ti siede accanto o la voglia di far muovere il treno a calci. Freddo e caldo, finestrini rotti, porte rotte, sedili sporchi, cartaccia, resti di presenze umane passate, tenertela fino al primo bagno “potabile”. Quello che spinge e quello che si pianta davanti. Il cappuccino che sa di fondo di caffè e di latte lasciato fuori dal frigo. La brioche rovente con la marmellata piombo liquido. La nebbia, il sole, la neve. Scarpe bagnate o maglie sudate. Pendolari, eroi dello spaesamento. Resistere è la loro missione.Trasformare il disagio in routine, il loro core business. Dedicato a loro, il post e anche il quadro. Per me il più bel dipinto che ho visto di Luca Pignatelli. Un Paesaggio visto dal treno (lotto 21 asta 785-Meeting art, Vercelli). E’ diventato famoso e ricco (presumo) dipingendo locomotive e reperti archeologici sui teloni ferroviari. Il senso del tempo, del viaggio, del consumato. Ma qui non è il telone a rendere seppiato il pensiero del viaggio, è una figurazione onirica, una pennellata spinta probabilmente dai suoi ricordi dei viaggi in treno. Pendolare, lo siamo tutti.