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Se ghe penso

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« O l’ëa partîo sensa ‘na palanca,
l’ëa zà trent’anni, forse anche ciû.
Ô l’aiva lottòu pe mette i dinæ a-a banca
e poèisene ancon ûn giorno turnâ in zû
e fâse a palassinn-a e o giardinetto,
co-o rampicante, co-a cantinn-a e o vin,
a branda attaccâa a-i ærboi, a ûso letto,
pe dâghe ‘na schenâa seja e mattin.
Ma o figgio ô ghe dixeiva: “No ghe pensâ
a Zena cöse ti ghe vêu tornâ?!”

Ma se ghe penso alla sana malinconia dei liguri, al loro vivere a Genova  in vecchi e salmastri palazzoni che trasformano le vie in carrugi. Vite verticali con davanti l’orizzontale del mare. Per forza quando fanno arte non hanno dubbi: o diventano geometrici o cercano nei colori quel poco di luce che si vede da una finestra che si affaccia su un’altra finestra. Poi di colpo respirano l’odore bello e malsano del loro porto e diventano poeti. L’asta 2288 di giovedì 29 in Meeting Art consente di raccontare queste storie. Lotti, d’artisti genovesi. Poeti e viaggiatori. Come quello che ha dipinto il quadro copertina. E’   Lauro Iaccarino. Classe 1933, non ha ancora 30 anni che lascia Genova per Padova. A Genova però aveva studiato arte. Aveva pittato con Pietro Bisio, un genio nascosto del realismo esistenziale. Iaccarino non crea però inquietudini, cerca nelle forme e nei colori la metafisica del ricordo. In asta poi incontri Ugo Carrega , il poeta visivo scomparso da poco. Io non ha fatto nulla di male scrive nell’opera in asta. Lui ha fatto in effetti solo poesia accostando la parola alle forme della pittura per stupire e stupirsi di cosa poteva accadere. Nulla di male… tra tutto il bene possibile non è certo il peggio. Ecco, quindi Tino Repetto. Classe 1929Lui lascia Genova per Milano. Porta la sua iodata carica emotiva nella metropoli. Lì si fa parte del grande movimento dell’informale lombardo con Giunni e Morlotti. Segni che sembrano grafie, tracce sul fondo di colori tenui, intrecci evanescenti che non hanno la razionale drammaticità di quelli di Scanavino, ma cercano piuttosto il ritmo di una melodia triste. Scultore che dipinge è invece Giulio Tomaino celebre per le sue sculture rosse, figura che sorprende e ha sorpreso Varese nel 2012 trasformando lo spazio urbano in luogo di poetico confronto con le sue opere dove forme arcaiche dell’infanzia (cavalli a dondolo e pupazzi) cercano di comunicare l’emozione dei ricordi. Roberto Baglietto, infine insegue i suoi sogni con una pittura esplosiva e informale. Sono questi i genovesi…in asta (a seguire i lotti di cui ho vaneggiato)

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01201401116964 UGO CARREGA Pegli (GE) 17/08/1935 – Milano 07/10/2014
Io non ho mai fatto nulla di male, 1996
tecnica mista e applicazioni su carta riportata su faesite cm. 32×23,5; firma e timbro dell’artista con anno in basso al centro, certificato di provenienza della Galleria Allegrini Arte Contemporanea (BS) allegato.

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78 TINO REPETTO Genova 1929
Senza titolo, 1989
tecnica mista su carta cm. 40×30, firma in basso a destra
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93 GIULIANO TOMAINO La Spezia 1945
Composizione, 1978
tecnica mista su carta cm. 50×58, firma e anno in basso a destra, firma, anno e timbro dell’artista al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

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95 ROBERTO BAGLIETTO Albisola (SV) 1957
Fiore del male, 2002
olio su masonite cm. 100×65, firma, titolo e anno al retro.
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100 LAURO IACCARINO Genova 14/09/1933
La casa al mare
acrilico su tela cm. 70×100, firma in basso a destra, titolo al retro sul telaio.

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