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Colazione colta

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Tino Stefanoni. Concettuale, di certo artista di concetto. Colto. Sarebbe piaciuto a Calvino per la sua tensione verso una sintesi della comunicazione visiva  solo all’apparenza semplice.  Leggo: <Il lavoro di Tino Stefanoni, pur non appartenendo in senso stretto a quello dell’arte concettuale,di fatto si è sempre sviluppato nella stessa area di ricerca. Ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano, proponendoli nella loro più disarmante ovvietà, come tavole di un abbecedario visivo o pagine di un libretto d’istruzioni dove le immagini sostituiscono le parole. A differenza del mondo animale e del mondo vegetale che non sono di pertinenza dell’uomo, il mondo delle cose è invece         l’unico segno tangibile della sua esistenza, e quindi di sua proprietà, traccia del suo pensiero e della sua storia dove si possono creare arte e bellezza che non sono l’arte e la bellezza della natura>.

Due lotti in asta domenica 8 (uno è riprodotto nella foto … cliccandoci su qualcosa da vedere e ascoltare)

Attilio, che piglio!

Martedì 21 alla Meeting Art di Vercelli dalle 16,25  asta-mostra  che rimette in luce un artista che non merita certo l’opacità mediatica, si tratta di Attilio Forgioli. Un figurativo dell’emozione, un naturalismo, il suo, filtrato da slanci che richiamano l’espressionismo astratto sia pure tre tonalità sotto perché è questo  il marchio pittorico definito, riconoscibile di Forgioli. Equilibrio di facciata, luci e colori soffusi, ma per inganno di leggerezza. In realtà pittura carica di messaggio artistico. Da assaggiare…

forgioli

Ecco una scheda sull’artista a corredo di una mostra organizzata nel 2009 alla Bocconi.

<Attilio Forgioli nasce a Salò nel 1933. Compie gli studi artistici presso l’Accademia di Brera a Milano, dove ha come insegnanti Funi e Reggiani. Nel 1956 espone i primi dipinti e disegni alla Galleria Alberti di Brescia. Forte è il suo interesse per Van Gogh e il colore puro. Nel 1961 tiene la sua prima mostra personale di disegni alla Galleria Spotorno e nel 1962 la prima personale di dipinti alla galleria S: Fedele di Milano. A queste sono seguite numerose rassegne collettive. L’iter pittorico di Forgioli si svolge secondo un processo di costante approfondimento ed affinamento dei motivi intimi e dei mezzi formali. Artista molto legato alla realtà affronta nelle sue opere i temi della violenza, della paura, ma soprattutto del paesaggio e della natura, colta nelle sue risonanze emotive. La guerra del Vietnam lo porta a dipingere le Allegorie. Nel 1965 espone alla Galleria Bergamini con la quale instaura una collaborazione che gli consente di lasciare l’insegnamento alla scuola media iniziato nel 1958 e di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Durante questo periodo compie un viaggio in Spagna insieme a Zeno Birolli e in Sicilia, dove vede i paesaggi che influenzano la sua pittura e avvia il ciclo delle Isole. Nei suoi quadri predominano gli azzurri e le terre, ma anche i verdi e i rossi; si nota un notevole dissidio tra una composizione armoniosa, cromaticamente gradevole nel suo insieme e una dissonanza nascosta, una certa acidità del colore che interviene qua e là a dare un senso al disagio. Negli anni settanta, durante un viaggio in Inghilterra conosce Sutherland. Tiene diverse mostre personali una delle quali a Londra. Nel frattempo inizia a frequentare la Valsesia, dove allestisce uno studio-abitazione. É un paesaggio severo, fatto di azzurri e di grigi-verdastri, dove spesso le montagne sono triangoli contro il grigio del cielo. Nel ’78 è invitato alla Biennale di Venezia e a quella di S. Paolo in Brasile. Durante gli anni ottanta conosce Pino Mongello e Flaminio Gualdoni con i quali avvia l’attività della Civica Raccolta del Disegno di Salò. Durante gli anni novanta viene presentato in due grandi personali nelle Marche e a Treviso, organizzate rispettivamente da Elena Pontiggia e Marco Goldin.Tra le sue mostre più importanti: nel 2001 la Galleria Rafanelli allestisce una sua personale; nel 2003 Flaminio Gualdoni a Milano presenta l’antologica 1962-2002 presso il Museo della Permanente; nel 2006 tiene una mostra personale alla Galleria Guastalla di Milano presentato da Claudio Cerritelli e nello stesso anno Sandro Parmiggiani lo presenta con una mostra antologica di pastelli a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Nel 2007 si svolge un’importante personale presso il Grande Miglio in Castello a Brescia ed un’altra alla Galleria Rafanelli di Genova. Nel 2008 Forgioli espone alla Galleria Cento Fiorini di Civitanova Marche, alla Casa del Mantegna a Mantova e nuovamente al Museo della Permanente di Milano con un omaggio in ricordo dell’amico pittore Lino Marzulli.Attilio Forgioli alterna il suo lavoro di pittore tra gli studi di Milano e quello di Alagna in Val Sesia>.

Pensare pittura

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Pensare pittura. Claudio Olivieri. Un leader sommesso della svolta degli anni Settanta che portò l’arte a riflettere pesantemente su se stessa. Cercando le origini. Partendo dal colore che si fa forma o , forse, non si fa nulla. Resta poesia. In un’intervista Olivieri racconta così la sua filosofia, partendo da un viaggio in Grecia: <Ad Olimpia ho vissuto un’esperienza indimenticabile: da una parte i frontoni dei templi di Zeus, poi fatti venti passi, dentro una stanza, ti trovi davanti all’Hermes di Parassitele, scultura in piedi col bambino, e qui non finisci mai di guardare perché il suo gioco è solo di luce, non ha profilo. Questo mi ha dato da pensare: la luce che si scorge nella scultura greca è luce interna. Nella scultura classica c’è forma non ombra, l’ombra comincia con la scultura romana”. Dipingere per cercare lontane e eterne connessioni. L’antico non è nemico del moderno, eppure il moderno inganna e si inganna. Dice Olivieri:  < Allora mi dico che se le cose buone, belle, importanti, quelle che hanno un carattere non sono messe in mostra, prevarranno le “cose cattive”, quelle più facili e ci sarà un numero sempre maggiore di persone a produrle. Perché con i linguaggi di oggi è più facile organizzare gli elementi, trafficare un po’ con i dati che hai e riesci a comporre un prodotto che poi verrà esposto, giudicato. Anche questa è sempre una gara difficile perché chi lavora d’astuzia non è detto che sia il più astuto, mentre il lavoro che ha una radice profonda in sé è una cosa che dura sempre, potrebbe portarti anche alla povertà però è una cosa tua, è una parte di te che si realizza. L’arte è un misticismo senza dio>. Nell’asta Meeting art di sabato 11 maggio a Vercelli c’è uno di questi messaggi dipinti. Colore scritto per pensare pittura

Lotto 391. Erogenesi, 1971
olio su tela cm. 120×80, firma, titolo e anno al retro, opera pubblicata sul catalogo “Pensando Pittura” a cura di Alberto Mugnaini a pagina 25.

Il ritorno di super Pippo

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No, non è di lui che voglio parlare (peraltro un mito)
ma di lui…
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PIPPO ORIANI
L’ultimo dei grandi futuristi, anzi, forse, il primo che ha colto la possibilità di rielaborare nell’età contemporanea i vagiti e la filosofia di quella pittura d’avanguardia. Figura unica per esperienza e creatività, ma anche per forte unicità di scelte: il futurismo aderiva al fascismo sia pure in modo critico, Oriani no. Oriani è alternativo al sistema.
E in asta alla Meeting Art nella tornata di domenica 2 marzo ecco apparire, come un baleno nel cielo questo . Questo lotto…
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205       PIPPO       ORIANI Torino 25/06/1909 – Roma 01/12/1972       Natura morta, 1933-35 encausto, graffito su cartone gessato cm. 30×45; firma in basso a destra, pubblicato sul Catalogo Generale delle       Opere di Oriani volume primo, testi di Giovanni Lista e Mariastella  Margozzi, Editoriale Giorgio Mondadori, pagina 117 repertorio FPO/MV566.
A seguire unascheda biografica
Pippo Oriani (Torino 1909 – Roma – 1972)

Altri lotti in fuga…

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Dopo il post di ieri prosegue il  monitoraggio (che sarà aggiornato) sulle prime due tornate d’asta.  E’ la volta della tornata di Domenica 3 marzo. Si considerano le oscillazioni di opere che avevano base d’asta: tra parentesi la base di partenza confermata e in neretto l’ultimo rilancio  . Avviso di servizio: i link sui nomi  non funzionano. Allego qui sotto logo catalogo con rimando a clic a pagina offerte della Meetingart .

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DOMENICA 3 marzo. ASTA 754.

PITTURA ICONICA

129 MARCO LODOLA Dorno (Pv) 04/04/1955
Balletto plastico, 2011
perspex + neon (luminosa da parete) cm. 104x69x12, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, pubblicato sul catalogo della mostra “Lodola, elettricismo”, tenutasi presso la Galleria Armanda Gori Arte (PO) dal 2 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012, pagina 9.                          (1000) 1300
134 MARK KOSTABI Los Angeles 1960
When will the blues leave?, 2008
olio su tela cm. 60×45, firma e anno in basso a sinistra, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                          (1000) 1600
146 GIUSEPPE SANTOMASO Venezia 26/09/1907 – 24/05/1990
Senza titolo, 1945
tecnica mista su cartone cm. 43×33, firma e anno in alto a sinistra, opera registrata presso l’Archivio Giuseppe Santomaso a cura della Galleria Blu (MI) come da certificato allegato e archivio su foto.                                     (1500) 1600 
148 MARIO CEROLI Castelfrentano 1938
Senza titolo
collage di carte e matita su cartone cm. 40×35, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                                              (1000) 1200
148 MARIO CEROLI Castelfrentano 1938
Senza titolo
collage di carte e matita su cartone cm. 40×35, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                                              (3000) 3600
174 GUIDO PAJETTA Monza (Mi) 08/02/1898 – Milano 15/02/1987
La nascita di Venere, 1973-75
acrilico su tela cm. 70×100, firma e anni in basso a sinistra, pubblicato su “Guido Pajetta, catalogo generale ragionato dei dipinti”, volume secondo, 1964-1987, a cura di Enrico Crispolti, Edizioni Mazzotta, al numero 1975/78, pagina 1084 in bianco e nero, pagina 903 con tavola a colori.
Esposizioni: Guido Pajetta fra primo e secondo novecento, a cura di P. Biscottini, E. Crispolti, A. Negri, Serrone della Villa Reale, Monza, 26 ottobre 2003 6 gennaio 2004 (catalogo Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2003, tav. col., n. 83).
Bibliografia: E. Crispolti, guido Pajetta attraverso e oltre il novecento, Centro Diffusione Arte, Milano 2003, tav. col., n. 90.                                      (2500) 2700
175 RENATO MAMBOR Roma 04/12/1936
Dietro le spalle, 2002
olio e tecnica mista su cartone cm. 72×74, firma e anno in basso a destra, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                 (1000) 1300
179 FRANZ BORGHESE Roma 21/01/1941 – Roma 17/12/2005
Majakowskij, 1974
tecnica mista su cartone cm. 31×29, firma in basso a destra, titolo e anno in alto a destra, titolo, firma, timbro della Galleria Viotti (TO) al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio a cura dello Studio Franz Borghese (MI) su foto.                     (1000) 1100
184 MARIO SCHIFANO Homs (Libia) 1934 – Roma 26/01/1998
Senza titolo, 1986
smalti e acrilici su tela cm. 70×70, firma e timbro della Dogana di Pontechiasso al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbro della Galleria Ruggerini & Zonca (MI) su foto, Opera registrata presso l’Archivio della Fondazione Mario Schifano come da dichiarazione su foto.                                                    (2500) 3100
194 ARMAN Nizza 1928 – New York 22/10/2005
Violon Phènix, 2004
fusione in bronzo cm. 26x14x60, firma sulla base, esemplare 98/100 certificato a cura della Bugno Art Gallery (VE) allegato.                                                   (2000) 3000
195 RABARAMA Roma 1969
Genetica-mente, 2009
bronzo lucido XII/XXX cm. 56×41,5×31, esemplare 3/99 , firma e tiratura sul piede destro, opera registrata presso l’Archivio Rabarama a cura della Galleria Dante Vecchiato (PD) su foto.                                                     (3000) 3300
205 PIPPO ORIANI Torino 25/06/1909 – Roma 01/12/1972
Natura morta, 1933-35
encausto, graffito su cartone gessato cm. 30×45; firma in basso a destra, pubblicato sul Catalogo Generale delle Opere di Oriani volume primo, testi di Giovanni Lista e Mariastella Margozzi, Editoriale Giorgio Mondadori, pagina 117 repertorio(500) 800
206 FRANCESCO MUSANTE Genova 17/02/1950
La fantasia nasce dalla cascata della luna, 2004 tecnica mista su tavola cm. 60×20, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto.(500) 600
210 WALTER LAZZARO Roma 05/12/1914 – Milano 03/03/1989
Silente colloquio, 1966
olio su masonite cm. 30×40, firma e anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Walter Lazzaro a cura della figlia Sandra su foto.    (1500) 1700
246 ALDO MONDINO Torino 04/10/1938 – 10/03/2005
Turcata
olio e applicazioni su linoleum cm. 40×40, firma e titolo al retro, opera registrata presso l’Archivio Aldo Mondino (MI) come da dichiarazione con foto allegata.(1500) 1700