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Preview 804/ Oscure trame

L’asta 804 di gennaio mette a confronto due top lot di maestri italiani. Uno scontro ai vertici dell’astrazione dove il ring è il reticolo, la trama, l’intreccio di linee e colori. Mario Nigro vs Piero Dorazio. Ai punti del mercato attuale vince ancora Dorazio. Ma la tecnica e la storia di Nigro possono ancora riservare sorprese sull’esito di nuovi scontri in futuro. Nigro ha, infatti, anticipato con la sua ricerca (linee rigorose, con il colore che riempie gli spazi creati dal loro intreccio nello spazio) l’optical art sino alle opere di un artista come Peter Halley (presente nell’asta 804 e di cui ho parlato in un precedente post). Nel 1974 in una storica mostra al Palazzo Esposizioni di Roma, i due artisti venivano affiancati per raccontare le vie dell’astrattismo. Con le loro opere quelle di  Twombly, Tancredi e del grande Piero Sadun (il  blog cercherà di parlarne presto). Trame oscure di arte alta. In asta.

 

LOTTO 649
LOTTO 649 (asta 804, 31 gennaio)

MARIO NIGRO Pistoia 28/06/1917 – Livorno 11/08/1992
Spazio totale n° 12, 1953-54, tempera su tela cm. 53×74, firma, anno timbro ed etichetta della Galleria La Polena (GE) al retro.
Bibliografia: -“Mario Nigro, catalogo ragionato”, a cura di Germano Celant, Edizioni Skira, 2009, pag. 360 al n° 123.
base d’asta: 90.000 €
stima: 160.000/180.000 €

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LOTTO 550

LOTTO  550 (asta 804, 30 gennaio)

PIERO DORAZIO Roma 28/06/1927 – Todi 17/05/2005
Chèz Andersen, 1959, olio su tela cm. 73×97, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno, località (Roma) ed etichetta della Galleria Anfiteatro Arte (PD) al retro, provenienza Galerie Springer, Berlino, opera registrata presso l’Archivio Piero Dorazio come da dichiarazione datata 4 settembre 2008 su foto (in fotocopia).
Bibliografia ed esposizioni:
– 1959 “Piero Dorazio”, Galerie Springer, Berlino, pag. 6.
– 1960 Stadtisches Museum, Leverkusen, riprodotto in catalogo.
– 1977 “Dorazio”, Marisa Volpi Orlandini, Edizioni Alfieri, n° 365.
– 2006 “Dorazio”, Marco Canepa Arte Contemporanea, riprodotto in copertina.
– 2006 “Piero Dorazio”, Anfiteatro Arte, Padova, pag. 37.

base d’asta: a richiesta

stima: a richiesta

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Riccardo e Carla, il mistero è nei segni

licataaccardi

 

Carla Accardi e Riccardo Licata. Ora potranno svelarsi cosa nascondevano i loro segni. Se ne sono andati in questo tardo inverno 2014. Lei a Roma, lui a  Venezia. Chi li ha seguiti, nei loro ultimi respiri, avrà capito e saputo cosa si portavano appresso? Carla Accardi ha iniziato dagli anni Cinquanta a indagare il rapporto tra il segno e il colore, fino a utilizzare supporti, come il sicofoil che rendono ancora più potente questa dialettica.  Riccardo Licata negli anni cinquanta si pone il problema di non fare della sua ricerca nell’arte informale una questione di maniera. Lo spunto originale lo trova in un alfabeto dove l’archetipo è l’albero-totem, una forma che , come la “forchetta” di Capogrossi,  trasforma la ripetitività di un gesto in un progetto di pittura declinando  attorno ad esso colori e struttura dell’opera. Ma nessuno sa esattamente cosa sono quei segni se non Carla e Riccardo. Adesso, liberi dalle forme del corpo, di una vita fatta di successi, ma anche di ansie e problemi, potranno riflettere senza angoscia perchè li hanno dipinti.

Riporto in alto due opere in asta alla Meetingart sabato prossimo. Faccio pubblicità? Forse. Ma se un artista dipinge è perchè qualcuno prima o poi si gusti il suo mistero. O ci provi almeno.