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754. L’asta dello scudetto (con lo strappo)

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Raymond Hains (1926-2005) è quello qui in alto nella foto. Strappava manifesti per strada, lo faceva per raccontare la disintegrazione e la rielaborazione delle immagini. Non solo. Fotografava, incollava, creava. Uno spirito dadaista, ribelle (aderisce al Noveau Realisme e poi ne esce). Fuori dal coro, poco mercanteggiato. Spirito libero. Anche da morto non stravedono per lui, non fa vetrina nelle aste tranne un poco dopo la sua dipartita. Ma se l’arte ha una storia, Hains (folle fiammiferaio) c’è. C’è anche al lotto 101 della nuova asta Meeting.  Otto sessioni, la prima domenica 2 marzo, l’ultima giovedì 14 marzo. L’asta 754 è l’asta dell’orgoglio della Meeting Art di Vercelli. La copertina non è dedicata a nessuna opera all’incanto, ma al fatto di essere la prima Casa d’aste italiane per fatturato. La coccarda con il numero Uno tricolore, l’elenco per nome di tutti i trenta dipendenti guidati dal presidente Mario Carrara e dal trainer Pablo (entrambi romanisti: evidentemente Pablo non è  Zeman visto che la sua squadra di professionisti dell’arte sta vincendo lo scudetto) .

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E’ interessante vedere quali sono, invece, gli autori schierati per questa occasione speciale. Si va dai maestri: Karel Appel, Dies Carlos Cruz, Wharol, Cesar. Si passa per i top price italiani di ieri e di oggi: Mario Tozzi (nella foto), Gino Severini, Carla Accardi e un ipnotico Tancredi . Si arriva a qualche gustosa  sorpresa per chi colleziona arte guardando a storia e portafoglio. Roba…da degustare con calma nei prossimi post. Anzi, una di queste bottiglie la stappo subito prima che diventi troppo ossidata (per i rilanci di prezzo). La trovate nella sezione Io lo comprerei  under 1000.

Con un clic sulla copertina del catalogo in alto a sinistra si va al…catalogo (ma dai!)