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Fiorisce Cagli

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724 CORRADO CAGLI Ancona 23/02/1910 – Roma 28/03/1976
Senza titolo, 1963
china su carta cm. 62×85, firma e anno in basso a destra, presenta fioriture alla carta.

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Partiamo dalle fioriture. Ne so qualcosa collezionando le incisioni antiche e le acqueforti, le maniere nere e le puntesecche in genere. Non ho problemi a dirlo: un eccesso di fioritura è un disagio per gli occhi, ma che una carta sia fiorita dimostra solo che ha accettato e sofferto la sfida del tempo. Sarebbe come negare la bellezza di un volto maschile o femminile solo perchè qualche ruga ha invaso la fronte. Detto della fioritura dico della vera fioritura. Quella di questo lotto legato a un grandissimo dell’arte moderna italia. Uno che, negli anni Trenta, fonda con Capogrossi e Emanuele Cavalli il Gruppo dei Nuovi Pittori romani che si contrappone all’arte imperante. Fugge a New York inseguito dalle orride leggi razziali. Anche lui adesso è in guerra contro l’abomiminio. Si arruola nell’esercito Usa e partecipa allo sbarco in Normandia, Dagli Usa torna in Italia e ricomincia a sperimentare pittura alta: dal postcubismo all’astratto-geometrico e come scrive Caramel alle pitture <automatiche> . Fino ad approdare e lo scrive sempre Caramel (prezioso il suo manuale sull’Arte in Italia 1945-1960, edizioni Vita e Pensiero) <verso una pittura di complessa figurazione metamorfica> . Cagli. Questo lotto intrigante e magnetico. Un po’ fiorito. E’ così terribile?

Irascibili e pure Pascali

pascali tobeyjenkins

                                                                                                        (da sinistra: Pascali, Tobey, Jenkins…attacco stellare)

Sabato 23 asta Meetingart 767 prima sessione di arte moderna a contemporanea. Magari prima di fare offerte andate a Milano, a palazzo Reale, Già stati? Piano terra a destra. Ci sono gli Irascibili, ovvero la generazione di artisti che ha segnato l’arte mondiale vivendo negli Usa e producendo cose immani. Alcolisti, drogati, spesso suicidi. Grandi. Jackson Pollock, con lui, oltre a Willem de Kooning, Mark Rothko, Barnett Newman e Robert Motherwell, Adolph Gottlieb, William Baziotes, James Brooks, Bradley Walker Tomlin, Jimmy Ernst, Ad Reinhardt, Richard Pousette-Dart, Theodoros Stamos, Clyfford Still e Hedda Sterne, unica donna del gruppo. E tra loro uno come Mark Tobey, il più zen degli Irascibili. Tobey mediava tra l’espressionismo di matrice occidentale e la tensione calligrafica e filosofica dell’arte orientale. Sapeva dosare i tratti e l’assorbimento delle chine sulla carta trattata per l’uopo. Lo faceva anche Sam Francis (guardate a Milano cosa significa creare lo spazio senza dipingerci nulla). Lo faceva anche Paul Jenkins, l’ultimo degli Irascibili ad aver lasciato questa valle di lacrime (ingombrata da giganteschi cani-pallone e feticci in formalina). Ma io tra gli Irascibili per induzione ci metterei anche un nipotino d’oltreoceano E  l’idea mi è venuta guardando proprio uno dei lotti in asta a Vercelli. Lotto 53. Pino Pascali. Acetato, colori, inchiostri, macchie, sovrapposizioni di toni e materie. Raziocinio e poesia. Sfogo e misura. Arte. Grande arte. Dunque, riassumendo. Mark Tobey (lotto 70), Paul Jenkins (lotto 66) e il citato Pascali.sSe andate a Milano e poi non vi viene il buzzo di fare un’offerta anche solo sognata su uno di questi lotti, che razza di collezionisti siete?

ps. Tra i miei Io li prenderei altre indicazioni