Archivi tag: Vasarely

797/ Victor

Asta 797 (Meeting Art)

Quinta Sessione: Sabato 19 Settembre 2015 ore 14:30

570LOTTO 570
VICTOR VASARELY
Pecs 1906 – Parigi 15/03/1997
Kat-Kub, 1973-75
acrilici su tela cm. 100×100, firma in basso a destra, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità ed archivio di Michelle Vasarely su foto, entro teca in plexiglass.
base d’asta: 60.000 €
stima: 120.000/140.000 €

—————————————

Uno dei lotti sul red carpet dell’asta Meeting di settembre. Il re degli optical, il profeta delle geometrie impossibili, il visionartio matematico, il mosaicista dei pixels colorati…aggiungete voi che altro.

Asta 758: spunti di viaggio (sessioni 5-6 maggio)

Terza e quarta sessione dell’asta 758 di arte moderna e contemporanea alla Meeting art di Vercelli. Lotti intriganti, altri ruffiani, alcuni che dimostrano come siano decisamente portentosi (e sorprendenti) i successi di mercato di alcuni artisti. Io mi fermo a quello che mi suggerisce la storia dell’arte e l’impatto emozionale delle opere in asta . Un punto di vista, certo.

ossolaImperterriti esistenzialisti (o quasi). La pittura come figurazione simbolica della tensione esistenziale che l’artista vede e racconta sulla tela. Il pennello come forma di adesione alla sofferenza e alla lotta dell’uomo sociale. Realismo esistenziale, questa l’etichetta per una non-corrente che si è sviluppata negli anni Sessanta e Sessanta attorno all’accademia di Brera. Un clima respirato da Giancarlo Ossola che passa dagli interni d’ambienti soffusi e malinconici agli interni della coscienza resi in forma astratta (lotto 135- sessione 4 maggio. nella foto).

costaGeometri della percezione. Cinetica e programmata: corrente, vasta e complessa, che applica alla creazione artistica l’ambizione di aver compreso e  dominato il teorema matematico e fisico della percezione visiva. Artisti che sorprendono, che rendono le loro opere in grado non solo di essere viste, ma sono le opere stesse a farsi vedere secondo regole prefissate. Artisti di questa risma sono: Toni Costa (gruppo N. Lotto 145. asta 4 maggio. nella foto)., Franco Costalonga (lotto 208. asta 4 maggio), Alberto Biasi (gruppo N. lotto 210.asta 5 maggio). E soprattutto i  grandissimi Diez Carlos Cruz (lotto 219 . 4 maggio) e Victor Vasarely (lotto 220. asta 4 maggio)

BemporadReazioni a catena. Arte nucleare. Le forme esplose, la controtendenza dell’arte iconica (ma anche il suo opposto) che nacque in Italia negli anni Cinquanta. Un clima di pura sperimentazione pura che generò Manzoni e spinse Lucio Fontana a smettere di essere perfetto scultore per diventare un creatore. Stirpe di eletti a cui appartenevano (guardando alle opere in asta oggi e domani):  Franco Bemporad (lotto 215-4 maggio. nella foto. e leggete il mio appello nella sezione Io lo comprerei il sogno),  Sergio Dangelo (lotto 115-lotto 183. 4 maggio), Roberto Crippa (lotti 150-158-216. 4 maggio). E il più creativo di tutti: Enrico Baj (lotto 360. domenica 5 maggio)

Nel segno di Cruz

cruz

Il primo week end dell’asta Meeting art 654 è dominata da  Carlo Cruz Diez. Cruz (nella foto) è un grande artista venezuelano (nato a Caracas nel 1923, vive a Parigi). Appartiene alla storica scuola sudamericana che investiga i rapporti tra forme, colori, percezione ottico cinetica (come non citare, in questo contesto,  il trio delle meraviglie visive costituito da Le Parc-De Marco-Rossi o il grandissimo Jesus Rafael Soto). Il rapporto colore-movimento è colto da Cruz dopo aver studiato in particolare l’esperienza artistica di Seurat e Josef Albers. Cruz è uno dei capiscuola di una generazione di creativi e artisti che annovera figure del calibro di Vasarely, del gruppo N e T in Italia per non dimenticare Alviani o le esperienze al femminile di Dadamaino e Fernanda Vigo. Si tratta di autori capaci di superare i pregiudizi su materiali e tracciati visivi ragionando solo in funzione di una programmata reazione dello spettatore di fronte all’opera. Algoritmi visivi, equazioni del pensiero che seguono regole matematico-geometriche intrise di colore. Opere che hanno attirato l’interesse dell’industria e della ricerca scientifica. Gente come Cruz immaginava come avrebbero interagito i pc o gli iPad quando ancora Steve Jobs giocava a baseball con il papà nel giardino di casa. L’opera di Diez Cruz in asta alla Meeting è al lotto 110 e appartiene al ciclo delle Physichromie ovvero come recita il sito dell’artista “strutture pensate per rivelare certe circostanze e condizioni relativi al colore, cambiando secondo il movimento del visualizzatore e l’intensità della luce, e proiettando così nello spazio colori per creare una situazione di sottrazione o addizione ” .