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Pittura Analitica, sotto a chi tocca…

Olivieri__Estremo 

I segnali ci sono. Il mercato dell’arte, per quanto ne capisco, è come un temporale che si fa prevedere. Magari non indovini una bomba d’acqua (e Genova affoga), ma dalle linee di pressione e dai venti mischiati con i modelli matematici, qualcosa puoi prevedere. A livello di mercato italiano abbiamo assistito nei mesi scorsi a una ripresa di consensi su autori di scuola toscana (Nativi e Berti su tutti) legati alla nostra via all’astrazione. Maestri consolidati e riscoperti che però stanno raggiungendo il limite alto della loro corsa di quotazioni crescenti. Il collezionista italiano oltre la soglia psicologica dei 5mila euro si muove a fatica anche se consigliato a farlo con il miraggio del buon investimento. e questo i mercanti lo sanno. Per cui, raggiunti, per una corrente d’arte, gli over 5000 euro nei listini,  si deve guardare ad altro. Bussano così alla porta gli analitici. Gente tosta che negli anni Settanta faceva a pugni (si fa per dire) tra  concettuali e poveristi nella storica contesa contro la pop art. Gente tosta che guardava a gente tosta come Mario Nigro, Dorazio, Bonalumi, Rodolfo Aricò, Calderara e che non si dimenticava di Manzoni e Fontana. Prima che Bonito Oliva rimettesse a far  dipingere sulla tela cose e persone  a Chia, Cucchi, Palladino (esonerato De Maria), sono proprio loro i Pittura pittura, gli analitici a costruire il nostro nuovo <grado zero> della pittura italiana. Gente tosta (come Olivieri di cui il quadro di sopra) che si muoveva in sintonia con francesi (Buren. Mosset), americani (Ryman e Mangold) e altri. Ora, stanno tornando. I botti in asta (non solo italiane) di Griffa, la salita costante di Pinelli, la ripresa di contatto commerciale con Gastini e Verna sono segnali. Come sono segnali le accelerazioni commerciali di Aricò (un gigante senza fama adeguata) e di Calderara (idem con patate), due artisti che precorrono l’ideologia degli analitici. Ai piani alti anche Dorazio scalpita, Mario Nigro deve scalpitare…insomma un’occhiata a ‘sta gente la si può dare. Fornisco un misero elenco di pittori di quella temperie. Ho considerato la miglior aggiudicazione del 2014. Np, sta per nessun risultato registrato nel 2014 (da me, correggetemi assolutamente se sbaglio) Come sempre, prendete i risultati con le pinze. Ma il gusto di una possibile verità si sente….

 

GRIFFA Giorgio. Estimate : 27 000 EUR – 30 000 EUR Sold50.000 EUR (record alla Meeting art)

OLIVIERI Claudio. Estimate: 7.000-8.000 eur. Sold: 4.400 Eur (Meeting art)

ZAPPETTINI Gianfranco. Estimate: 1.500-2.000 eur. Sold:  5.630 Eur

PINELLI Pino. Estimate: 4.000-5.000 eur. Sold: 5.900 Eur.

GASTINI Marco. Estimate: 1.000-2.000 eur. Sold: 1.550 eur (Meeting art)

MARCHEGIANI Elio. Estimate: 5.000-6000 eur. Sold: 3.100 eur (Meeting art)

VERNA Claudio. Estimate: 8.000-9.000 eur. Sold: 11.200 eur (Meeting art)

GUARNERI Riccardo. Estimate: 1.500-2.000 eur. Sold: 3.400 eur (Meeting Art)

MORALES Carmen Gloria. Estimate: 1.000-2.000 eur. Sold: 800 eur (Meeting art)

MASI Paolo.  np

CACCIOLA Enzo.  np

COTANI Paolo. np

ORTELLI Gottardo. Estimate: 1.000-2.000 eur. . Sold: 650 eur (Meeting Art)

EMBLEMA Salvatore. Estimate: 7.000-8.000 eur. Sold: 6.000EUr (Meeting Art)

PASSA Antonio. np

BATTAGLIA Carlo. Np

BARTOLINI Luciano.  Np

Matino Vittorio. np

Fantasmi nella diga

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Fantasmi nella diga. Come ombre che galleggiano sopra una striscia blu che rappresenta forse il livello dell’acqua. La diga forse è quello sfondo rosa cupo che permette alle forme di flettersi nello spazio.  Surreale ed esplosivo il Dangelo (pezzo storico) del lotto 26 (titolo Fantasmi nella diga) della prima tornata in grande stile delle aste d’arte contemporanea alla Meeting art. Asta 762. Questo primo round si può proprio raccontare così, raccontando forme in libertà . Come quelle evocate da Giancarlo Bargoni, trascurato genio ligure, al lotto 19. E’ l’Attica, una Grecia dipinta con toni pastosi che declinano in sussurri del pennello. Poi Corpora (lotto 43) e il totem di Elio Marchegiani lotto 42 (pezzo storico). Un sorpreso e sorprendente Vermi al lotto 47. L’alba surreale di Diulgheroff (bauhaus e secondo futurismo al lotto 49). Ma, no , aspetta un attimo… devo tornare indietro. Ci sono voci alle mie spalle che mi spingono a roteare all’inverso la rotellina del mouse. Ecco, dunque, l’acrilico e sabbia del lotto 23 di Agostino Ferrari. Il collage su faesite di Arturo Carmassi al lotto 28. Lo struggente e potente Larve di Vasco Bendini al lotto 47. Al 67 il Gualtiero Nativi che non t’aspetti dopo l’assalto mediatico di televendita di Nativi costruttivisti-geometrizzanti. Il Claudio Verna del lotto 87, il museale storicizzato Paul Jenkins (che fa da copertina al post), ultimo mito dell’espressionismo astratto Usa al lotto  97e lo splendido Olivieri del lotto 90 (colori vacui, ombre, velature di rosso e mille sfumature di grigio) . E poi, il Mack del lotto 107  e il Pierpaolo Calzolari del lotto 109, tanto per far capire come questi fantasmi siano in realtà qualcosa che ha un nome: ARTE.

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