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797/Ben il cartografo

Asta 797 (Meeting Art)
Quarta Sessione: Domenica 13 Settembre 2015 ore 14:30

441
LOTTO 441
BEN VAUTIER
Napoli 1935
Cartina Geografica
spray e acrilici su cartina geografica applicata su cartone cm. 84×147, firma sul fronte, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

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Note a margine: mappe. Le faceva Boetti, le ha rivisitate Schifano. E, ora, se andate a Milano nella mostra alla Gam realizzata da Bonami ( Don’t shot the painter, merita una doppia visita) trovate la mappa impressa su materasso dall’argentino Guillermo Kuitca. Vautier ci offre la sua lezione di geografia. Sono opere cariche di fascino, molto fruibili e collocabili. Ho detto abbastanza?

Fiore di Xerra

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lotto 71. William Xerra

In un corpo sottile vaporante nello spazio, 1994 tecnica mista e collage su carta cm. 48,8×34, firma e anno in basso a destra, titolo in alto, anno e titolo al retro.

Alcune sue opere sono esposte in questi giorni in una bella mostra sulla Poesia Visiva allestita al Collegio universitario Cairoli di Pavia. Serra è un denso esponente di quella non corrente, ma con caratteri del movimento che è chiamata Poesia Visiva. L’opera in asta alla Meeting Art giovedì 14 maggio, oggi se leggete oggi questo post e oggi è giovedì..(un po’ di paradosso boettiano) appartiene a un periodo intenso della produzione poetico-artistica di Xerra: < Nel 1993 Xerra è presente alla XLV Biennale di Venezia e alla Biennale di Chicago, al The Museum of Architecture and Design. Sempre nel 1993 Claudio Cerritelli presenta la collezione COMIT delle opere di Xerra (1970-1993). Nel 1996 il Comune di Padova gli dedica un’importante personale a cura di Enrico Gusella. Alla base delle opere di questi anni recenti è l’insieme dei riferimenti piu cari a Xerra: il frammento, la parola, il suono e il segno, l’architettura che sorregge lo spazio vuoto della superficie: “Xerra rende plausibile I’ipotesi che la pittura sia profondamente immortale, come i nos (tri occhi e come la nostra capacità di vedere” (A. Tagliaferri, dalla monografia edita da Mazzotta, Milano 1995)>(Annamaria Sandonà, Padova 1998).

Dacci un taglio

012015004062Lotto 136. Fragile, 1973. tela emulsionata cm. 93×62, esemplare unico, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno e timbro dello Studio 2 di Sesto San Giovanni (MI) al retro, l’opera è stata esposta dal 29 Marzo all’11 Aprile 1974 presso lo Studio 2.

L’asta 793 alla Meeting art che parte sabato, nella sezione di domenica (con buona intensità di chicche), presenta quest’opera di Lucia Marcucci. Visual Poetry. Poesia Visiva. Il superamento dell’immagine e del verso ottenuto attraverso la loro fusione. La Marcucci è alle origini del movimento con Alain Arias-Misson, Jean-Francois Bory , Paul De Vree, Eugenio Miccini,Sarenco. Nomi legati alle riviste degli anni Settanta, Lotta Poetica e DeTafelronde, edita in Belgio E non posso non citare come testimone l’amico Luc Fierens che  ha traghettato la poesia visiva nel nuovo millennio. Poesia visiva, evocazioni visive e concettuali. In questo caso una ghigliottina. Ben diverso l’assunto rispetto alla celebre sedia elettrica di Warhol, là giocata nel suo contrasto di oggetto di morte trasformato in icona pop, qui nel declinare di sensazioni e considerazioni che possono scaturire rappresentando uomini con la loro volontà di negazione della vita stessa. L’intera opera della Marcucci è una ricerca critica e sarcastica della rappresentazione  della realtà usando e manipolando i mass media (compresi i supporti digitali). C’è una poesia della Marcucci del 1962 che calza a pennello con quest’opera ed è assolutamente in sintonia con questi giorni d’euforia per l’inaugurazione dell’Expo a Milano. Leggete un po’…

Lucia Marcucci, Non ho più tempo per l’ingenue storie (1962)
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Non ho più tempo per l’ingenue storie;
quel terrore per gente radunata
nei grandi padiglioni della fiera,
assordata da reclami audio- visive,
dalle innumerevoli macchine infernali
che stringono nel dedalo di frecce,
quasi imbuti dell’ultimo girone,
quella povera folla che s’illude
di quei magici lava-biancheria,
che veste l’uniforme scintillante per una guerra
persa al primo allarme,
mi dà precisa la triste sensazione
d’essere in un deserto di metallo
con immobili statue d’alluminio
fatte nido di maghe salamandre.
(L. Marcucci,
Non c’erano barche nei canali, Serie del Club Cynthia, n. 4, Firenze, Cynthia,
1962, p. 27)

Il poeta lotta..ora!

luc fierens

I post di ieri dedicati a Ugo Carrega, poeta visivo genovese scomparso da poco, hanno riacceso i contatti con il mondo  combattivo della Visual Poetry. Loro lottano, io al massimo scrivo d’arte (e d’amore?). Loro, gli artisti i questa grande corrente. E tra loro, eletta schiera che assapora il midollo dei poeti (cito a braccio), c’è  Luc Fierens, amico e follower di Bda (cosa che mi lusinga, perchè chi è dentro alla bufera creativa merita tutto il mio rispetto). Luc mi scrive e mi consiglia di approfondire il tema Carrega con due rimandi a schede della Fondazione Berardelli (tutta tesa a valorizzare i visual poetry) e a un bel libro (che acquisto) di Carrega.

Vedi Luc, ti ascolto (a proposito il collage di copertina è il suo) e digito i link che mi hai inviato: http://www.fondazioneberardelli.org/artista.php?id=61 e catalogo: Amazon.it: Ugo Carrega. La mente in mano – Berardelli Pietro Berardelli Paolo, Carrega Ugo – Libri

Ma c’è di più. “Per me costano troppo _ mi scrive Roberto Delmonte, amico creativo a tutto campo _ ma, a proposito di Carrega (e tra gli oggetti descritti sul catalogo “Visual Poetry”) potrei farti notare che sono in vendita su abebooks.it tre copie, a costo differente probabilmente per stato di conservazione, de “Il Libro Errante, con testi e illustrazioni di Ugo  Carrega e Vincenzo Ferrari.
(indirizzo: tudor, carrega – AbeBooks)

Ma c’è di più, sempre sul tema poeti visivi e dintorni.  Mercoledì 19 (e giovedì 20) alla Meeting art sarà Asta 2188. Asta con banditore virtuale e con lotti a offerta libera. Lotti di…lotta per i collezionisti della Visual Poetry. li segnalo:

Borygarniermisson

blaine Lotto26 (qui a fianco) Julian Blaine; lotto 27 (in alto a sinistra) è Pierre Garnier; lotto 28 al centro è Arial Arias-Misson; lotto 32, in alto a destra, è Jean Francois Bury.

Ma c’è di più…C’è un lotto che è assolutamente in tema con questi posti. Nell’asta 785 c’è un’opera di Ugo Carrega. La segnalo tra le opere che andrebbero prese (a prescindere da ricordi e nostalgie). Carrega appartiene alla storia dell’arte contemporanea.

Ma c’è di più…Nell’asta 785 (cose belle cose belle) ci sono richiami alla grande mostra che si tenne al Moma nel 1965, Responsive Eye. Vi ricordo che potete visitare la mostra che curo io (sic) nell’apposita pagina. Ingresso: 5 euro o più (il vostro impegno morale a devolvere prima o poi la cifra a qualche associazione/persona che non riesce a vivere solo d’arte e d’amore…). Cliccate qui sotto per andare in mostra.

biglietteria-mostre

 

 

 

Cosa ricordi di Ugo? una giornata con lui

carrega

“Siamo i nuovi pastori che lontani dai fuochi

tracciamo i miti della mano

segnante dalla mente

i percorsi complessi del pensiero”

(Ugo Carrega, Genova 17 agosto 1935-Milano, 7 ottobre 2014)

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(continua fra un po’…state connessi)

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ALLE 18 siete invitati al vernissage della mostra

 

Costruendo cose staccate dalla mente

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Ugo Carrega, genovese. Crede che un verso  sia davvero in grado di cambiare il mondo una volta che si fa oggetto, diventi poesia visiva. E’ la Visual Poetry, baby: mentre a Pavia (come ho ricordato nel precedente post) si sta svolgendo una delle più importanti mostre d’arte contemporanea di quest’anno in Italia (non lo dico io, lo dicono: dicono che ci sono mostre che cambiano la storia di una corrente ), alla Meetingart di Vercelli ,come fiorellini che annunciano la primavera , nell’asta 2101 (mercoledì e giovedì)  spuntano lotti da brividi in versi. C’è appunto l’opera di Carrega che parla di cose da costruire  staccate dalla mente. C’è il francese  Jean-Francois Bory uno dei massimi esponenti della Poesiavisiva d’Oltralpe insieme a Julien Blaine  (c’è pure lui in asta ed è con un suo lavoro che ho incorniciato il post) in stretto contatto con i poeti visuali (ma si dice?) italiani.  Non manca in asta anche Alain Arias  Misson, artista belga noto per le sue performance tra gesti, immagini e parole: la lotta della poesia è la poesia che lotta. Fate incetta a Vercelli di buone idee. Poi andate a Pavia, leggete i quadri e poi ditemi.

blaineblaineblaineblaine

Poesia visiva, la lotta continua

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Bello. Sapere che l’arte insegue l’arte. Comunica e se ne frega del tempo e dello spazio. Premessa per raccontare di come questo piccolo blog possa stimolare anche cose così… Un messaggio dal Belgio, di due giorni fa: “Grazie per l’informazione, sono poeta visivo Belga”.  E’ il breve commento allegato a un  vecchio post del marzo scorso: “Belli stranieri”. Tra i lotti in asta ce ne erano alcuni riguardanti importanti nomi della Poesia Visiva.  Poco valutati, ma molto, molto molto importanti per la storia dell’arte contemporanea. Bene, Luc Fierens è uno di loro. Fluxus terzo millennio. Classe 1961, importanti mostre, ma soprattutto  la voglia di assemblare immagini e frasi per poi, magare, spedirle in giro per il mondo (Mail art). E questo Luc lo faceva prima dei tempi di Facebook e Twitter, perchè Fierens, come ogni poeta visivo, sa benissimo che la comunicazione dell’idea è il vero oggetto-soggetto  che si fa anche strumento. Non lo è il pc o il tablet o lo smtphone. E’ l’uomo e l’artista che crea idee e vuole comunicarle in forma diretta o sublimata. Non la macchina.  Ecco perchè è bello sapere che la lotta continua. Per capirlo di più:

http://lucfierens.tumblr.com/