Virgilio, guidaci tu

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5 VIRGILIO GUIDI Roma 04/04/1891 – Venezia 07/01/1984
Tumulto, anni ’60
tecnica mista su cartoncino 34×24 cm, firma poco leggibile in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Storico Artisti Veneti

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In-tram-1923-e1449913123507Quando Virgilio Guidi dipinge la cosa in alto (in asta domenica mattina alla Meeting Art, best buy di maggio) ha 70 anni e più. E’ un maestro affermato di pittura, ha esposto alle Biennali, alle Quadriennali, è uno famoso dagli anni Venti per cose così come quella a fianco, il Tram (1923). Poi cambia strada, oppure la strada è la stessa, ma è la sua voglia di vivere l’arte a renderla più luminosa, anzi spaziale. Basta figurine eleganti e quattrocentesche, basta paesaggi metafisici e realistico-magici. Basta tram, ma Tumulti. Anch’io (e voi credo) vorremmo arrivare agli -anta (70-80-90) con dentro ancora un po’ di voglia di stupire gli altri prima di noi stessi. Questo lotto è da prendere perchè è storico (un taglio di Fontana sarà pur più epico, ma quanto ti costa?) e anche terapeutico.

Elogio dell’invenduto

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MARIO NIGRO Pistoia 28/06/1917 – Livorno 11/08/1992
Senza titolo, anni ’70
smalti su carta 99,5×70,5 cm, firma in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Artistico Mario Nigro come da dichiarazione su certificato con documentazione fotografica allegata.


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Elogio dell’invenduto. Del lotto incompreso nell’asta 826 che va a chiudersi. Troppo oltre il budget del comune buon senso (quello che poi magari spinge finti esperti a spendere tre volte tanto per l’effimero del momento). Noi, comuni mortali con conto in banca vincolato ai troppi sogni, guardiamo con libidinoso stupore un quadro come questo senza pretendenti (al momento in cui redigo il post). Non è certo il capolavoro di Mario Nigro, ma Mario Nigro era un capolavoro d’artista che logiche a me ignote relegano a far panchina mentre in campo giocano Vezzoli o Jeff Koons. Un quadro di Nigro mi renderebbe felice. Ma 5mila euro più diritti sono un sacrificio per me enorme. Evidentemente non sono solo.

Sonata per occhi e orchestra

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408 GIUSEPPE CHIARI Firenze 26/09/1926 – Firenze 10/05/2007 Liszt tecnica mista e collage su cartone telato 50×70 cm, firma in basso a destra, etichetta della Galleria DZ Nuovo Segno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

Il Fluxus è una corrente trasversale di folli artisti che si illudevano di convincere i mortali che l’arte non ha i confini che gli attribuisce il buon senso dei mercanti e dei collezionisti. A quel punto ascoltare Lizst, guardare un Edoardo Fialetti o respirare il profumo di un Amarone che ha respirato sei minuti nel calice non coinvolge il portafogli e la razionalità, ma il sesto senso quello che, fregandosene degli atri cinque, avvicina più di ogni altro a Dio.

Sabato 20 maggio alla Meeting Art nell’asta 826 c’è questo Chiari. Ok, ne ha fatti migliaia così giocando di collage, ritagli, colla, spartiti e macchie di colore. Ma concediamogli doiaverlo fatto ispirato dalla sua follia Fluxus, ovvero lasciando che il sesto senso guidasse la mano, fondendo il movimento al suono che gli arrivava all’orecchio. Se si crede a questo, il valore di questo lotto tende all’infinito.

Ed ecco cosa ascoltava Chiari quando creava questo mondo…

 

Ritratto di Vita

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350 ENRICO COLOMBOTTO ROSSO Torino 07/12/1925 – Casale Monferrato 16/04/2013 Figura olio su tela 40×50 cm, firma in alto a destra.


Perchè il volto della vita è scarno, quasi scheletrico. Perchè gli sguardi della vita sono spesso persi, sull’orlo di orbite vuote. Perchè il ritratto della vita è molto vicino a questo, dipinto da Enrico Colombotto Rosso in asta domenica 14 maggio all’asta 826 di Meeting Art a Vercelli. Un iper-surrealista. Un simbolista senza bandiera. Un poeta senza più rime per stupire.

Carrinometrie

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220 NICOLA CARRINO Taranto 15/02/1932 Ottagono, 1986 inchiostro e pennarello su cartoncino 50×65 cm, firma e anno in basso al centro, titolo, firma, anno e tecnica al retro, certificato di provenienza e autenticità dello Studio Marconi (MI) allegato.

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Sabato 13 maggio. Base 500 euro (per ora un rilancio a 600). Un’opera di un protagonista (sommesso) del Gruppo Uno di Roma e più in generale di un razionalista con punto di fuga verso l’indefinito conoscibile. Carrino fa della scultura un’urbanistica dell’anima, traccia piani regolatori del pensiero. E non è detto che sia solo geometria.

La coscienza di Vasco

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71 VASCO BENDINI Bologna 27/02/1922 – Roma 31/01/2015 Senza titolo, 1969 tecnica mista su tela 110×110 cm, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. Bibliografia: -“Vasco Bendini, sette stanze-un giardino, Stanza dell’eros” testi di Gino Baratta e Francesco Bartoli, Casa del Mantegna, Mantova, 1984. -“Bendini 1942-1998” Palazzo Sarcinelli, Conegliano, 1999, mostra antologica a cura di M. Goldin, linea d’ombra libri, pagina 155. -“Collettiva” Galleria Il Chiostro, Roma, 1998.

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Scrive Flaminio Gualdoni di questo maestro del nostro Novecento (l’opera è in asta sabato 6 maggio alla Meeting Art nella 826): “La pittura è piuttosto luogo d’un’esperienza unica, in lui, non certo tramite.In questo modo mi accorgo che il mio processo psichico si materializza, che la mia psiche vive nella materia, anzi con la materia. Il pensare, il sentire è il fare” in cui l’immagine “si autoesprime”, scrive Bendini.

Kounellisforma

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472 JANNIS KOUNELLIS Pireo (Grecia) 23/03/1936 – Roma 16/02/2017 Senza titolo, 2013 catrame su carta 70×50 cm, firma in basso a destra, certificato di garanzia ed autenticità di Giacomo Guidi Arte Contemporanea (Roma) allegato. base d’asta: 10.000 € stima: 18.000/20.000 €

Paolini sul sentiero dei nidi di ragno

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57 GIULIO PAOLINI Genova 05/11/1940
Senza titolo, 1975
collage su carta Fabriano 35×50 cm, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

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L’asta 826 di Meeting Art è in rete. Pronti? Via. Già un rilancio su questo lotto in asta sabato 6 maggio. Il Paolini da 5mila è a 6mila. Un segnale chiaro: il mercato del concettuale tira (Barucchello docet, Boetti non demorde e Agnetti vola). Giulio Paolini è artista da seguire, comunque. Letterario, sottile, arguto. Non a caso grande amico di Italo Calvino. Il titolo di questo post è un omaggio al gigantesco scrittore, ma è anche un monito e un rischio sotteso per chi ama Paolini: il mercato che preme sull’artista, rischia di rendere troppo esposto e banalizzato il messaggio rarefatto che il lavoro di Paolini rivela solo a sguardi attenti e non troppo coindizionati. Libertà d’approccio e di dialogo tra opera e suo fruitore, inversione dei ruoli, gioco intricato di contenuti e contenitore, forme concrete e astrazioni di pensiero. Immagini e loro sembianti. Non è questione di soldi. E se lo diventa, ricordate che si acquista un pensiero.

826/Corporacolor

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547 ANTONIO CORPORA Tunisi (Tunisia) 15/08/1909 – Roma 06/09/2004
Le ninfee, 1990
acrilici su tela 81×100 cm, firma in basso a destra, firma, titolo e dichiarazione d’autenticità dell’artista datata 1-2-90 al retro, dichiarazione d’autenticità a cura della Galleria Giovanni Di Summa (Roma) su foto.
base d’asta: 4.000 €. stima: 8.000/9.000 €



Torna nell’asta 826 di Meeting Art (seduta di domenica 21 maggio) questo acrilico su tela di Antonio Corpora che ha attraversato da protagonista l’arte italiana del econdo Dopoguerra (dal Fronte Nuovo delle arti al Gruppo degli Otto). E’ un dipinto che va visto dal vero (come tutti peraltro), ma, in questo caso, per entrare davvero in empatia/antipatia con il lavoro. Il dosaggio cromatico e la stesura non sono assolutamente quelle riprodotte in foto. A secondo delle sensibilità può apparire un gran dipinto o un dipinto di ricerca. Buona visione.