6020/ Solitario

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24 ROBERTO BARNI Pistoia 30/09/1939 Solitario, 1987 olio su tela 50×90 cm, firma, titolo e anno al retro.

Mercoledì 20 e Giovedì 21 settembre, asta 6020 di Meeting Art. Diamoci un’occhiata. Spuntano cose. Come questo Barni, artista “solitario” (non aderì all’anacronismo pur presagendolo, non aderì alla Pittura colta, pur affiancandola, non aderì alla Transavanguardia perchè spirito libero).

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Piove…

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Asta 6017 GRAFICA, FOTOGRAFIE, SCULTURE MODERNE E CONTEMPORANEE: ASTA A TEMPO CHIUSURA SIMULTANEA ALLE 22 DEL 12/09 Lotto precedente Lotto successivo Aggiorna dati Lotti Invenduti Lotto 6 GIORGIO DE CHIRICO Volo (Grecia) 10/07/1888 – Roma 20/11/1978 Immagine Opera La pioggia nel deserto, 1973 litografia su carta (colorata a mano) 70×50 cm, firma in basso a destra, timbri a secco G. De Chirico e Giorgio Caprini stampatore in Roma in basso, certificato Telemarket allegato. Bibliografia: -“Giorgio De Chirico, Catalogo dell’opera grafica 1969-1977”, a cura di Edoardo Brandani, Edizioni Bora (BO), pagina 193 al n° 168

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Questo lotto arriva da un’asta chiusa. E’ invenduto. De Chirico. L’ennesima litografia colorata a mano. Comunque sia, quasi una provocazione per chi si lascia coccolare dall’arte. A meno di mille euro che vuoi comprare?
Intanto piove.
Piove sulle convinzioni dei piccoli e medi collezionisti (ne parlavo giusto ieri con un grande amico e grande collezionista): il mercato entry level tracolla verso il basso e resta da capire se conviene (per me, a volte, sì) cogliere l’attimo.
Piove sugli autografi d’artista. Troppe opere non hanno la qualità adeguata per valere più della firma che si portano appresso e la firma non è più convertibile al portatore.
Piove sul gioco del compro l’arte che poi la rivendo. Guardare i due punti di cui sopra e soffrirne le conseguenze.

Detto questo, l’ombrello aperto è il buon gusto. E questa lito di De Chirico ne ha . Io la userei per diventare icona di un’inchiesta sulla siccità, sulle mezze stagioni che non ci sono più e sui sogni che si asciugano nella sabbia delle banalità.

Figli delle stelle

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Asta 830 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA Lotto precedente Lotto successivo Aggiorna dati Terza Sessione: Sabato 16 Settembre 2017 ore 14:30 – Lotti dal 201 al 300 Lotto 259 HORACIO GARCIA ROSSI Buenos Aires (Argentina) 1929 – Parigi 05/09/2012 Immagine Opera Couleur lumière, 1988 acrilici su tela 50×50 cm, titolo, firma, anno e località (Parigi) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta 3mila

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Base d’asta confermata per questo lotto in asta sabato 16 settembre, realizzato da un protagonista compianto del Grav, pronipote di Malevic, antenato di tutti i cercatori di luce e colore. La percezione visiva e la ricerca visuale ad essa legata non è scienza applicata all’arte, ma è sogno applicato alla scienza che, accettandolo, si dimentica finalmente di esserlo.

Piemonti o del canto perduto

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Asta 830 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA Lotto precedente Lotto successivo Aggiorna dati
Prima Sessione: Sabato 9 Settembre 2017 ore 14:30 – Lotti dal 1 al 100
Lotto 7 LORENZO PIEMONTI Carate Brianza (MI) 26/04/1935 – Carate Brianza (MI) 01/10/2015
Immagine Opera Senza titolo, 1972-74
lamina di oro e argento su tela in romboidale applicata su masonite 60×60 cm, firma, titolo e anno al retro, opera registrata presso l’Archivio Lorenzo Piemonti come da foto allegata

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Sabato 23 settembre parte l’asta 830 di Meeting Art, tra i primi lotti a saggiare la voglia della gente che colleziona arte di collezionare arte c’è questo oggetto. Un Lorenzo Piemonti. Lo vedevi Piemonti e capivi che, uno così. era destinato a non imporre il proprio pensiero creativo, preferiva condividerlo magari sorseggiando un tè nella sua casa studio di Carate Brianza. Ma i tempi del mercato dell’arte non sono galantuomini: se non dimostri , numeri alla mano, che vali qualcosa (e non è il valore culturale) bè un tuo lavoro può  restare fermo , senza offerte, a tre giorni dall’asta, a una cifra che basta appena per comprarti uno smartphone che fa delle belle fotografie.

Il lotto che va all’incanto è uno splendido esempio di come Piemonti abbia applicato le sue conoscenze del razionalismo in arte dopo una decennale permanenza in Svizzera a fianco del vate supremo di quella idea creativa, ovvero Max Bill (consolati Lorenzo, anche lui, il maestro, vale meno di un agglomerato concettuale). La geometria si combina al colore, il risultato è un livello superiore di percezione della forma, quello in cui la fantasia non si sente uccisa dall’algoritmo. Un canto perduto…

Baj, fuffa o follia?

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90 ENRICO BAJ Milano 31/10/1924 – Vergiate 16/06/2003 Senza titolo serigrafia polimaterica su tela 142,5×112,5 cm, esemplare 48/150, firma e tiratura al retro. base d’asta: 1.500 € stima: 3.000/4.000 €

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Mi veniva in mente Warhol, poi mi è sovvenuto che tutto il suo corpus di opere è in balìa di Fondazioni e autentiche traballanti e per uno, come me, che deve investire in arte senza essere investito, è un target da escludere a priori. Ma il paragone pur ardito, regge. Warhol ha reso la (pop) art un bene di consumo di massa, moltiplicando i suoi lavori oltre il limite del consentito (dal buon senso di allora). Multipli che hanno nel loro stesso essere multiplo il reale contenuto di valore-pensiero. Ecco dunque spuntare Baj.

Baj ha moltiplicato ben di più: il valore-creazione, il valore-fantasia, il valore-gioco, il valore-sogno. Di fronte a un multiplo di Baj ci si trova di fronte all’esito esaltante della più giocosa factory che la storia dell’arte contemporanea abbia mai prodotto.

Ecco. Il lotto di cui sopra è rimasto invenduto domenica 3 settembre. Ci vuole un suv o un furgone per portarlo a casa. Forse è questo che ha bloccato le offerte? Ci sono opere certo molto più trasportabili. Ma quelle spesso sono sì fuffa (in tiratura unica).

Altri luoghi (dove trovarti)

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Asta 2501
OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Seconda Sessione: Domenica 3 Settembre 2017 ore 14:30 – 
Lotto  127
FABIO AGUZZI Milano 14/03/1953 – Vidigulfo 31/12/2016
Altri luoghi
olio su tela 55×45 cm, firma, titolo e dedica ad personam di Stefano Contini (Galleria Contini Mestre) datata 1/11/97 al retro, timbro e firma per provenienza della Galleria Fio Arte su foto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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E’ morto la notte di San Silvestro del 2016: un colpo di pistola alla tempia con a fianco l’immancabile bicchiere di whisky e il sigaro che gli teneva compagnia da sempre. E’ morto nel paese più triste di Lombardia, Vidigulfo ion provincia di Pavia se non fosse che , per me, un paese triste è molto meglio di tante città caotiche e queste sì letali. Fabio Aguzzi dipingeva sogni infranti, giochi perduti, paesaggi dell’anima.

Il lotto in asta domenica 4 alla Meeting Art è lì ad aspettare qualcuno che tiri la cordina per far muovere il carretto. Per giocare con il gioco di un bravo pittore.

ps Scusami Fabio, non sono potuto venire (per pigrizia) alla mostra che avevi allestito a Casteggio. scusami. 

Un bel Concetto

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100 CONCETTO POZZATI Vò Vecchio (PD) 01/12/1935 – Bologna 01/08/2017
Naturalizzazione, 1976
acrilico e collage su tela 40×50 cm, firma, titolo e anno al retro.
Bibliografia:
-“Concetto Pozzati, Archivio Generale”, II tomo, Christian Maretti Editore, pagina 162.
base d’asta: 2.000 €
stima: 4.000/5.000 €

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In fondo c’è una foglia di vite, magari rinsecchita. Forse caduta dal cesto di frutta di Caravaggio. Una base per raccontare una storia di pittura. Concetto Pozzati è scomparso da poco. Il filo leggero del suo narrare forse diventerà più comprensibile: il tempo decripta.
L’opera va in asta sabato 24 settembre nella prima tornata della nuova stagione di aste alla Meeting Art. Che il martelletto vi sia propizio.

830/Ai piedi di Narciso

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591 LUIGI ONTANI Vergato (BO) 1943
Orientale, 2016
scultura composta da 2 elementi in ceramica policroma e oro zecchino 15×29,5×9,5 cm cadauna, sigla dell’artista e marchio di Ceramica Gatti Faenza sotto la suola di ognuna, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
* LOTTO FRAGILE *
(vedere note alla pagina di presentazione dell’asta sul catalogo o sul sito)
base d’asta: 12.000 €
stima: 21.000/24.000 €


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Quando Ontani realizza questo oggetto nel 2016 (in asta domenica 23 settembre alla meeting Art), ha ormai concluso il ciclo. è il trionfo di Narciso, di una forte e indipendente affermazione dell’Ego d’artista. Mica poco. Gli altri quell’Ego con lo trattano come il Lego: ci giocano smontando e rimontando i mattoncini delle loro ambizioni facendo credere che alla fine non gli interessi più.

Ontani inizia il suo percorso a Bologna allo studio Bentivoglio che, come ricorda Renato Barilli (“Prima e dopo il 2000”, Zanichelli) è un “fosco edificio manierista cinquecentesco” dove però si consuma la trasformazione di Ontani. Lì ci lavorano anche il maestro Bendini e Pier Paolo Calzolari: antipodi d’arte che però cercano una sintesi. Ontani appare subito come un “poverista-onanista” nel senso che autocelebra il proprio io nel recupero degli oggetti. Il calco in gesso di un portasapone non si ferma al calco in gesso del portasapone, ma con l’uso di colori sgargianti cerca in esso le forme sinuose di un trash che diventa cult. Gli altri poveristi usano l’oggetto come strumento del loro potere: io l’artista ti dono l’anima dell’arte. Ontani se ne frega: è l’oggetto che regala all’artista un’intuizione di bellezza.