Incanti privati (-2)

Emilio Scanavino-China su carta intelata (35×50)- 1954

Un’altra occhiata indiscreta, ma permessa, nelle opere delle collezioni private di amici del blog. Questa volta l’occhio cade su questa china “calda” di Emilio Scanavino. Se il nero, per l’Emilio, era il colore-dio per raccontare le proprie trame esistenziali, la china era di certo il suo profeta. L’amico che ha questo gioiellino in collezione mi racconta di averlo seguito da tempo e di averlo “raggiunto” in asta solo di recente. L’ha pagato quanto si pagherebbe di diritti per un lavoro medio di medio artista contemporaneo che, sotto i 10mila, manco ti pesa. A mio parere l’amico si è fatto, invece, un’ottima china calda di un artista che ha sì lavorato per il mercato, ma molto, e soprattutto, per se stesso (volendo comunicarlo) con lavori come questo.

In “Scanavino, carte dall’informale al segno 1952-1968 si legge a proposito di questo lavoro: “…la massa materia con funzione di precisazione e di chiusura, appare particolarmente evidente. Il segno che traccia percorsi e il segno che delimita lo spazio non si toccano: più tardi questa dicotomia cadrà e allora ci sarà rottura e corruzione di elementi e forme (…). Residui di aureole di raggere elementi trasfigurati di certi apparati per funzioni sacre, iterazione magica, comparsa di caratteri fobici, un più impegnativo essere coinvolti nell’irrazionale dell’esistenza. L’artista interpreta una vicenda che non comprende fino in fondo”.

Bel colpo amico mio!

Mastroianni anni fa

UMBERTO MASTROIANNI [Fontana Liri (FR) 21/09/1910 – Marino Laziale (Roma) 24/02/1998]
Primavera, 1988 inchiostro su cartoncino 25×35 cm, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. Esposizioni: – Museo Nazionale di Villa Pisani, Strà-Venezia, dal 26 ottobre al 22 novembre 2000 – Palazzo Reale di Torino, Archivio di Stato, dal 20 giugno al 20 luglio 2002 – Palazzo del Cantamerlo di Avigliana dal 25 settembre al 10 ottobre 2004 – Gallerie Marano di Cosenza e di Crotone nel gennaio 2008. Bibliografia: – “Arazzi di Umberto Mastroianni, Catalogo Generale”, Edizioni Verso l’Arte, 2000, pagina 115. – “Nella coltre di buio della materia”, a cura di Floriano De Santi, Marano Edizioni, 2008.”

“Come Mastroianni anni fa”: lo cantava Samuele Bersani nella sua “Giudizi universali”. ma si riferiva al nipote, grande attore, di Umberto Mastroianni, un grande dell’arte contemporanea. Tre anni prima di realizzare il lavoro in foto (andrà in asta alla Meeting Art in ottobre) nel 1985 gli viene conferito a Tokio il The 4th Henry Moore Grand Prize Exhibition the Utsukushigahara Open Air-Museum. Lo stesso Museo d’Arte Moderna, poco distante dalla capitale nipponica, gli dedica una sala permanente con una dozzina di opere, tra le quali ha assoluto spicco il bronzo Hiroshima del 1960.

L’inchiostro su cartoncino mostra la vena di un maestro che era riuscito nell’intento di far dialogare futurismo con cubismo, creando forme metabolizzate dalla sua capacità scultorea di dare un movimento armonico alle stesse. Mica poco…

Rock Borella

ROCCO BORELLA [Genova 1920 – Genova 1994]
Senza titolo, 1965
olio su tela 80×60 cm, firma e anno al retro.

In ottobre ci sarà un’asta di arte moderna e contemporanea a Meeting Art, la 898. Chi la sta allestendo dice che sarà un’ottima asta, vedremo e si vedrà. Il blog, intanto, spiando da una delle serrature a palazzo Meeting di Vercelli, che sta chiudendo tutto per ferie, ha visto alcune cose. Una è questa in foto…

“Sono libero, Indipendente, W la libertà, W l’arte rigenerata, dove posso smaltire le carenze affettive della mia infanzia, posso leccarmi le dita di marmellata e usare ovunque lo stecchino da denti. Faccio queste cose giocando, a volte serio, rigoroso, per caso sognando, trovando subito” Rocco Borella (pubblicato in ARGAN, 1972)

Classe 1920, Rocco Borella, fa l’operaio all’Ansaldo di Genova e studia pittura. Lui ce l’ha nel sangue, la pittura. Fa corsi in accademia, fa corsi privati. Sperimenta. Non è un decorativo , un tardo figurativo. Un paesaggista tutto scogli e mare in burrasca a Voltri o a Boccadasse. No, lui sperimenta, cerca una strada al suo essere Pittore. Lo chiamano Rücchin ü pittü, in quella splendida lingua, il genovese, che sa di portoghese, di viaggi in mare, di sfide oceaniche. Adoro il genovese. Ma questa è un’altra storia. Ma Genova per noi deve essere davvero cosa bella per l’arte se ha generato gente come Scanavino, Mesciulam e ha “adottato” quel geniaccio del dripping ligure che fu Allosia (nato a Volterra, ma trasferitosi, piccolissimo, in Liguria con la famiglia).

L’opera in asta è “storica” appartiene alla fase degli anni Sessanta in cui Borella crea i suoi “cromeni” ovvero il colore che si fa linguaggio. Se il fonema è il suono che si fa tassello costituitivo del linguaggio , il cromema è il colore che si fa “tassello” di un linguaggio visivo. Però il Blog qui si ferma. E lo fa per non “sporcare” un ragionamento d’artista con semplificazioni ignoranti. Si ferma e segnala che in ottobre alla Meeting Art c’è l’opera di pittore rock della nostra migliore astrazione concettuale. Si chiamava Rocco. Eradi Genova.

Gerola beat

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PIETRO BISIO DA GEROLA [Casei Gerola (PV) 1932]
Senza titolo, 1956
tecnica mista su carta 24×37 cm, firma e anno in basso a sinistra.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

Pietro Bisio da Gerola. Lo conosco. Gerola si aggancia a Casei e, messe insieme le case, ci viene un paesello dove un tempo c’era uno zuccherificio che era diventato più importante del paese stesso. Adesso c’è uno spiazzo svuotato dalle macerie. Resta in piedi il resto di Casei.

Me la immagino calda come ora in questa giornata di luglio, la stanza-abbaino del giovane maestro che a 24 anni, sta seguendo a Milano, all’Accademia di Brera i corsi di Aldo Carpi e Cantatore. Pietro è attratto dalla pittura sociale, esistenzialista. I suo disegni, i suoi dipinti racchiudono l’anima contadina. Me lo vedo giovane e accaldato e a torso nudo buttare sul foglio lo schizzo di un cestino di patate. Questo che va in asta, l’ultima della stagione martedì prossimo. Gerola beat, un milione di anni fa….