Siestismo

JOSE’ ORTEGA [Arroba de Los Montes 1923 – Parigi 1991]
Figure dormienti, 1964tecnica mista su carta 50,5×66 cm, firma e anno in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

Potrei narrarvi del mio saettante viaggio a Venezia, raccontarvi di ciò che vidi nei Padiglioni della colà Biennale. Potrei farlo, ma non sarei onesto con me stesso e quindi con questo blog e, per conseguenza ulteriore, con chi lo legge. Non sarei onesto perchè mi costringerei a riferire in modo concitato di opere e artisti, percorsi visivi e di pensiero. Troppo rapida la visita, troppo stanchi gli occhi: la sintesi chissà, fra qualche mese.

Ma sono. invece, onesto raccontandovi di una idea, per me, potente che mi ha colto seduto su una panchina con focaccia alle cipolle (si torna bambini per ripulsa della vecchiaia e dei canoni estetici e gastronomici). L’idea è che a un certo punto il collezionare arte e idee sull’arte debba poter “respirare”. Troppi artisti, troppi quelli che pretendono di esserlo, esagitate ed esagerate le proposte. Il nuovo basta e, comunque, avanza. Proposte. Propositi. Trend. Prospettive. L’arte si fa arte e un attimo dopo mercato. Anzi, certa arte è prima mercato di altro. Tanto per essere chiari: io al coniglio di Koons che costa più del Giudizio Universale non credo. Come non credo ai covoni di Monet che costano come 50 volte tutta la mia vita lavorativa. Credo che l’arte sia un respiro leggero.

E a quel punto nel marasma, marea montante dei padiglioni con le idee un po’ confuse ti viene voglia di fare una siesta. Siestismo è ciò che ora voglio fondare: una corrente di pensiero che imponga di fermarsi a far decantare le immagini, i lotti, le cifre. Lontano dalle mode e dagli orgasmi delle mode. Collezionare pause. Come questa in asta mercoledì alla Meeting Art. Asta virtuale. Fidatevi: lui era più bravo di Koons…. dai scherzo. Ma vale il prezzo dell’idea. Le idee, in realtà, non dovrebbero mai avere un prezzo. Esorbitante….

Del perduto Tozzi


MARIO TOZZI [Fossombrone (PS) 30/10/1895 – St. Jean-du-gard (Francia) 08/09/1979]
Ritratto di Monsieur Lamaire, 1921olio su tela 87×63 cm, frammento di un più ampio dipinto andato distrutto.
Presenta al retro il disegno preparatorio per il dipinto “Oggetti nello spazio” (1929) con firma in basso a destra.
Bibliografia:
-“Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti di Mario Tozzi”, a cura di Marilena Pasquali, volume 1, Edizioni Giorgio Mondadori & Associati, 1988, fronte (n.21/4) e retro, entrambi a pagina 107.
base d’asta: 4.000 €
stima: 8.000/9.000 €

Di tutto quanto si narrerà dell’asta 864, la più calda di quelle allestite a giugno da quando seguo i simpatici Lord dell’asta di Vercelli, questo è il lotto più intrigante, ghiotto, decisamente gourmet. Un Tozzi perduto e sul lato b un Tozzi sognato. Bella storia…

Lettera agli dei


500

GASTONE NOVELLI [Vienna (Austria) 01/08/1925 – Milano 22/12/1968]
Archeo, 1962
olio su tela 100×100 cm, firma, titolo, anno ed etichette della Collection Carlo F. Bilotti (New York-Cosenza), della Marlborough Galleria d’Arte (Roma) e del Contemporary Study Wing, Finch College Museum of Art (New York) al retro.
Esposizioni:-Galleria del Milione, Milano (1976);
-Brescia 1990, pp. 48, 49 (ripr.), 49 (olio)
Bibliografia:-“Gastone Novelli”, Nuova Alfa Editoriale, Palazzo Martinengo, Brescia, Galleria Civica, Modena con tavola a colori, pagina 27.
-“Birolli”, 1976, pagina 218 al n. 264 (ripr.), Roma.
-“1990-91”, Galleria Manuela Allegrini Arte Contemporanea, pagina 49.
-“Gastone Novelli, Catalogo generale, 1. Pittura e Scultura”, a cura di Paola Bonani, Marco Rinaldi ed Alessandra Tiddia, Silvana Editoriale, pagina 250, rep. P/1962/59.
base d’asta: 80.000 €
stima: 140.000/160.000 €

Se domani mattina, andando nel bar gestito da una simpatica signora cinese sotto casa mia, grattando i numeri di un Milionario, vincessi quanto basta per capire che, alla fine, conta ciò che hai non che ciò che possiedi, acquisterei questo Novelli dell’asta 864 di Meeting art. Avrei così una lettera agli dei, da decifrare giorno dopo giorno.

864/Corpora



474

ANTONIO CORPORA [Tunisi (Tunisia) 15/08/1909 – Roma 06/09/2004]
Bosco d’autunno, 1951 olio su tela 60×50 cm, firma in basso a sinistra, titolo, firma, anno ed etichetta dell’esposizione Fiac 91, 5 – 13 ottobre 1991 al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, timbro e firma per autenticità e provenienza del Centro Steccata (PR) su foto.
base d’asta: 2.500 €
stima: 5.000/6.000 €

China, do you remember?


491

WEIWEI AI [Pechino (Cina) 28/08/1957]Fairytale, 2007sedie in legno della dinastia Qing , una misura 105,5×56,5×43 cm, l’altra misura 102×58,5×45 cm, titolo sotto la seduta di entrambe le sedie, etichetta Documenta 12 sotto la seduta di una sedia ed etichetta Christie’s sotto la seduta dell’altra sedia.
Provenienza:-Galerie Urs Meile, Bejing.-Asta Christie’s Londra.
Esposizioni: -Kassel, Documenta 12, 2007.-Paris, Galerie Torri, A Few Things That I Know From Them, Braco Dimitrijevic, Hamis Fulton, Ai Weiwei, Zhao Zhao, 2013.
-Wakefield, Yorkshire Sculpture Park, Ai Weiwei In The Chapel, 2014.
Bibliografia:-C.Merewether, Ai Weiwei: Under Construction, Sydney 2008, p.153 (installation view illustrated in colour, p.124)-K.Smith, H.U. Obrist and B. Fibicher, Ai Weiwei, London 2009, p.158 (illustrated in colour, pp. 46 and 115).-M. Siemons and A. Weiwei, Ai Weiwei, New York 2009 (illustrated in colour, pp. 464 and 115).
-Ai Weiwei, exh. cat., London, Royal Academy of Arts, 2015, p.79 (installation view illustrated in colour, pp. 80-81).
base d’asta: 22.000 €
stima: 39.000/44.000 €

La tornata numero cinque dell’asta 864, sabato 15 giugno, è destinata a essere probabilmente considerata come la più calda mai realizzata a giugno dal simpatico team astaiolo vercellese. Nella Quinta vedrete, ad esempio, queste sedute imperiali realizzate dal prode Al Weiwei. L’opera richiama l’installazione realizzata al Castello di Rivoli in cui l’artista recupera mobili e materiali delle entiche dinastie cinesi rapportandole, in modo memorialistico-polemico-ideologico, con l’immagine iconoclasta della Cina contemporanea.

Iras, Lenin e il treno


355

ROBERTO MARCELLO BALDESSARI [Innsbruck (Austria) 23/03/1894 – Rovereto (TN) 1963] Treno in corsa con paesaggio innevato, 1917
olio magro su cartone 50,5×42,5 cm, sigla dell’artista in basso a sinistra, anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Unico per il Catalogo delle Opere Futuriste di Roberto Marcello Baldessari come da dichiarazione a cura di Maurizio Scudiero su Attestato di Avvenuta Archiviazione allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

L’ipotesi è suggestiva, forzata certo. Ma questo treno, dipinto dal più boccioniano dei Futuristi della seconda ora, e, soprattutto, l’anno, in cui è stato disegnato e colorato. sono potenti stimolatori della fantasia storica. L’anno è il 1917. Un treno tedesco parte da Zurigo il 27 marzo 1917, su tre vagoni salgono una trentina di russi tra cui Lenin, la moglie Nadežda Krupskaja, l’amante Inessa Armand, Karl Radek, Grigorij Zinov’ev, . Il treno attraversò la Svizzera, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e poi arrivò alla stazione “Finlandia” di Pietrogrado il 4 aprile. Lenin, aiutato dai tedeschi interessati dal creare il caos sul fronte nemico della Grande Guerra, rientrava in Russia dopo 17 anni di esilio. Il treno di Lenin. Forse proprio quello immaginato da Iras (ovvero Roberto Marcello Baldessarri)? Azzardato, lo ammetto. Come poteva prevedere l’artista cosa sarebbe accaduto allo zar con l’arrivo del treno? O forse le notizie viaggiavano veloci sui binari della storia? Resta, comunque, con il suo binario di domande, l’olio magro che andrà in asta 9 giugno nella sciccosa asta 864. Bella storia. Da appendere.

In buca d’anima


310

DANIELE FISSORE [Savigliano (CN) 1947 – Savigliano (CN) 08/03/2017]
Campo da golf a Primrosehill, Londra, 1984
olio su tela 50×80 cm, firma in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

Il paesaggio, il cielo, la terra, il silenzio. Riportare tutto questo in pittura è utopico. Per gli artisti spesso è stata versione dolorosa. Daniele Fissore vorrebbe possedere, abbracciare il tutto, ma il suo unico mezzo è quello interpretativo, della pittura. La sua cultura è quella pagana della contemplazione del visibile. Fissore racchiude la “scena”, la estrae dal suo contesto, la forza nella sua “irrealtà” reale. Noi non sappiamo quale sia il vero compito dell’artista, quale sia il suo “mandato”. Possiamo intuire, invece, la sua scrittura, leggere tra le maglie del colore il messaggio. La scrittura sottile di Fissore lascia apparire particolari naturali che vivono grazie alla fissità della luce. La sua figuraticità apre al cielo e dal cielo ridiscende come antica benedizione per la Terra. Questa di Fissore è luce fatta di contrappunti cromatici. E’ un pittore nato con il senso del colore e dell’infinità dello spazio “.

Domenica 9 giugno, asta 864. Il ricordo di un artista e del suo gioco.

Alfanometrie


298

CARLO ALFANO [Napoli 22/05/1932 – 25/10/1990]
Tempi prospettici,1970 acrilico su tela emulsionata 95×95 cm, firma, titolo, anno e dedica “ad personam” al retro, opera registrata presso l’Archivio Alfano come da certificato allegato, dichiarazione d’autenticità di Flavia Alfano su foto.
Bibliografia: – “Carlo Alfano, Soggetto spazio soggetto”, Mart Rovereto, 2018, a cura di Denis Isaia e Gianfranco Maraniello, pag. 99 fig. 26.
base d’asta: 7.000 €
stima: 12.000/14.000 €

Un artista da ripensare: cinetica del pensiero, analitica del concetto. Un concettuale analitico, un cinetico figurativo, un astratto visuale. Sommessamente,forse, un genio. In asta a giugno nell’asta 864 di Meeting Art. a seguire il video della mostra in cui l’opera all’incanto era stata esposta.

Il video della mostra retrospettiva al Mart di Rovereto

Suono per te


163

ALBERTO SALIETTI [Ravenna 15/03/1892 – Chiavari (GE) 19/09/1961]
Il violoncellista M. Ottone, 1941 olio su tavola 103×80 cm, firma e anno in alto a sinistra, etichette della XXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1942 al retro.
Bibliografia:-“Alberto Salietti”, a cura di Orio Vergani, Galleria Orio Vergani (MI), 1960.
base d’asta: 7.000 €stima: 12.000/14.000 €

In asta a giugno (la 864 di Meeting Art). Musica per gli occhi. Salietti è il più armonico dei Novecentisti, il più vivaldiano dell’eletta truppa assemblata da Margherita Sarfatti per riportare la pittura al centro del mondo. Ma qui la pittura è musica. Il mondo non è fatto solo per gli occhi.

Colori e ruggiti


123

GIOVANFRANCESCO GONZAGA [Milano 12/06/1921 – Milano 02/10/2007]
Il re leone, 1995 olio su tela 50×70 cm, firma in basso a destra, titolo, firma, anno, località (Milano) e timbro dell’Archivio Fotografico Generale con n° AV 1888 al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e Archivio Fotografico Generale di Giovanfrancesco Gonzaga su foto, certificato d’autenticità di Telemarket
base: 1.500 euro
stima: 8.500/9.600 €

Il re leone (The Lion King) è un film del 1994 diretto da Roger Allers e Rob Minkoff. È un film d’animazione musicale drammatico prodotto dalla Walt Disney. Un anno dopo (e mentre lo guardava in funzione ciuccio visivo la mia bimba piccola) Gonzaga dipingeva questo quadro. Gonzaga. Un figurativo classico nel senso più assoluto del termine. Figure e colori, stop.

In una vecchia intervista tv, utilizzata per vendere le sue opere in nota televendita, il maestro Giovanfrancesco, seduto nel suo salotto buono e con accanto una sua serigrafia a cavalletto, spiegava come lui, guardando un albero, volesse poi dipingere solo un albero senza quelle “contorsioni idrauliche” di concettuali e astrattisti. Di sè diceva di essere l'<Ultimo vessilifero> della pittura senza se e senza ma. Pittura, la sua. Anche la conoscenza diretta di De Chirico non deve confondere. La metafisica di Gonzaga è pittura. E basta.

Ma questo suo Re Leone (in asta domenica 2 giugno nell’asta 864 di Meeting Art) mi stimola altre riflessioni, spinto dalla giornata uggiosa che mi circonda. Ci vedo la sorpresa del grande felino che si sorprende di essere finito in un sottobosco brianzolo dove di solito girano cinghiali. Ci vedo negli occhi la malinconia estraniante di un’opera di Ligabue. Ecco, se Gonzaga avesse inseguito Ligabue invece di De Chirico, se avesse dipinto inseguendo sogni invece di metafore senza metafora, se…., se…

O forse Gonzaga ha dipinto questo Re Leone dopo aver visto il film della Disney con qualche nipotino accanto. “Nonno, mi fa il Re Leone?”. E lui facendo ruggire i colori l’ha dipinto. Il suo Leone lombardo.