Scheggi, che scheggia…(refresh 18 febbraio)

paoloscheggi  Prima tornata dell’astona di Arte moderna e contemporanea 754, c’è già un uomo in fuga. Anzi, un quadro con l’uomo che l’ha dipinto. Ovvero Paolo Scheggi (1940-1971).  Vita breve. Grande densità artistica. Graffia la scena artistica italiana insieme a Manzoni (altro morto giovane, vivo ancora), Fontana e Castellani. Loro se ne fregano di colori e figure sulla tela. Prendono e manipolano forme plastiche. Magari proprio di plastica, il nuovo materiale uscito dalla mente del Nobel Giuseppe Natta. Scheggi fa così con plastica e altro: < …bucava le tele con delle fustelle di ferro per ottenere dei buchi perfetti e aveva inventato una tecnica particolare per arricciarne i bordi verso l’interno. Quando i buchi erano pronti, dipingeva il tutto con un colore unico che a volte era il rosso, a volte il nero, a volte il blu o l’arancione. Non gli ho mai visto fare i buchi verdi, e non gli ho mai chiesto il perchè…> così di lui Antonio Giusti. Si ricordano di lui, oggi. L’opera in asta alla Meeting il 2 marzo partiva da 15 mila euro, siamo già a 17mila. Scatto e fuga (in avanti) d’artista. Bravo, grande, Paolo!

scheggi

63 PAOLO SCHEGGI Firenze 1940 – Roma 1971
Intersuperficie curva sul bianco, 1966
acrilico su tre tele sovrapposte cm. 70×70, firma, titolo, anno e timbro della Galleria Arte Moderna Il Punto (TO) al retro, opera registrata presso l’Archivio Scheggi al numero PASC 0569 come da dichiarazione della Galleria Niccoli (PR) su foto, entro teca in plexiglass.

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